31/05/17

L'imbarazzante pirogassificatore di Falerna e Nocera Terinese

Da una delibera approvata il 3 aprile scorso dal comune di Falerna (CZ), quale capofila dell’unione dei Comuni “MONTI MA.RE. DA TEMESA A TERINA”, emerge che un Pirogassificatore verrà realizzato, a breve, tra Falerna e Nocera Terinese, dalla società MAREnergy S.r.l la quale ha formulato il Project Financing (proposta prot. 8278 del 28.12.2016).
Anche nella rete delle società e dei soci che compongono l’assetto della società che intende realizzare il pirogassificatore, le anomalie e le stranezze sono tante (come riporta l'inchiesta giornalistica del giornale web lacnews24.it) E spunta anche, indirettamente, qualche nome scomodo, noto alle cronache, Pasquale Torquato, ex vice Sindaco di San Mango, dimessosi dalla carica un mese fa, dopo il coinvolgimento dell’inchiesta sulla Sacal.

Nell’accordo di programma del 2014 richiamato nella delibera del 3 aprile del comune di Falerna, oltre agli obiettivi di riduzione dei costi dei comuni per lo smaltimento dei rifiuti, gli enti si dichiarano disponibili al trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani ai fini della produzione di Biogas. Il comune di Falerna, tuttavia, nella delibera di giunta 82/2017 ha approvato la costruzione di un impianto che prevede di: “Ottenere una ulteriore riduzione degli oneri di smaltimento, avvio e recupero della frazione umida derivante dalla vendita dell’energia elettrica e termica dell’impianto di produzione di SYNGAS”. Tra le due finalità c’è una consistente differenza, considerato che, mentre nel BIOGAS il principale costituente è il metano (CH4) assieme all'anidride carbonica (CO2), il SYNGAS, invece, è un combustibile gassoso sintetico. Quest’ultimo si ottiene bruciando la frazione organica ma anche altri elementi dei Rifiuti solidi urbani.
Tutto questo potrebbe avvenire vicino le scuole medie ed elementari di marina di Nocera Terinese, che sono a meno di 800 metri di distanza in linea d’aria dal luogo dove dovrebbe essere allocato il pirogassificatore.

Non esistono informazioni scientifiche circa una minore tossicità delle emissioni generate da impianti di combustione di questo tipo. Il pirogassificatore a fronte di una maggiore complessità costruttiva, minore affidabilità e sicurezza, maggiori rischi nella realizzazione e nella gestione (fonte Ing. P. De Stefanis - ENEA), consente di costruire impianti più piccoli e flessibili rispetto agli inceneritori tradizionali che per funzionare bene devono trattare grandi quantità di rifiuti somministrati in modo costante. Il processo di pirogassificazione d’altro canto presenta delle criticità nel trattamento di materiali non omogenei quali i rifiuti solidi urbani.

In Valle D’Aosta dove si stava realizzando un impianto simile a quello che si vuole realizzare a Falerna in pieno centro abitato, un gruppo di Oncologi, i professori,  Fulvia Grasso, Alessandra Malossi, Alessandro Mozzicafreddo, Silvia Spinazzè,  in un documento inviato alle istituzioni regionali affermavano : “desideriamo esprimere la nostra viva preoccupazione per l’ipotesi di costruzione di un impianto di trattamento a caldo dei rifiuti, denominato Pirogassificatore. Nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti, provenienti da inceneritori, sono stati ben documentati numerosi effetti avversi sulla salute, tra cui un aumentato rischio di cancro del polmone, linfomi non Hodgkin, neoplasie infantili e sarcomi. Non a caso gli impianti di incenerimento rientrano fra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie; qualunque sia la tipologia adottata e qualunque sia il materiale destinato alla combustione essi danno origine a diverse migliaia di sostanze inquinanti, solo in parte identificate”. Prima di varare questo progetto la gente è stata consultata con un Referendum e anche sulla base di queste considerazioni degli oncologi la regione Valle D’Aosta bloccò la costruzione di quell’impianto di Pirogassificazione.

Attraverso un'interrogazione parlamentare ho chiesto al Ministro dell'Ambiente Galletti:
"se non ritenga che il costruendo Pirogassificatore di Falerna, oltre a danneggiare le numerose attività alberghiere e di ristorazione della zona, non rappresenti un serio rischio per la salute umana e l’ambiente."
Inoltre, considerato che esiste una soluzione alternativa per smaltire in modo efficiente la frazione organica dei rifiuti ho chiesto: "se non ritenga opportuno promuovere per quanto di competenza il compostaggio domestico e di comunità previsto dalla legge n. 221 del 2015 che ha modificato il decreto legislativo numero 152 del 2006 e dalle direttive EU, in modo da offrire agli enti locali un’alternativa sostenibile."

