Ecco come stiamo salvando il grano italiano!

Favorire l'adozione di un Piano proteico nazionale, l'aggregazione economica e sinergie tra i diversi operatori, così come previsto dalla normativa comunitaria; puntare su ricerca e innovazione per l'ammodernamento della filiera a partire dal settore sementiero, promuovendo la valorizzazione delle produzioni salubri e di qualità. Sono alcune delle misure a sostegno della filiera del grano e del comparto cerealicolo italiano contenute nella risoluzione del M5S, approvata all'unanimità in Commissione Agricoltura alla Camera. Tra le altre misure contenute nel provvedimento, l'implementazione di logistica e stoccaggio, per differenziare la qualità di grano duro e valorizzare il prodotto italiano all'origine, distinguendo le classi in base al contenuto di glutine e a caratteristiche chimiche e microbiologiche come ad esempio il contenuto di micotossine, residui di erbicidi come glifosato, metalli pesanti e radioattività.
Abbiamo inoltre previsto iniziative per assicurare all'industria di trasformazione determinati volumi e al produttore la collocazione del proprio prodotto ad un prezzo congruo, slegato dalle contrattazioni delle Borse Merci, istituendo una Commissione Unica Nazionale, introdotta grazie a un emendamento del M5S nel decreto 51/2015, per il mercato dei cereali e incentivando gli accordi di filiera. Il ministro delle Politiche Agricole, Martina, ora non ha più scuse. È giunto il momento di rispolverare il Piano cerealicolo nazionale, tenuto dal Mipaaf nel cassetto dal 2009, e di concretizzare le misure chieste dall'intera filiera. Il comparto primario è fondamentale per il made in Italy e tutta l'economia italiana.

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