21/04/17

#AcquaRAGGIA il tour del MoVimento ha fatto tappa a Pizzo (VV)

"Il teatrante Mario Oliverio faccia pace con le regole e poi parli. Su Sorical provveda subito a rideterminare le tariffe che la Corte costituzionale ha giudicato abusive. L'incompatibile Luigi Incarnato, ex assessore regionale ai Lavori pubblici, è sempre commissario di Sorical e Oliverio non pensa affatto a rimuoverlo." 
Lo abbiamo ribadito oggi a Pizzo Calabro durante la seconda tappa di “#AcquaRaggia”, l'iniziativa con cui il MoVimento 5 Stelle sta denunciando ovunque l'applicazione di tariffe illegittime da parte del gestore del servizio idrico Sorical che è tra i peggiori carrozzoni della vecchia politica.
All'appuntamento di Pizzo Calabro, hanno partecipato il sindaco di Simbario (Vv), Ovidio Romano, il legale Salvatore Gullì, Angelo Calzone del Wwf e Giovanni Di Leo, attivista dei movimenti per l'acqua pubblica e la candidata Sindaco del M5S Carmen Manduca.


Chi pagherà tutto questo? L’illegittimità tariffaria rimarrà un peso che dovremo sopportare per sempre? E’ così difficile applicare la legalità nella nostra Regione?
Poi ci sono altre questioni. Lo stato pessimo degli acquedotti regionali ad esempio, nei quali per anni, non è stato di fatto eseguito alcun controllo, se non di facciata; eppure le professionalità nella nostra Regione non mancavano vista la grande esperienza maturata dall’Ufficio Gestione Acquedotti regionale, di fatto smantellato.
Abbiamo pure saputo che i francesi della Veolia, bontà loro, lascerebbero la Sorical SpA senza nulla pretendere. Forse perché la nuova Autorità, e cioè tutti i Calabresi, metterà i soldi necessari a riportare gli acquedotti così come erano all’inizio della gestione Sorical? Forse anche perché la nuova Autorità, e cioè tutti i Calabresi, si farà carico del mutuo stipulato nel dicembre del 2008 dalla Sorical SpA con la Depfa Bank? D’altra parte già oggi per il pagamento delle rate del mutuo è la Regione Calabria che fornisce i soldi, ovviamente per generosità.
Soltanto per generosità ha già dato alla Sorical SpA, come anticipazione per la realizzazione degli investimenti, circa 25 milioni di euro, che dovevano essere restituiti.
Nel frattempo abbiamo presentato in Parlamento una nuova interrogazione sul futuro del servizio idrico calabrese e trasmesso una segnalazione specifica all'Aeegsi. Continueremo senza sosta con il tour “AcquaRaggia” ad informare ed a difendere, in tutte le sedi, gli interessi dei calabresi.






LEGGI ANCHE:
La guerra dell'acqua calabrese
Acqua sporca nel Vibonese: nuova interrogazione parlamentare del M5S.
Una ricchezza che non possiamo più trascurare
In Calabria mezzo miliardo di litri d’acqua immesso nella rete viene disperso
Arsenico nell'acqua oltre i limiti a Catanzaro: "ingiustificabile il silenzio della Sorical e della Regione”
L'acqua non si vende, l'acqua di difende!
Il Tar Calabria conferma le nostre denunce, le tariffe della Sorical sono illegittime!
Vendono l'acqua e calpestano la volontà popolare
Tariffe Sorical illegittime: esposto in procura del MoVimento 5 Stelle
Acqua: in Calabria paghiamo tariffe illegittime alla Sorical S.p.a sin dal 2001!
Borgia (CZ): venga garantito ai cittadini il diritto all'acqua!
Acqua: Sorical non può ricattare i comuni
La Sorical e l’acqua che non c’è, il M5S presenta un esposto all’Autorità
A Crotone continuano a tagliare l'acqua
Serra San Bruno: il sindaco Rosi pubblichi le analisi dell'acqua
#AcquaSporca, in Calabria la velenosa vicenda del caso Alaco
Alaco: acqua sporca ed emergenza salute
Interrogazione parlamentare sulla SORICAL

20/04/17

Salviamo il conservatorio di Catanzaro!


Il Sindaco Abramo forse ritiene che la spesa per il mantenimento del conservatorio nel capoluogo sia voluttuaria e per questo non ha mosso un dito per evitarne la chiusura. Dal nostro punto di vista è un’altra occasione persa per la città, che perde il conservatorio e nega il diritto allo studio ad anno in corso a 90 giovani musicisti.
La giunta guidata da Sergio Abramo ha gestito allegramente le finanze cittadine, tanto da essere richiamata dal Prefetto per la delibera (ritardata) sul bilancio. Saremo lieti di appurare, nella prossima assemblea cittadina, a quanto ammontano le consulenze esterne e se quelle risorse avrebbero potuto salvare il conservatorio.
Intanto sulla vicenda ho presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione affinchè possa intervenire tempestivamente sia per scongiurare la chiusura del polo del conservatorio di Catanzaro salvaguardando il diritto allo studio dei 90 giovani iscritti, che per evitare il declino ulteriore di un capoluogo con il conseguente depauperamento del centro storico.
Questa vicenda è l’ennesima prova di quanto l’amministrazione Abramo abbia fallito, relegando la città a posizioni subalterne rispetto ad altre realtà regionali, specie per quanto concerne la cultura che è vocazione naturale della nostra città.