Il Meetup 5 stelle lametino due giorni fa ha ribadito: "Noi ci opponiamo a questo scelta scellerata e, se verrà portata avanti, non resterà che la lotta e il contrasto civile visto che siamo da sempre ostili verso una costruzione che danneggia l'ambiente e deturpa il territorio. Ci aspettiamo una netta presa di posizione da parte degli enti locali, per una risoluzione condivisa che possa mettere d'accordo le centinaia di cittadini scesi in piazza non meno di due settimane fa in una manifestazione spontanea a Nocera Terinese. Chiediamo coerenza ai sindaci che si sono dichiarati contrari e un ripensamento ai sindaci favorevoli. E a entrambi consigliamo di guardare a fondo chi sono i nomi che stanno dietro il progetto e la proposta di realizzazione dell'impianto. Non farebbe male. Potreste scoprire delle sorprese!"
Ancora una volta la mancanza di programmazione e di risoluzione sostenibile in materia di rifiuti da parte della politica locale porta il mero business a spuntarla a discapito della salute e dell'economia del nostro territorio. E qui in gioco non c’è solo un impianto di combustione ma il futuro economico e ambientale di un’intera zona, il benessere dei suoi cittadini e la stessa aria che respirano. Fermiamo questa follia, l'unica cosa che deve accendersi in quella zona è il cervello dei suoi amministratori.

19/05/17

L'ennesimo incubo di una nuova centrale a biomasse in Sila

La centrale a biomasse di Parenti (CS) che servirà per la produzione di energia elettrica e termica, da 998,00 KW sorgerà a pochissimi metri da cooperative agricole che producono la patata silana IGP, a poche centinaia di metri da uno stabilimento che imbottiglia acqua oligominerale naturale, in prossimità di alberghi, ristoranti e agriturismi, in una valle posta in mezzo ai quattro laghi (Passante, Savuto, Ampollino e Arvo) che riforniscono d'acqua le limitrofe città calabresi, in un territorio dove pascolano allo stato brado migliaia di podoliche il cui latte e carni ritroviamo sulle nostre tavole.
Se la mia proposta di legge che vieta le centrali inquinanti in aree dove si pratica agricoltura di pregio fosse stata approvata a quest'ora ci saremmo risparmiati l'ennesima centrale a biomasse a pochi passi dal Parco Nazionale della Sila.

Le centrali a biomassa, anche se realizzate bene, producono comunque COV (composti organici volatili), diossine, metalli pesanti contenuti nel legno, e particolato ultrasottile (nanopolveri), che sono la fonte di maggiori pericoli per gli esseri viventi in quanto talmente piccoli da legarsi alle molecole, generando forme tumorali, interagendo con il corpo umano direttamente attraverso i pori della pelle. A tutto ciò bisogna aggiungere l’inquinamento atmosferico e acustico prodotto dai mezzi che giornalmente dovranno rifornire la centrale e l’annientamento di interi boschi come già sta avvenendo, peraltro, nella nostra regione per soddisfare le esigenze delle centrali già in funzione.

La nascita di diverse centrali a biomasse nella Regione Calabria sta creando sempre più un fabbisogno di legname da ardere tale da scatenare un notevole incremento di tagli abusivi di alberi (mafia del legno) come ha di recente affermato Aloisio Mariggiò, ex generale dell’Arma dei Carabinieri e attuale commissario di Calabria Verde, ente strumentale regionale che si occupa di forestazione e difesa del suolo.

Al Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti attraverso un'interrogazione parlamentare ho chiesto: "se non ritenga che costruire una centrale a biomasse a qualche chilometro dal Parco Nazionale della Sila non vada a compromettere il delicato ecosistema di un territorio a completa vocazione turistica ed agricola o quantomeno se non ritenga opportuno che venga negato a soggetti motorizzati l’ingresso nel perimetro del Parco perché inquinanti sia in termini di rumore che di gas di scarico".
Ho chiesto inoltre: "quali soluzioni normative intenda promuovere per tutelare le foreste calabresi dai tagli illeciti e se non ritenga opportuno anche per tutelare particolari aree di pregio, fissare un limite di potenza massima prevista per tali centrali di 500kW con un raggio di approvvigionamento delle biomasse di 10 km dal punto di utilizzo".

La proposta di fissare un limite di potenza prevista con un raggio più corto di approvvigionamento delle biomasse l'ho presentata con un emendamento nel provvedimento in esame in questi giorni alla Camera dei Deputati sulle aree protette. Spero che la maggioranza PD accolga questa richiesta per frenare questa speculazione che sta devastando anche la nostra Calabria. Secondo voi il PD lo farà? Ai posteri l'ardua sentenza...

