31/05/17

L'imbarazzante pirogassificatore di Falerna e Nocera Terinese

Da una delibera approvata il 3 aprile scorso dal comune di Falerna (CZ), quale capofila dell’unione dei Comuni “MONTI MA.RE. DA TEMESA A TERINA”, emerge che un Pirogassificatore verrà realizzato, a breve, tra Falerna e Nocera Terinese, dalla società MAREnergy S.r.l la quale ha formulato il Project Financing (proposta prot. 8278 del 28.12.2016).
Anche nella rete delle società e dei soci che compongono l’assetto della società che intende realizzare il pirogassificatore, le anomalie e le stranezze sono tante (come riporta l'inchiesta giornalistica del giornale web lacnews24.it) E spunta anche, indirettamente, qualche nome scomodo, noto alle cronache, Pasquale Torquato, ex vice Sindaco di San Mango, dimessosi dalla carica un mese fa, dopo il coinvolgimento dell’inchiesta sulla Sacal.

Nell’accordo di programma del 2014 richiamato nella delibera del 3 aprile del comune di Falerna, oltre agli obiettivi di riduzione dei costi dei comuni per lo smaltimento dei rifiuti, gli enti si dichiarano disponibili al trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani ai fini della produzione di Biogas. Il comune di Falerna, tuttavia, nella delibera di giunta 82/2017 ha approvato la costruzione di un impianto che prevede di: “Ottenere una ulteriore riduzione degli oneri di smaltimento, avvio e recupero della frazione umida derivante dalla vendita dell’energia elettrica e termica dell’impianto di produzione di SYNGAS”. Tra le due finalità c’è una consistente differenza, considerato che, mentre nel BIOGAS il principale costituente è il metano (CH4) assieme all'anidride carbonica (CO2), il SYNGAS, invece, è un combustibile gassoso sintetico. Quest’ultimo si ottiene bruciando la frazione organica ma anche altri elementi dei Rifiuti solidi urbani.
Tutto questo potrebbe avvenire vicino le scuole medie ed elementari di marina di Nocera Terinese, che sono a meno di 800 metri di distanza in linea d’aria dal luogo dove dovrebbe essere allocato il pirogassificatore.

Non esistono informazioni scientifiche circa una minore tossicità delle emissioni generate da impianti di combustione di questo tipo. Il pirogassificatore a fronte di una maggiore complessità costruttiva, minore affidabilità e sicurezza, maggiori rischi nella realizzazione e nella gestione (fonte Ing. P. De Stefanis - ENEA), consente di costruire impianti più piccoli e flessibili rispetto agli inceneritori tradizionali che per funzionare bene devono trattare grandi quantità di rifiuti somministrati in modo costante. Il processo di pirogassificazione d’altro canto presenta delle criticità nel trattamento di materiali non omogenei quali i rifiuti solidi urbani.

In Valle D’Aosta dove si stava realizzando un impianto simile a quello che si vuole realizzare a Falerna in pieno centro abitato, un gruppo di Oncologi, i professori,  Fulvia Grasso, Alessandra Malossi, Alessandro Mozzicafreddo, Silvia Spinazzè,  in un documento inviato alle istituzioni regionali affermavano : “desideriamo esprimere la nostra viva preoccupazione per l’ipotesi di costruzione di un impianto di trattamento a caldo dei rifiuti, denominato Pirogassificatore. Nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti, provenienti da inceneritori, sono stati ben documentati numerosi effetti avversi sulla salute, tra cui un aumentato rischio di cancro del polmone, linfomi non Hodgkin, neoplasie infantili e sarcomi. Non a caso gli impianti di incenerimento rientrano fra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie; qualunque sia la tipologia adottata e qualunque sia il materiale destinato alla combustione essi danno origine a diverse migliaia di sostanze inquinanti, solo in parte identificate”. Prima di varare questo progetto la gente è stata consultata con un Referendum e anche sulla base di queste considerazioni degli oncologi la regione Valle D’Aosta bloccò la costruzione di quell’impianto di Pirogassificazione.

Attraverso un'interrogazione parlamentare ho chiesto al Ministro dell'Ambiente Galletti:
"se non ritenga che il costruendo Pirogassificatore di Falerna, oltre a danneggiare le numerose attività alberghiere e di ristorazione della zona, non rappresenti un serio rischio per la salute umana e l’ambiente."
Inoltre, considerato che esiste una soluzione alternativa per smaltire in modo efficiente la frazione organica dei rifiuti ho chiesto: "se non ritenga opportuno promuovere per quanto di competenza il compostaggio domestico e di comunità previsto dalla legge n. 221 del 2015 che ha modificato il decreto legislativo numero 152 del 2006 e dalle direttive EU, in modo da offrire agli enti locali un’alternativa sostenibile."

Il Meetup 5 stelle lametino due giorni fa ha ribadito: "Noi ci opponiamo a questo scelta scellerata e, se verrà portata avanti, non resterà che la lotta e il contrasto civile visto che siamo da sempre ostili verso una costruzione che danneggia l'ambiente e deturpa il territorio. Ci aspettiamo una netta presa di posizione da parte degli enti locali, per una risoluzione condivisa che possa mettere d'accordo le centinaia di cittadini scesi in piazza non meno di due settimane fa in una manifestazione spontanea a Nocera Terinese. Chiediamo coerenza ai sindaci che si sono dichiarati contrari e un ripensamento ai sindaci favorevoli. E a entrambi consigliamo di guardare a fondo chi sono i nomi che stanno dietro il progetto e la proposta di realizzazione dell'impianto. Non farebbe male. Potreste scoprire delle sorprese!"
Ancora una volta la mancanza di programmazione e di risoluzione sostenibile in materia di rifiuti da parte della politica locale porta il mero business a spuntarla a discapito della salute e dell'economia del nostro territorio. E qui in gioco non c’è solo un impianto di combustione ma il futuro economico e ambientale di un’intera zona, il benessere dei suoi cittadini e la stessa aria che respirano. Fermiamo questa follia, l'unica cosa che deve accendersi in quella zona è il cervello dei suoi amministratori.

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