11/04/17

Arresti Sacal: "La magistratura ha rimediato ai danni della politica"

Gli arresti in Sacal sono la riprova che la magistratura è costretta a rimediare alle insufficienze della politica calabrese, sempre immobile e silente.
Il Comune di Lamezia Terme, la Provincia di Catanzaro e la Regione Calabria hanno chiuso gli occhi sui vertici di Sacal, di cui non hanno chiesto le dimissioni benché pendessero indagini penali per fattispecie gravissime.
Al presidente Massimo Colosimo e al consiglio di amministrazione il Palazzo ha consentito di concludere l'infausto scorporo societario, a proposito del quale gli attivisti 5 stelle di Lamezia Terme avevano in solitudine denunciato il rischio di fallimento e la conseguente disoccupazione dei dipendenti transitati in Sacal GH, nonché la prospettiva che Sacal spa potesse passare a privati, perdendo il controllo pubblico.
Quanto paventato dal MoVimento 5 Stelle diventa realtà nell’indifferenza del sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro. I lavoratori hanno già subito pesanti riduzioni di stipendio e a breve potrebbero trovarsi a spasso. Inoltre, per incapacità politica il Comune lametino ha perduto la maggioranza relativa, a beneficio di un imprenditore privato. Questa storia segna una pagina nera per la politica tradizionale, che sta distruggendo beni e strutture pubbliche, cancellando senza scrupoli il futuro di lavoratori e intere famiglie.

09/04/17

#AmbienteÈsalute, ne parliamo a Catanzaro

#AmbienteÈsalute è il titolo dell’evento che si terrà oggi a partire dalle ore 17 presso il Grand Hotel Paradiso, nel quartiere Lido di Catanzaro.
L’evento sarà un’occasione per approfondire le proposte di legge del MoVimento 5 Stelle sulle tematiche ambientali, a partire da quelle relative ad un nuovo modo di gestire i rifiuti basato sulla strategia rifiuti zero. Ne approfitteremo per spiegare come la contaminazione delle matrici ambientali possa incidere in modo negativo e diretto su ciò che mangiamo, sulla nostra salute e sull'economia locale. È quindi fondamentale portare avanti una politica lungimirante che riesca a coniugare il rispetto dell'ambiente e la tutela della salute con il mondo del lavoro: mi riferisco allo sviluppo dell'economia circolare.
All’evento interverranno anche Ferdinando Laghi, vice presidente dell’ISDE Medici per l'ambiente; l’Avvocato Giuseppe D’Ippolito, dell’Associazione avvocati per il diritto ambientale; Francesco Santopolo, agronomo; Simona Curatola del WWF di Catanzaro.
Approfondiremo aspetti legati alla biodiversità, specificando quanto gli impianti inquinanti stanno modificando gli ecosistemi del territorio, ponendo particolare attenzione al caso particolare di Alli e di quanto stiano modificando l’ambiente circostante la presenza della discarica e della centrale a turbogas. Parleremo anche di come gli enti locali possano incidere sulle politiche atte a salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini e di come si possano e debbano proteggere la flora e la fauna selvatica del nostro territorio.
L’evento sarà anche occasione di approfondimento per ciò che concerne la mia proposta di legge per tutelare le aree protette e l’agricoltura di qualità dalla costruzione di impianti inquinanti. La nostra candidata Sindaco Bianca Laura Granato, invece, introdurrà i progetti per Catanzaro costruiti dal basso dai nostri gruppi di lavoro. Vi aspettiamo!

04/04/17

Stabilizzare per i precari dell'Università di Catanzaro

«L’Università Magna Grecia di Catanzaro dovrebbe avviare le procedure di reclutamento speciale per iniziare la stabilizzazione degli oltre 60 lavoratori precari dell’ateneo». E' quanto ho scritto in una lettera inviata al Ministro della Pubblica Amministrazione Madia ed al Ministro della Pubblica Istruzione Fedeli. Presso l’Università di Catanzaro vi sono oltre 60 unità di personale assunto con contratto a tempo determinato. Molti di loro hanno maturato i requisiti per accedere al così detto ‘reclutamento speciale’, vale a dire la possibilità (concessa dallo Stato con una legge del 2013) di non disperdere le esperienze acquisite dai lavoratori assunti a tempo determinato e mirato a ridurre il precariato nella pubblica amministrazione. In una regione come la Calabria, in cui la mancanza di lavoro è uno dei problemi atavici che contribuiscono ad affossare l’economia del territorio, non si comprendono i motivi per cui l’ateneo debba continuare ad assumere precari, specie facendo leva sui contratti di collaborazione. Spesso i cittadini assunti con co.co.co svolgono mansioni che di norma spettano a personale stabilizzato. È singolare che l’Università continui a prorogare i contratti a tempo determinato senza ricorrere al reclutamento speciale, che consentirebbe di stabilizzare i precari. È soprattutto singolare che venga bandito un concorso per l’assunzione di una sola unità. Spero che i ministri intervengano presto per dipanare questa matassa.