18/05/17

#IoMarcioPer sconfiggere "la peggior forma di violenza"


In Italia oltre 1 persona su 4 è a rischio povertà o esclusione sociale (il 28,7% - 17 milioni e mezzo di persone). Se parliamo del Sud, invece, le persone a rischio povertà - esclusione sociale sono 1 persona su 2 (il 46,4%).L'Italia è il Paese europeo con il numero più elevato di persone che vivono in "gravi privazioni materiali. Il 11,5% della popolazione non può affrontare una spesa inaspettata, permettersi un pasto dignitoso ogni due giorni e mantenere una casa.La povertà in Italia si è raddoppiata negli ultimi 10 anni: Basti pensare che nel 2005 erano poco meno di 2 milioni di persone (il 3,3% del totale). Per quanto riguarda, invece, la situazione delle famiglie con figli minori, la povertà è più che triplicata, con un balzo dal 2,8 al 9,3%.I poveri assoluti sono 4,6 milioni di persone (quasi l'8% della popolazione).I minori in povertà assoluta sono circa 1 milione 131mila, quasi l’11% dei minori residenti in Italia. (Es. immaginate una classe di 20 alunni, dove almeno due bambini (ma forse anche due e mezzo) sono in povertà assoluta. Spesso il lavoro non basta per salvarci dalla povertà: Tra le famiglie operaie il tasso di immiserimento è salito dal 3,9 all'11,7%. E, con la crisi, il rischio di finire in miseria è aumentato: nel 2005 erano a rischio povertà 8,7 lavoratori su 100, nel 2015 sono diventati 11.
I più poveri sono i giovani adulti che hanno osato metter su famiglia, quelli fino a 34 anni: sono in povertà assoluta il 10,2% delle famiglie con un capofamiglia under34.Il 70,1 % dei giovani di 25-29 anni e il 54,7% delle loro coetanee vive ancora in famiglia con il ruolo di figli.

Più si è giovani, più si è poveri. La persistente crisi ha penalizzato soprattutto i giovani e giovanissimi. Per la prima volta al Sud la percentuale degli italiani che si rivolgono ai Centri Caritas ha superato quella degli immigrati attestandosi al 66,6%. Le persone che si rivolgono ai propri centri lo fanno al 76,9% per cause di povertà economica ed al 57,2% per disagio occupazionale. Per Eurostat l'Italia è al 4° posto nella classifica dei Paesi più colpiti dalla crisi.I giovani che sono nati dopo gli anni 80, andranno in pensione a 75 anni e prenderanno una pensione inferiore rispetto alle generazioni precedenti. Saranno quindi loro i poveri del domani. Per la povertà nello specifico (esclusione sociale e politiche abitative) non si arriva all’1% della spesa sociale, lontanissimi dal 7,9% del Regno unito.

Il reddito di cittadinanza non è una misura assistenziale. E' una misura di sostegno al reddito per aiutare le famiglie che sono in momentanea situazione di difficoltà collegata alla formazione, alla riqualificazione e condizionata al reinserimento nel mondo del lavoro e nel contesto sociale. Il beneficiario del reddito dovrà anche offrire un piccolo contributo in favore della collettività (massimo di 8 ore alla settimana) e non potrà rifiutare più di 3 proposte di lavoro. E’ inaccettabile che una persona venga abbandonata a sé stessa dallo Stato perché perde il lavoro, magari dopo aver pagato tasse e contributi di ogni genere per anni o perché il lavoro non si trova!

Il reddito di cittadinanza serve per i disoccupati, inoccupati, giovani che cercano lavoro, pensionati, lavoratori autonomi, ovvero, per tutte le persone che percepiscono un reddito al di sotto della soglia di povertà.

Secondo l'Eurostat e l'Istat una persona che vive in Italia ed è da sola, viene considerata povera se percepisce un reddito inferiore a 780 euro al mese. L'importo va ad aumentare in base alla composizione del nucleo familiare (Es: Una famiglia composta da 2 persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.014 euro ed un massimo di 1.170 euro; Una famiglia composta da 3 persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.248 ed un massimo di 1.560 euro; Una famiglia composta da 4 persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.482 euro ed un massimo di 1.950 euro, ecc). Nel caso in cui il beneficiario percepisca già un reddito, gli spetta la differenza tra 780 euro al mese e il reddito mensile già percepito. Ad esempio, se il beneficiario ha già un reddito di 400 euro al mese, avrà diritto ad una integrazione di altri 380 euro netti al mese. Esiste già in tutta Europa...Manca solo in Italia e Grecia.

Le coperture ci sono e sono state dichiarate più volte ammissibili dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. La nostra proposta costa quasi 17 miliardi di euro di cui 14,9 miliardi da destinare al sostegno economico (dato avvalorato dall’ISTAT) e 2,1 miliardi per implementare le politiche attive del lavoro, per rafforzare i Centri per l’Impiego, per la creazione di nuova impresa e di start up innovative e per incrementare il fondo per l’abitazione. Alcune delle nostre coperture sono: Tagli ai costi della politica (es. riduzione stipendi parlamentari), Riduzione delle pensioni d’oro, Aumento della tassazione di banche ed assicurazioni, Aumento della tassazione del gioco d’azzardo, Taglio alle auto blu anche ospedaliere, Riduzione degli affitti della P.A.

Il reddito di cittadinanza è una manovra economica che serve a creare lavoro. Si tratta di una misura che influisce direttamente sui consumi dei beni primari e con essi, sui profitti delle aziende che grazie alla ripresa delle proprie vendite, potranno assumere lavoratori. Infatti questa manovra economica prevede anche incentivi e benefici per le aziende, i lavoratori e per creare impresa: incentivi per le aziende che assumono beneficiari del reddito di cittadinanza, incentivi per il beneficiario che trova lavoro autonomamente, istituzioni presso i Centri impiego di laboratori per la creazione di nuove imprese, concessioni di beni demaniali per le start up innovative e addirittura concessioni delle terre demaniali abbandonate per progetti di recupero agricolo.

Il ddl prevede anche dei controlli ben specifici per i beneficiari. Ci sarà infatti un collegamento tra i Centri per l'impiego anche con l'Agenzia dell'Entrate in modo tale di poter fare tutti i controlli necessari per accertare che il beneficiario del reddito abbia tutti i requisiti previsti dalla legge, evitando quindi qualsiasi tipo di abuso o vantaggio personale.Inoltre, nel nostro ddl prevediamo anche delle sanzioni che vanno dalla perdita definitiva del beneficio a persino l'introduzione di un reato penale. In particolare chi nella procedura di richiesta trasmette o esibisce, con dolo, atti o documenti falsi o fornisce dati o notizie false è punibile penalmente (da 1 anno e 6 mesi a 6 anni).

Abbiamo previsto anche l'introduzione del salario minimo orario (SMO) finalizzato a contrastare il lavoro sottopagato. 
Con l’istituzione del Salario Minimo Orario nessuno potrà più sottopagare i lavoratori. Prevediamo anche dei meccanismi per far emergere il lavoro "a nero". La nostra proposta oltre a prevedere rigorosi controlli, prevede anche incentivi per il beneficiario che segnala una propria prestazione lavorativa pregressa irregolare e nel caso in cui, l'autorità ispettive diano conferma della irregolarità, il beneficiario avrà diritto ad una maggiorazione del proprio reddito nella misura del 5%.

Il nostro ddl è stato oggetto di studio dall'ISTAT che ha detto che:
1. Serve ad azzerare di fatto la povertà più grave in tutte le ripartizioni geografiche, con un impatto maggiore nel Mezzogiorno, contribuendo anche a favorire il contrasto alla povertà minorile e a quella dei giovani che vivono da soli.
2. Le famiglie beneficiarie sono state quantificate in circa 2 milioni 760 mila, circa 10 milioni di persone (la maggiore percentuale di beneficiari si osserva fra le coppie con figli minori, e soprattutto, fra i monogenitori con almeno 1 figlio minore).
3. La misura ha un costo di 14,9 miliardi. Il M5S però, oltre al costo relativo al sostegno economico, prevede un ulteriore investimento di 2,1 miliardi per rafforzare i Centri per l'impiego che porta il costo complessivo del reddito a 17 miliardi (circa l'1% del Pil dell'Italia).
4. Garantisce che non ci sia dispersione del beneficio in favore dei non poveri. 

Ora non ci sono più scuse! Il reddito di cittadinanza è un diritto da rivendicare. Il MoVimento 5 stelle si rimette in marcia e faremo ancora una volta la marcia Perugia-Assisi appunto a sostegno di questa proposta che è indispensabile e che tra l'altro serve anche per contrastare un cancro in Italia che si chiama voto di scambio.Le mafie si stanno impossessando di questo Paese e ormai da troppo tempo si sono intrufolate nella politica, facendo eleggere i propri uomini ormai parte integrante delle istituzioni. Anche il reddito di cittadinanza può aiutare a lottare contro le organizzazioni criminali, perché in certe terre è spesso la povertà che istiga a delinquere per cercare guadagni facili. Pe noi nessuno deve rimanere indietro e deve essere lo Stato a stendere una mano per garantire un sacrosanto diritto non la mafia.