03/04/17

Scala Coeli: difendiamo la biovalley da prenditori e politici senza scrupoli


Questo è il fantastico paesaggio di Scala Coeli. Un comune di mille abitanti dove il Sindaco di recente ha approvato una delibera per ampliare la nota discarica che non doveva nemmeno esistere ma ha già una superficie di 60.000 mq che rischia di raddoppiare e si possono conferire fino a 250 tonnellate al giorno di rifiuti.
Malgrado sia stata forte l'opposizione dei cittadini, di amministratori, dei tanti comitati sorti per fermare la sua costruzione, malgrado ricorsi al TAR e le numerose manifestazioni anche nei comuni limitrofi, l’iter autorizzativo di questa discarica è stato rapidissimo.
In una regione che ha un deficit impiantistico nel settore dei rifiuti riciclabili e che si trova al penultimo posto come percentuale di raccolta differenziata (r.d = 25 per cento – dati Ispra 2015) lontanissimi dall'obiettivo del 65 per cento, si riesce invece a costruire una discarica in tempi da record e ad autorizzare una "strada" quasi impercorribile per tutti (visto che costeggia il fiume e attraversa torrenti) ma non per i camion che attraversano la biovalley quotidianamente con tonnellate di rifiuti da sversare in discarica.
Il prezzo più caro lo sta pagando il comune di Scala Coeli, il borgo che affaccia sulle colline ioniche e i comuni limitrofi come Cariati e Mandatoriccio che da anni lottano contro la discarica. Parliamo di un territorio che non ha mai avuto vocazione industriale e quindi non produce rifiuti speciali e con una popolazione che vive quasi esclusivamente di agricoltura e allevamento. Ed è proprio questo il punto!



Nel bel mezzo di una biovalley, una zona protetta poiché coperta dal marchio DOP «Bruzio» menzione geografica «Colline Joniche Presilane», tra vigneti, terreni coltivati con il metodo biologico e dove resistono ancora gli ultimi allevamenti estensivi di bovini di razza podolica, si decide di calpestare la bellezza, la natura, l'economia, la salute e lo sviluppo sostenibile di questa terra e il responsabile politico di questa squallida storia ha un nome e cognome. Si tratta del solito PD.
A livello regionale Oliverio non si è opposto in nessun modo alla discarica e in Parlamento invece continuano a votare contro un mia proposta di legge che renderebbe giustizia al piccolo borgo di mille abitanti quanto in tutto il territorio italiano. La proposta prevede di tutelare aree dove si pratica agricoltura di qualità (Biologico, DOP e IGP) e di vietare quindi di introdurre impianti inquinanti di ogni tipo: discariche, inceneritori, biomasse, pozzi petroliferi, trivelle, ecc.
Immaginate? Finalmente un'arancia, una zucchina, un legume, un pomodoro e un oliveto potranno mandare a fanculo una discarica o una centrale inquinante. Questa è la nostra idea di paese.
Nel frattempo il comune di Scala Coeli sabato scorso ha convocato un consiglio comunale aperto ai cittadini, ho partecipato pure io ma la maggioranza non si è presentata in aula per far saltare la seduta che viene rimandata al giorno successivo.


I cittadini presi in giro per l'ennesima volta hanno manifestato ieri pacificamente nei pressi della discarica con la "festa di primavera". Il consiglio comunale aperto è saltato nuovamente per l'assenza della maggioranza che evidentemente non ha più il coraggio di presentarsi davanti i propri concittadini. Sono colmi di vergogna per aver calpestato e gettato in quella discarica la volontà popolare. Il Partito Democratico non può pensare di uscire indenne dai danni che sta provocando nei territori. Nel frattempo, ho depositato l’ennesima interrogazione parlamentare sulla discarica di Scala Coeli, chiedendo al governo interventi normativi per tutelare l'agricoltura di qualità da impianti inquinanti.
Una volta su quelle sponde del fiume Nicà nel V secolo a.c. si sarebbe combattuta l’aspra battaglia fra Sibarys e Kroton. Oggi si combatte politicamente e pacificamente una battaglia di civiltà per difendere questa biovalley da prenditori e politici senza scrupoli.

LEGGI ANCHE:
La discarica che calpesta l'agricoltura di qualità
Discarica di Scala Coeli (CS): "Oliverio come Tafazzi!"
Oggi ho visitato la discarica di Scala Coeli, Oliverio intervenga al più stresto!
Discarica a Scala Coeli: un atto dovuto sospendere i conferimenti
Ho scritto ad Oliverio: bisogna impedire l'apertura della discarica a Scala Coeli 
Si eviti l'apertura della discarica di Scala Coeli!

APPROFONDIMENTI:

- INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE (Parentela)INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08335 del 10/03/2015 (Parentela)
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00868 del 13/06/2013 (De Rosa e altri)

30/03/17

Bene il ricorso della Regione Calabria e Comune di Crotone ma la battaglia #NoTriv non è ancora finita

Era doveroso che Regione Calabria e Comune di Crotone ricorressero al Tar del Lazio contro l'autorizzazione a estrarre energia fossile nel Mare Ionio. Avevamo sollecitato da tempo un loro intervento contro le autorizzazioni ministeriali alla Global Med «F.R 41.GM» ed «F.R 42.GM». La verità è che lo Ionio non è ancora salvo dalle trivelle. Ne è prova la vicenda di Appenine Energy “D.R.74.AP”, che vorrebbe realizzare un pozzo esplorativo presso Laghi di Sibari. Su questa folle ipotesi abbiamo interrogato più volte il ministro dell'Ambiente. Invito ancora il governatore Oliverio e l'assessore Rizzo a proseguire la battaglia contro le trivelle sostenendo la mia proposta legislativa di reintrodurre il ‘Piano delle Aree’. Tale provvedimento dà la possibilità a Regioni ed enti locali di partecipare attivamente nella governance energetica in fatto di trivellazioni, proprio come prevede la Costituzione.