Vi aspetto alla marcia di Perugia-Assisi sabato 20 maggio. Insieme faremo 19 chilometri per raggiungere un importante traguardo. Dedico il mio hashtag alla citazione del grande Gandhi in merito alla povertà.#IoMarcioPer sconfiggere "la peggior forma di violenza".

17/05/17

Il futuro è il compostaggio di comunità

Il compostaggio di comunità è un processo di stabilizzazione aerobica controllata, del materiale organico selezionato dai RU e ci permette di accelerare e migliorare il processo a cui naturalmente va incontro ogni sostanza organica. Se fatto rientrare nelle strategie di gestione dei rifiuti concorre ad assolvere alla priorità n°1 delle norme europee, ovvero la prevenzione e la riduzione a monte dei RU.
Grazie ad alcuni emendamenti del M5S inseriti nella legge 28 dicembre 2015, n. 221 in particolare agli articoli 37 e 38, è diventato realtà il compostaggio di comunità (anche detto di prossimità) ovvero il compostaggio domestico e non domestico effettuato collettivamente, che sempre secondo quando dettato dalla legge premierà con la riduzione della tassa sui rifiuti i cittadini o le aziende agricole/florovivaistiche che lo effettueranno.
I Comuni hanno la possibilità, senza alcun costo a loro carico, di poter manifestare interesse ed integrare il proprio sistema di gestione dei rifiuti con una rete di piccoli impianti di compostaggio, definiti appunto di comunità.
L'articolo 37 contiene disposizioni finalizzate ad incentivare il compostaggio aerobico, sia individuale che di comunità, tramite l'applicazione di una riduzione della tassa sui rifiuti per le utenze domestiche e non domestiche (attività agricole e vivaistiche) che effettuano il compostaggio aerobico individuale, nonché attraverso la semplificazione del regime di autorizzazione degli impianti dedicati al c.d. compostaggio di comunità di rifiuti biodegradabili derivanti da attività agricole e vivaistiche o da cucine, mense, mercati, giardini o parchi, che hanno una capacità di trattamento non eccedente 80 tonnellate annue.
L'articolo 38 prevede l'incentivazione delle pratiche di compostaggio di rifiuti organici effettuate sul luogo stesso di produzione, come l'autocompostaggio e ilcompostaggio di comunità, e consente ai comuni di applicare riduzioni della tassa sui rifiuti (TARI). Lo stesso comma prevede l'emanazione di un decreto interministeriale volto a stabilire i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate per il compostaggio di comunità di rifiuti organici. Viene altresì introdotta nel testo del c.d. Codice ambientale (D.Lgs. 152/2006) la definizione di "compostaggio di comunità" ed estesa alle utenze non domestiche la nozione di autocompostaggio.

Il 23 Febbraio 2017 finalmente è stato pubblicato il Decreto Attuativo che regola il Compostaggio di Comunità, con una serie di allegati che semplificano ai Comuni, alle attività e ai cittadini che vogliano praticare l’autocompostaggio anche attraverso una compostiera di quartiere, l’iter di avvio, in particolare è bene ricordare che basteranno solo 15 giorni dopo aver prodotto una semplice comunicazione.

FAQ – DOMANDE E RISPOSTE SUL COMPOSTAGGIO DI COMUNITA’
(le domande sono tratte dall’Associazione Italiana Compostaggio)
D: Quali sono esempi di “organismo collettivo”?
R: A nostro giudizio sono esempi, non esaustivi, condomini, associazioni, consorzi ma anche municipi e comuni
D: Quali utenze possono conferire?
R: Le utenze conferenti possono essere domestiche (famiglie) e non domestiche (attività economiche quali negozi, ristoranti, ecc.)
D: Quali rifiuti possono essere conferiti?
R: Quelli nell’allegato 3 (che comprende i rifiuti di cucine e mense, manutenzione del verde ecc.)
D: Secondo questo Decreto quanti rifiuti organici possono essere conferiti per non avere bisogno di autorizzazioni?
R: fino a 130 tonnellate all’anno.
D: L’attività di compostaggio di comunità deve essere autorizzata?
R: NO, malgrado i titoli dell’articolato facciano riferimento ad autorizzazioni semplificate, si tratta di una semplice comunicazione alle autorità competenti: (Comune, Azienda Rifiuti, ARPA) (art. 3). Si veda anche il modulo predisposto intitolato “comunicazione…”. (Allegato 1)
D: Per l’inizio attività bisogna attendere l’assenso del comune?
R: No, se il comune non richiede nulla, entro 15 giorni dalla comunicazione, si può procedere con l’attività
D: Il Comune può computare il compostaggio di comunità per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata?
R: Si, può farlo con sistemi di pesatura o con stime (vedi articolo 8)
D: i rifiuti possono essere raccolti da soggetti terzi (esempio un’azienda)?
R: NO, il conferimento del rifiuto biodegradabile deve avvenire autonomamente da parte delle utenze conferenti ed il compost prodotto è utilizzato esclusivamente da parte delle medesime. Personale dell’azienda può rivestire il ruolo di “conduttore”.
D: Può il conduttore essere un soggetto esterno all’organismo collettivo?
R: Si, è individuato dal responsabile dell’organismo collettivo anche tra soggetti terzi. La conduzione rappresenta una possibile attività per nuove figure professionali entro e fuori le aziende di gestione rifiuti.
D: Quale tipo di strutturante si può utilizzare?
R: Oltre ai pellets da stufa possono essere utilizzati molti altri materiali quali segatura, sfalci ecc. Per la lista completa vedi l’allegato 3.
D: Il conduttore, per ricoprire questo ruolo, deve fare un corso?
R: Si, un corso di almeno 8 ore erogato dall’impresa che fornisce l’apparecchiatura o da enti o istituti competenti (quindi anche dalla nostra associazione) (art. 7 commi 3 e 4) con rilascio di attestato.
D: Bisogna essere proprietari dell’attrezzatura di compostaggio?
R: NO, secondo l’art. 5 comma 1, “.. o in comodato d’uso o in noleggio”.
D: L’attrezzatura deve essere sul luogo di residenza?
R: NO: deve essere ubicata in aree nella disponibilità giuridica e entro 1 km (art. 5 commi 2 e 3)
D: Il compost deve avere analisi che lo classificano come “ammendante” ai sensi del decreto legislativo 29 aprile 2010, n.75 in materia di fertilizzanti?
R: Solo se il prodotto è utilizzato su suoli agricoli destinati alla produzione e vendita di prodotti per uso umano o animale (art. 6 comma 2) negli altri casi vale l’allegato 6 che richiede che i valori di temperatura, umidità, acidità (pH) e frazioni estranee siano in assegnati intervalli. Queste misure possono essere effettuate con semplici ed economici strumenti. Le macchine devono essere comunque in grado di produrre, qualora alimentate correttamente, compost secondo il decreto fertilizzanti (riteniamo che questa sia una dichiarazione necessaria del produttore dell’attrezzatura).
D: Quanto dura il processo?
R: Nelle compostiere statiche deve durare almeno 6 mesi, nelle compostiere elettromeccaniche almeno 3 mesi di cui almeno 1 mese in macchina (per i restanti due mesi la maturazione può avvenire in cumulo) (Allegato 5 parte B)
D: Bisogna avere autorizzazioni per il rilascio in atmosfera dell’aria esausta?
R: No. Vi sono due possibili modalità di destino per le arie emesse: rete fognaria o immissione in atmosfera previo filtraggio. All’Allegato 4, si recita:
“Le emissioni delle apparecchiature di tipo elettromeccanico sono trattate mediante biofiltro prima del rilascio in atmosfera; in alternativa, l’aria estratta è collegata alla rete fognaria e allontanata mediante spinta della ventola prevedendo un sifone per evitare il ritorno di odori.
L’aria rilasciata dal biofiltro è immessa in atmosfera in un punto di altezza pari almeno a 2 metri dal suolo. Tale punto emissivo non necessita di autorizzazione alle emissioni in atmosfera in quanto assimilabile al punto 1. m – Parte I – Allegato IV – Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “[…] silos per i materiali vegetali”.”
Poichè il decreto propone della modulistica per la domanda e una proposta di regolamento di gestione, abbiamo ritenuto fare cosa utile di inserire dei link a questi documenti in formato word in modo che possiate essere facilitati nella compilazione.