LEGGI ANCHE:
Un Piano delle aree per frenare le trivelle

28/03/17

Presila Unita: “Ora la volontà popolare dovrà essere rispettata alla svelta”

Ha stravinto il “sì” al referendum sulla fusione dei Comuni presilani di Casole Buzio, Celico, Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta. Adesso la volontà popolare dovrà essere rispettata alla svelta.
La fusione dei 5 Comuni presilani, indicata dal popolo al referendum di domenica scorsa, segna la sconfitta definitiva del familismo politico della sinistra storica locale, che si è sempre opposta per badare al proprio orticello.
Il larghissimo consenso per la fusione è la riprova di un cambiamento politico forte nell'area presilana, che conferma l'unità di intenti tra forze sociali, forze sindacali e forze politiche progressiste, molto radicate nel territorio. Il risultato del referendum non è affatto riconducibile all'attività del consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea, che ha provato a rifarsi una verginità cavalcando la tigre e intestandosi i meriti di una battaglia non sua. Questo lo sanno benissimo i residenti in Presila, che hanno già dato altre legnate elettorali al Partito democratico, per esempio al referendum sulla riforma costituzionale.
Da qui inizia una nuova fase per i 5 Comuni presilani, che sapranno liberarsi della rovinosa egemonia dei baroni della politica locale.
Il MoVimento 5 stelle  si candida ad essere il soggetto politico di riferimento per liberare la Presila dalla morsa dei vecchi baroni politici. Adesso la Regione Calabria dovrà procedere alla svelta per concretizzare la volontà, inequivocabile, espressa dagli elettori dei Comuni presilani.

Paolo Parentela e Dalila Nesci
portavoce M5S alla Camera dei Deputati

24/03/17

Faremo noi i conti a Sorical! #AcquaRAGGIA

Partita da Catanzaro, la storia delle tariffe illegittime applicate da Sorical farà il giro della Calabria. Andremo nei comuni a divulgarla, perché è uno scandalo volutamente nascosto. Durante l'incontro pubblico "#AcquaRaggia", tenuto oggi pomeriggio nella Sala dei concerti del Comune di Catanzaro. Sono intervenuti anche il legale Salvatore Gullì e l'attivista Giovanni Di Leo, dei movimenti per l'acqua pubblica, che hanno spiegato i dettagli sulle tariffe illegittime praticate dal gestore pubblico-privato Sorical, sia dal punto di vista giuridico che per le ricadute pratiche.
Il MoVimento 5 Stelle sta studiando con scrupolo quanto le tariffe illegittime abbiano inciso sulle tasche dei calabresi e sui debiti dei Comuni, iniziando da quello di Catanzaro, che nei giorni scorsi ha siglato una rateizzazione sul totale di 19milioni. Da qui in poi Luigi Incarnato dovrà dare precise risposte, sia per il suo ruolo attuale (commissario liquidatore di Sorical) sia per quello precedente, di assessore ai Lavori pubblici. Il governatore Oliverio non potrà restare muto e indifferente. Porteremo avanti anche iniziative legali, a difesa dei cittadini.
Il primo passo da compiere – ha detto Bianca Laura Granato – è il coinvolgimento dei cittadini. La comunità non può subire opacità di gestione. Abramo ha fallito in pieno, non solo sull'acqua. Una riprova è il riconoscimento meccanico di un debito di 19 milioni verso Sorical. Vogliamo capire come sia composta la somma e agire per la rideterminazione degli importi effettivamente dovuti.

L' acqua è un bene di tutti non un affare per pochi!




Invitiamo pertanto tutti i comuni calabresi ad approfondire questa scandalosa vicenda e fare quanto di propria competenza per ristabilire diritti e giustizia per tutti i cittadini calabresi.



LEGGI ANCHE:
La guerra dell'acqua calabrese
Acqua sporca nel Vibonese: nuova interrogazione parlamentare del M5S.
Una ricchezza che non possiamo più trascurare
In Calabria mezzo miliardo di litri d’acqua immesso nella rete viene disperso
Arsenico nell'acqua oltre i limiti a Catanzaro: "ingiustificabile il silenzio della Sorical e della Regione”
L'acqua non si vende, l'acqua di difende!
Il Tar Calabria conferma le nostre denunce, le tariffe della Sorical sono illegittime!
Vendono l'acqua e calpestano la volontà popolare
Tariffe Sorical illegittime: esposto in procura del MoVimento 5 Stelle
Acqua: in Calabria paghiamo tariffe illegittime alla Sorical S.p.a sin dal 2001!
Borgia (CZ): venga garantito ai cittadini il diritto all'acqua!
Acqua: Sorical non può ricattare i comuni
La Sorical e l’acqua che non c’è, il M5S presenta un esposto all’Autorità
A Crotone continuano a tagliare l'acqua
Serra San Bruno: il sindaco Rosi pubblichi le analisi dell'acqua
#AcquaSporca, in Calabria la velenosa vicenda del caso Alaco
Alaco: acqua sporca ed emergenza salute
Interrogazione parlamentare sulla SORICAL

23/03/17

#AcquaRAGGIA, l'incredibile storia delle tariffe illegittime della Sorical


Un incontro aperto sulle questioni più scottanti del sistema idrico calabrese, tema che in questi giorni sta riservando colpi di scena del tutto inattesi. Tra questi il debito, spuntato proprio adesso, di 19 milioni di euro del Comune di Catanzaro nei confronti del gestore Sorical. Si terrà venerdì 24 marzo, alle ore 17,30 nella Sala dei concerti del Comune di Catanzaro, “AcquaRaggia”, appuntamento in cui spiegherò, con il legale Salvatore Gullì e l'attivista Giovanni Di Leo, dei movimenti per l'acqua pubblica, l'incredibile storia delle tariffe illegittime Sorical. Una montagna di denaro e un servizio incontrollato e perfino incontrollabile. I calabresi hanno capito, però, l'intero copione: i protagonisti, i responsabili politici e i giochi di potere che ci stanno dietro. Daremo elementi precisi e dettagliati, per iniziare la grande battaglia per l'acqua realmente pubblica, in contrasto con le fantasie proiettate in modo furbo dal governatore Oliverio, ormai privo di credibilità e perfino di faccia.

EVENTO SU FACEBOOK

22/03/17

Amantea, il M5S chiede la commissione d’accesso al Comune

AMANTEA Commissione d'accesso nel Comune di Amantea e verifiche specifiche tramite l'organismo per la stabilità finanziaria degli enti locali. Sono le richieste contenute in un'interrogazione al ministro dell'Interno, Marco Minniti, che abbiamo depositato con Dalila Nesci, Giulia Sarti e Riccardo Nuti, della commissione parlamentare Antimafia. Nel testo dell'interrogazione si riferisce di una recente informazione antimafia per l'associazione "Il sorriso". Nel provvedimento si legge di possibili condizionamenti mafiosi dell'associazione e di possibili influenze di Franco La Rupa, già sindaco di Amantea. Il provvedimento riporta un quadro indiziario circa rapporti di La Rupa con la locale organizzazione criminale. Nell'atto parlamentare viene spiegato che "Il sorriso" ha ricevuto finanziamenti regionali grazie a pareri comunali favorevoli a specifiche attività di volontariato svolte ad Amantea. Rilevata anche la situazione deficitaria del municipio, con riferimento ad accertamenti effettuati dalla Corte dei conti su questioni di cassa e bilancio. Ancora, nell'interrogazione è messo in questione il ruolo del padre dell'ultimo sindaco Monica Sabatino, Giuseppe, prima vicesegretario comunale, poi consulente gratuito e volontario presso il Comune. Sabatino padre, si legge nell'interrogazione, di recente è stato rinviato a giudizio nell'ambito di un'inchiesta su un concorso per vigili urbani». Abbiamo ripercorso nell'atto anche «l'insolita sostituzione del viceprefetto Emanuela Greco – nominato commissario dell'ente a seguito delle dimissioni di consiglieri comunali di Amantea – con il viceprefetto Anna Aurora Colosimo, che è stata sindaco e consigliere comunale di Colosimi (Cs), presidente della Comunità montana del Savuto, componente della commissione del Pd calabrese per lo statuto e, nel partito, membro del comitato di lavoro insieme all'allora presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio, oggi governatore calabrese, all'allora parlamentare europeo Mario Pirillo e a Enza Bruno Bossio, attuale deputato Pd in commissione Antimafia e, da notizie stampa, vicina all'ultima maggioranza di governo del Comune di Amantea.

Oliverio tace sulle tariffe illegittime della Sorical

Nell'odierna Giornata mondiale dell'acqua, dobbiamo riflettere sul danno ai calabresi derivante dall'arbitrio di Sorical, che ha applicato tariffe illegittime su cui il governatore Oliverio tace e si nasconde.
Sulle tariffe vanno verificate eventuali speculazioni a scapito dei cittadini. Inoltre la dichiarata volontà di Oliverio di pervenire a una gestione pubblica dell'acqua si scontra con la realtà dei fatti. La Regione Calabria difetta nei controlli, dagli acquedotti alle questioni di salubrità, finora irrisolte. Ancora, sui rischi correlati al sistema idrico dell'Alaco la Regione si è colpevolmente arenata, preferendo la soluzione più comoda, cioè l'immobilismo e il silenzio, due costanti della presidenza Oliverio. È evidente la pericolosa inadeguatezza di Oliverio, che peraltro ignora le inchieste pendenti su posizioni in Sorical e Arpacal, agenzia preposta alla protezione ambientale.
Con movimenti, comitati e associazioni dobbiamo incalzare la Regione in materia di acqua. Permangono situazioni da regime, come l'incarico di commissario liquidatore di Sorical a Luigi Incarnato, già assessore regionale ai Lavori pubblici. Sul recupero delle risorse idriche la Regione di Oliverio non ha attendibilità, non ha un progetto credibile e non ha un Pietro cui rivolgersi per suggerimenti d'urgenza, date l'incapacità e irresponsabilità politiche e amministrative.

21/03/17

Oliverio sostenga il "Piano delle Aree" per tutelare la Calabria dalle trivelle

Il Presidente Oliverio ed il Consiglio regionale della Calabria, prendano esempio dai colleghi della Basilicata e si facciano promotori di una proposta legislativa che provenga dalle regioni volta a reintrodurre nel nostro ordinamento il così detto ‘Piano della Aree’.
La stessa proposta è stata presentata in Parlamento a mia prima firma per reintrodurre il ‘Piano delle Aree’, vale a dire la possibilità, per le Regioni e gli enti locali, di partecipare attivamente nella governance energetica.
Il Piano delle Aree servirà per fare in modo che non si possano autorizzare trivellazioni per ricerca di idrocarburi in ogni dove, ma può offrire la possibilità per i territori di impedire certe pratiche in prossimità di colture di pregio, zone turistiche, antropizzate o ad alto rischio sismico. In Italia, praticamente dal 1927, si è concesso la possibilità di trivellare ovunque favorendo di fatto le multinazionali dell'energia fossile.
La proposta del Piano delle Aree è una proposta di buon senso, richiesta a gran voce da 148 associazioni e comitati e 135 personalità del mondo della cultura, delle scienze e della politica. La legge farà in modo che si possa stabilire in modo chiaro ed inequivocabile quali siano i territori da salvaguardare dalle trivellazioni.
Oliverio e la sua giunta fino ad oggi hanno fatto il doppio gioco sulle trivellazioni visto che i vari governi nazionali targati PD (Letta-Renzi-Gentiloni), non hanno fatto altro che foraggiare l'energia fossile a discapito delle rinnovabili. Ora Oliverio e l'assessore Rizzo hanno l’opportunità di chiarire una volta per tutte se stanno dalla parte delle multinazionali o della salvaguardia dell’ambiente in Calabria. Prendano in mano la situazione imitando la Basilicata.