11/05/17

Centrale del Mercure: le istituzioni uccidono il parco

Lo scandalo della centrale a biomasse dell'Enel nel bel mezzo del Parco Nazionale del Pollino grida vendetta, il silenzio e la compiacenza delle istituzioni uccidono due volte l'economia e la salute del territorio. Oggi ho nuovamente presentato un'interrogazione parlamentare ai Ministri Calenda, Galletti e Lorenzin.
Fin dall’inizio del 2016 in concomitanza con la riapertura della centrale, si è verificata in Calabria una recrudescenza senza precedenti di tagli boschivi illegali su cui sta attivamente indagando la magistratura e che sta distruggendo le nostre foreste, contribuendo al dissesto idrogeologico, ai processi di desertificazione, allo sviluppo del fenomeno di criminalità organizzata noto come ‘mafia dei boschi’.
L’Amministratore delegato di Enel Francesco Starace ha ufficialmente ammesso l’utilizzo dei dati microclimatici della valle di Latronico, invece di quelli del Mercure, in quanto ‘analoghi’. Quanto finora asserito toglie ogni attendibilità scientifica al posizionamento delle centraline, rendendo inattendibile il livello di inquinamento dell’aria e dunque il rischio di salute della gente del Mercure.
Enel, come ha affermato Starace con la centrale del Mercure nel 2016 ha incassato 49 milioni di euro, di cui 39 milioni di incentivi pubblici e appena 10 dalla produzione energetica. Vogliamo sapere dal Governo se questi incentivi pubblici incassati con la centrale del Mercure corrispondono a verità e quale sia la ratio di tale che hanno ottenuto come contropartita la distruzione del patrimonio boschivo calabrese, del prezioso e delicatissimo ambiente del Parco Nazionale del Pollino, uno sviluppo del fenomeno di criminalità organizzata e la possibilità di seri danni per la salute degli abitanti della valle del Mercure.
Sulla vicenda ho scritto nuovamente al Presidente Mario Oliverio, all'assessore Rizzo e al dirigente Orsola Reillo chiedendo loro "come sia stato possibile concedere delle autorizzazioni che avevano alla base dati non relativi alla valle dove era previsto l’intervento industriale e se non ritengano urgente localizzare le suddette centraline di monitoraggio nella valle del Mercure che presenta caratteristiche microclimatiche profondamente diverse".
Al fine di fare trasparenza sulla filiera del legname, ho presentato anche una richiesta di accesso agli atti ad Enel chiedendo tutti i dati dei fornitori circa l’approvvigionamento di biomasse che alimentano la Centrale. Prima dell’apertura del Mercure in Calabria erano già attive quattro centrali a biomasse, di potenza complessiva di 104 MWe con un consumo di 1.010.000 tonnellate l’anno. Il Mercure, da sola, ha una potenza pari al 40% delle altre quattro ed un consumo annuo di 340.000 tonnellate, che porta a quasi un milione di tonnellate l’anno il ‘saldo negativo’, in Calabria, tra richiesta ed offerta di biomasse da ardere.
I cittadini del mercure e le numerose associazioni ambientaliste, insieme al ‪‎M5S‬, non molleranno mai questa battaglia, continuando a lavorare per impedire l’ennesimo scippo ad un territorio che va difeso, non deturpato.

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07/05/17

Depuriamo la Calabria: il nuovo sito per informarsi e attivarsi in prima persona!


Oggi insieme a Laura Ferrara e Binaca Laura Granato (candidata a Sindaco M5S di Catanzaro) abbiamo presentato in conferenza stampa dal capoluogo di Regione un portale regionale sullo stato della depurazione in Calabria voluto da noi portavoce M5S calabresi.
DepuriamolaCalabria.it” è il nome del sito che consentirà di fornire un costante monitoraggio nel tempo sullo stato della depurazione calabrese.
Nel corso della conferenza stampa abbiamo presentato le varie funzioni del sito contente i dati raccolti sulla maladepurazione, la documentazione per chi si vuole attivare sulla problematica nel suo comune e la mappa interattiva con cui i cittadini potranno segnalare le criticità inerenti alla depurazione in tutta la Regione. Sono state presentate, altresì, le proposte del MoVimento 5 Stelle per risanare il settore più alcune importanti iniziative come ad esempio la petizione popolare rivolta alla commissione europea.
Lungi dal voler sostituire la Regione Calabria dai suoi compiti istituzionali, con questo strumento interattivo vogliamo porci l’obiettivo di condividere tutte le informazioni sullo stato della depurazione regionale con tutti gli attivisti e cittadini calabresi. Il nuovo sito sarà poi un importante punto di riferimento sempre aggiornato in tempo reale su tutte le attività ed iniziative che, come MoVimento 5 Stelle, stiamo già portando avanti e che saranno intraprese per sanare definitivamente le rilevanti criticità del sistema depurativo regionale.
Qui il video della conferenza stampa.