LEGGI ANCHE:
- Un Piano delle aree per frenare le trivelle

19/03/17

Un piano delle aree per frenare le trivelle

Non vi è palmo del territorio della Repubblica che si possa ritenere al riparo dall’insediamento di nuove trivelle o di nuove grandi opere inutili, dispendiose ed impattanti. Dal 1927 ad oggi il rilascio dei permessi e delle concessioni è sempre avvenuto senza una previa pianificazione. In Italia si può cercare ed estrarre praticamente ovunque, senza che si tenga conto del fatto che esistano aree interessate da agricoltura di pregio, aree di interesse naturalistico, aree fortemente antropizzate, aree ad alto rischio sismico, e così via. Il responso delle urne del 4 Dicembre scorso è stato netto ma dall’insediamento del nuovo Esecutivo non si colgono, in riferimento alle politiche energetiche, elementi di discontinuità rispetto a quello precedente malgrado gli elettori abbiano chiaramente bocciato la proposta di riforma costituzionale, lasciando in capo alle Regioni la potestà legislativa concorrente. La reintroduzione del c.d. “Piano delle Aree”, abrogato dalla Legge di Stabilità 2016, e, quindi, la necessità di far partecipare attivamente le Regioni nella governance energetica, non è solo atto politicamente ma anche costituzionalmente dovuto. 
Le attività di ricerca e di coltivazione di gas e petrolio dovrebbero essere consentite - a chiederlo sono 148 associazioni e comitati e 135 personalità del mondo della cultura, della politica e delle scienze - solo sulla base di un piano, che tenga conto dei diversi interessi economici esistenti, che tuteli le aree territoriali più fragili del nostro Paese e che, in breve, stabilisca, una volta per tutte, dove sia possibile cercare ed estrarre e dove no.
È per ribadire e rafforzare questo concetto che si presenta questa proposta di legge che modifica l’articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164.
La soluzione individuata è, quindi, quella di lasciare alla Conferenza Unificata la predisposizione di un piano delle aree in cui i territori possono decidere in merito alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e di deposito sotterraneo di gas naturale.
CLICCA QUI per accedere su Rousseau.



FOCUS SINTETICO: IL “PIANO DELLE AREE”
di "Coordinamento NO TRIV"


A cosa serve un Piano delle Aree per le attività "petrolifere"?

Ad evitare, ad esempio, che in futuro possano essere ripensate alcune scelte che hanno risparmiato dall'assalto delle trivelle alcuni tra i luoghi più suggestivi e fragili della Penisola; ad esempio, il Golfo di Napoli, il Golfo di Salerno, l'area marina delle Isole Egadi che, secondo una delle prime bozze dello Sblocca Italia, avrebbero potuto ospitare attività estrattive.
Come già accaduto, ad esempio, per il Golfo di Taranto, in assenza di un Piano delle Aree elaborato con la partecipazione fattiva e non di facciata delle Regioni, le aree finora interdette alle attività Oil & Gas e, più complessivamente, quelle di maggior pregio paesistico, naturalistico, economico (es: aree destinate a colture di pregio) potrebbero finire un giorno, per semplice decreto, sotto le grinfie delle compagnie petrolifere.
Non si comprende poi la ragione per cui per le sole attività petrolifere nel 2015 il Governo abbia avvertito la necessità di abrogare, in perfetta solitudine, questo delicato strumento di pianificazione mentre invece, per le energie rinnovabili, esistano dal 2010 (Governo Berlusconi) Linee Guida, licenziate dal MISE di concerto con il Ministero dell'Ambiente e con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e preventivamente discusse ed approvate dalla Conferenza Unificata, allo scopo di "facilitare un contemperamento fra le esigenze di sviluppo economico e sociale con quelle di tutela dell'ambiente e di conservazione delle risorse naturali e culturali nelle attività regionali di programmazione ed amministrative".

Quale avrebbe potuto essere l'utilità del Piano delle Aree?

Nelle intenzioni del legislatore il Piano delle Aree avrebbe dovuto funzionare da strumento di regolamentazione, programmazione e razionalizzazione delle attività estrattive nel nostro Paese. Come noto, il Piano non ha mai visto la luce e la sua stessa previsione è stata abrogata dal Parlamento in base ad un emendamento alla Legge di Stabilità 2016 presentato dal Governo.
Attraverso un processo decisionale in cui sarebbero state rese partecipi le Regioni ma in cui l'ultima parola sarebbe toccata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, all'interno delle aree teoricamente aperte alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di gas e petrolio sarebbero state individuate le aree per le quali non avrebbero potuto essere avanzate istanze di alcun genere.
La modifica normativa proposta mira a rafforzare il ruolo delle Regioni, ad estendere la previsione del Piano anche al mare, entro ed oltre il limite delle 12 miglia, e a ribadire il concetto che in assenza di Piano non può essere richiesto e rilasciato alcun titolo secondo le modalità previste dallo Sblocca Italia.