05/05/17

Il tragico volto del business dei migranti

Gli arresti per sfruttamento in agricoltura di manodopera extracomunitaria proveniente dalle strutture di Spezzano Piccolo e Camigliatello silano del centro di accoglienza straordinaria “Santa Lucia” impone la massima tutela dei migranti ospitati e una verifica a tappeto sulle strutture analoghe presenti in Calabria.
Siamo difronte ad un nuovo tragico volto del cosiddetto ‘business dei migranti’ che nega i diritti umani e dimostra il totale fallimento sia delle politiche d’accoglienza sia di contrasto del lavoro nero in agricoltura. Nell’attesa dell’esito delle indagini, ringraziamo la Procura di Cosenza e l'Arma dei Carabinieri ma è bene ricordare che la repressione non basta e che il peso della crisi migratoria e delle criticità ad essa connesse non possono restare solo sulle spalle di magistratura e forze dell’ordine. Se infatti da un lato quest’operazione dimostra che la cosiddetta legge ‘anti caporalato’, approvata in via definitiva alla Camera lo scorso ottobre anche col voto favorevole del M5S, sta dando buoni frutti, dall’altro è pur vero che l’iter da essa tracciato per prevenire il caporalato, non è ancora partito. Grave, infatti, che la ‘Cabina di regia e rete del lavoro agricolo di qualità’, ovvero l'organo che dovrebbe individuare misure sperimentali di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura, sia ancora ferma e non abbia prodotto soluzioni nonostante l'approssimarsi della stagione di raccolta del pomodoro. Il Governo risolva immediatamente il nodo dell'incontro tra domanda e offerta del lavoro in agricoltura, caratterizzato da una spiccata stagionalità, potenziando i Centri dell'impiego pubblici rendendoli adatti alle esigenze del settore nel rispetto dei diritti e della legalità.
Al ministro dell'Interno, Marco Minniti, chiederemo di intervenire direttamente. Si usi la linea dura contro chi specula sulla vicenda dei migranti nella nostra regione; contro chi, come è emerso nell'inchiesta, prova a falsificare le carte per ricevere contributi pubblici e organizzare squadre di lavoratori a nero, peraltro in un'area geografica segnata da un'emigrazione spaventosa e da una povertà sociale sempre più diffusa. Ci auguriamo che anche il governatore Mario Oliverio, originario della Sila, assuma una posizione politica forte contro le speculazioni avvenute, che vanno fronteggiate con una condanna pubblica chiara e risoluta.

03/05/17

Agricoltura Biologica: si poteva e si doveva fare di più!

Poteva essere un balzo in avanti e invece è stato un piccolo passo che, nei fatti, guarda ancora al passato. Ci riferiamo alla prima legge nazionale sull' Agricoltura Biologica approvata ieri in Aula alla Camera e sulla quale ci siamo astenuti. Ecco perché: si tratta di uno spot condito da qualche linea di principio che non dà regole efficaci né contributi sufficienti a sostenere il settore.
Abbiamo presentato 14 emendamenti proprio per chiedere interventi concreti e misure di tutela più vincolanti che però sono stati quasi tutti bocciati dal Governo. Tra questi l'esempio più grave riguarda quello che proponeva di introdurre il divieto di installare impianti inquinanti (discariche, inceneritori, centrali a carbone ecc.) nelle aree di origine dei prodotti biologici o dove sono presenti aziende agricole biologiche certificate. Un 'no' gravissimo che evidenzia quali sono i settori produttivi prioritari per il Governo.
Anche se è vero che da un lato si tratta di un primo passo per dare delle norme nazionali, dall'altro ci saremmo aspettati di più. Un altro rifiuto eclatante da parte del Governo è stato quello relativo alla nostra proposta di finanziare con 50mila euro, attraverso il fondo residuale del Ministero delle Politiche Agricole, le Organizzazioni dei Produttori (OP) e quelle Interprofessionali (OI) della filiera biologica. È assurdo: il Governo Pd ha trovato 20 miliardi per salvare le banche e non ne trova poche decine di migliaia per sostenere i produttori biologici. Da questo si vede l'intenzione reale con cui nasce una legge!
La lista delle nostre proposte non accolte potrebbe continuare: dall'esclusione degli OGM nelle produzioni biologiche, a titolo di ulteriore conferma, alle misure necessarie per evitare conflitti d'interessi nel tavolo tecnico 'anti contraffazione' del ministero delle Politiche Agricole. Alla fine il Governo ci ha accordato solo qualche misura poco incisiva, come ad esempio la riformulazione dell'emendamento sul riconoscimento dei biodistretti che rispondano a criteri di sostenibilità ambientale e l'Ordine del giorno che impegna il Governo a promuovere l'utilizzo di pratiche ecosostenibili negli affidamenti e nei capitoli tecnici delle gare d'appalto che riguardano l'uso di pesticidi lungo linee ferroviarie, strade e autostrade.