Quali risultati concreti produsse la previsione del Piano delle Aree fintanto che rimase in vigore?

Per stessa ammissione di alcuni operatori del settore, il Piano delle Aree e la connessa regolamentazione delle attività estrattive non furono mai stati presenti nell'elenco delle richieste avanzate al Governo dalle compagnie petrolifere. E infatti, benché mai varato, la sua sola previsione ha di fatto inibito la richiesta di titoli secondo le norme particolarmente favorevoli dello Sblocca Italia.
Abrogata la norma sul Piano delle Aree, superato lo “scoglio del Referendum del 17 aprile 2016 e risalito il prezzo del petrolio, la corsa alla richiesta di nuovi titoli è ricominciata in modo serrato.
A richiedere, più di due anni fa, la previsione del Piano delle Aree furono alcune Regioni (Basilicata in testa) interessate a recuperare, seppur in minima parte ed in posizione di subalternità, il loro potere di decisione azzoppato dallo Sblocca Italia.
Fu quello il principale se non l'unico risultato ottenuto dai fautori della linea del dialogo con il Governo in luogo di quella dello scontro nelle aule dei tribunali. Ad un anno di distanza la risposta del Governo non si fece attendere: quello strumento, seppur imperfetto ma funzionale allo stop momentaneo delle richieste di istanze, fu abrogato con la Legge di Stabilità 2016.

Cosa era subordinato all'approvazione del Piano delle Aree? Perché tanta attenzione da parte del Governo?

Il rilascio di nuovi titoli minerari. Le norme abrogate con la Legge di Stabilità 2016 prevedevano che nelle more dell'adozione del Piano i titoli abilitativi potessero essere rilasciati unicamente sulla base delle norme vigenti prima del 1 gennaio 2015.
L'abrogazione della obbligatorietà del Piano delle Aree era condizione necessaria per lo sviluppo di nuovi progetti nell'Oil&Gas. Il Governo ha pensò bene di andare in questa direzione, favorendo così chi ancora crede ed investe nello sviluppo delle energie fossili nel nostro Paese.

Cosa fece il Governo con la Legge di Stabilità 2016?

Avendo fiutato il pericolo di trovare un ostacolo nell'ostruzionismo delle Regioni nell'approvazione del Piano e, quindi, di non poter rilasciare nuovi titoli, sciolse il nodo referendario "a monte": anziché modificare la normativa ripristinando il rispetto del principio di leale collaborazione, abrogò la previsione del Piano in modo da impedire stabilmente alle Regioni di interferire nella individuazione delle aree del territorio nazionale da interdire alle attività estrattive.
Inoltre, essendo venuta meno la previsione del Piano, rimosse uno dei principali impedimenti al rilascio di nuovi titoli.

Quali erano i limiti della normativa sul Piano delle Aree (comma 554 art 1 Legge di Stabilità 2015) ora abrogata, che oggi è possibile superare?

La debolezza dei meccanismi di partecipazione delle Regioni alle decisioni riguardanti la formulazione del Piano riguardante -ecco un secondo limite- unicamente le attività sulla terraferma. In caso di mancato raggiungimento dell'Intesa, era previsto che dovesse cessare qualsiasi confronto tra Stato e Regioni e che l'ultima parola spettasse comunque al Governo.

Cosa si vuole ottenere con la proposta di modifica all’art. 38 d.l. 12 settembre 2014, n. 133?

Reintrodurre il Piano delle Aree, superando al contempo i limiti della “vecchia” normativa. Conferire maggiori poteri alle Regioni nella definizione del Piano e, quindi, nella individuazione delle aree, sia su terraferma sia in mare anche oltre il limite delle 12 miglia, da sottrarre alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di gas e petrolio.
E’ inaccettabile e grave che una Regione non possa partecipare, in posizione di parità rispetto allo Stato, alla determinazione di scelte che necessariamente interferiscono con le politiche energetiche, di governo del territorio e di tutela dell’ambiente che la interessano ed investono direttamente.
Scopo della proposta è quello di consentire che la Conferenza unificata si esprima sul Piano nella sua interezza (terraferma e mare) e, per altro verso, di evitare che, in caso di mancato raggiungimento dell’Intesa, il Governo possa far ricorso all’esercizio del potere sostitutivo.
Ove fosse accolta, infine, la proposta farebbe sì che fino all’adozione del Piano non potrebbero essere rilasciati nuovi titoli.

Lorica non può più essere il luogo della menzogna e della speculazione

Lorica non può più essere il luogo della speculazione, dell'indifferenza, dell'incapacità politica e della menzogna. Questo paradiso della Calabria va tutelato e rilanciato con mentalità nuova e con solida determinazione. Ho presentato un'interrogazione al ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, sul futuro degli impianti di risalita in costruzione, di recente sequestrati nell'ambito di un'inchiesta di 'ndrangheta della Dda di Catanzaro. Ho chiesto a Galletti «quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di evitare procedure d'infrazione da parte dell'Unione europea e di salvaguardare un territorio penalizzato da un'opera che avrebbe dovuto portare sviluppo e occupazione e che invece rischia di peggiorare le condizioni economiche e lo sviluppo sostenibile nel Parco nazionale della Sila». La Regione Calabria non avrebbe dovuto concedere le autorizzazioni ambientali, naturalistiche e paesaggistiche», per una serie di motivi dettagliati nell'interrogazione. Nello specifico, vi sarebbero state alterazioni di ambiente ed equilibri naturali. Inoltre, le norme ammettevano soltanto «gli interventi di sostituzione e ammodernamento anche tecnologico e modesti ampliamenti del demanio sciabile» non determinanti «un aumento dell’impatto sul sito in relazione agli obiettivi di conservazione della ZPS e/o del SIC». Purtroppo la superficialità e disonestà della vecchia politica, che ancora vende illusioni, ha danneggiato Lorica oltre ogni limite. Adesso bisogna recuperare partendo dalla bellezza del posto e dotandolo di servizi, cioè trasporti e sanità.

09/03/17

Sulla metrotranvia di Cosenza-Rende ho scritto all'ANAC

L’Autorità anticorruzione valuti l’eventuale violazione dei principi generali del codice degli appalti sulla gara per l’affidamento dei lavori per la costruzione della tramvia che collegherà le città di Cosenza e Rende all’università della Calabria, espletata senza la necessaria approvazione dell’accordo di programma da parte dei consigli comunali di Cosenza e Rende.
E' quanto ho riportato in una lettera inviata all’Autorità Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. Come puntualmente segnalato da Domenico Miceli, portavoce del M5S al Comune di Rende sarebbero molteplici le zone d’ombra nella procedura di affidamento dei lavori. Infatti, mancherebbe anche il parere dei consigli comunali di Cosenza e Rende che, a norma di legge, avrebbero dovuto ratificare i cambiamenti al Piano regolatore previsti nel progetto.
Inoltre, il progetto non è stato sottoposto a Via (Valutazione d’impatto ambientale) ed il percorso della tramvia invaderebbe l’orto botanico dell’università, che è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e dunque sottoposto ai vincoli previsti dalla normativa comunitaria per la conservazione della biodiversità. A questo si aggiunge che il Comune di Rende è sottoposto a procedura di riequilibrio finanziario pluriennale e, da quanto ci risulta, non avrebbe richiesto né ricevuto il necessario parere favorevole da parte della sezione regionale della Corte dei Conti per l’investimento previsto teso ad assicurare la copertura finanziaria che deve essere assicurata dai due comuni, pari a 19.5 milioni di euro.
Credo sia il caso che l’Anac intervenga prontamente per frenare un progetto rischioso. Il rispetto delle regole va aldilà della posizione politica assunta sulla necessità dell’opera. Noi continueremo a vigilare, non solo per fermarla, ma per fare in modo che la legalità sia rispettata fino in fondo.

Lettera ai Sindaci dei comuni calabresi: le tariffe della SORICAL sono illegittime!


Egregi Sindaci, la gestione della società So.Ri.Cal. S.p.A. ha avuto inizio il 1° novembre 2004 e con essa la fatturazione dei quantitativi di acqua erogati ai singoli Comuni calabresi.
La Normativa vigente in materia stabiliva che gli adeguamenti tariffari dovessero essere determinati mediante un ”Metodo Normalizzato” ovvero, laddove il sistema idrico non era integrato (come in Calabria) dovesse essere il C.I.P.E. a stabilire le modalità degli adeguamenti.
Il C.I.P.E. stabilirà gli adeguamenti per l’anno 2004 con la delibera n.117 del 18/12/2008 e con decorrenza 26 marzo 2009.
Pertanto in data antecedente al 26 marzo 2009 nessun adeguamento tariffario poteva essere applicato ai Comuni calabresi; ciò nonostante al 31 dicembre 2008 l’aumento applicato ai Comuni calabresi è stato del 22% (acqua fornita a gravità) e del 26% (acqua fornita per sollevamento).

Ad esempio, per il Comune di Crotone è stimato un aumento di circa un milione di euro; aumento che ha pesato sulle casse del Comune e, quindi dei Cittadini che di fatto hanno pagato la tariffa dell’acqua.
Questi aumenti tariffari, non previsti dalla Normativa vigente in materia, sono stati determinati con una procedura stabilita dalla Regione Calabria nel 2005 ed applicati a partire dall’anno 2002; addirittura nell’anno 2008 gli adeguamenti sono stabiliti direttamente dalla Sorical SpA. Ma quello che accade nell’anno 2009 è addirittura paradossale.
Nel dicembre del 2008 il C.I.P.E. aveva deliberato (delibera n. 117/2008) gli adeguamenti tariffari che potevano essere applicati per il periodo 2003-2007 (decorrenza 26 marzo 2009), per l’anno 2008 (decorrenza 1° luglio 2009) e per l’anno 2009 (decorrenza 1° luglio 2010).
La Regione Calabria aveva quindi la possibilità di “rivedere”, alla luce della Normativa vigente in materia (l’unica che poteva essere applicata in realtà come la Calabria), i tanti adeguamenti stabiliti in precedenza ottemperando a quanto stabilito dalle Normative.

Pur tuttavia nel giugno del 2009 la Regione Calabria, con un decreto del direttore generale dell’assessorato ai Lavori Pubblici, stabilisce nuovi adeguamenti tariffari per l’anno 2009, non tenendo in nessun conto la delibera C.I.P.E. n.117/2008.
Nel luglio del 2009 la Corte Costituzionale emette la sentenza n.246 con la quale ribadisce (rispondendo anche ad un ricorso della stessa Regione Calabria) che la disciplina della tariffa del servizio idrico integrato è “competenza legislativa esclusiva dello Stato”.
A questo punto è chiaro ed evidente come il decreto della Regione Calabria per l’adeguamento delle tariffe idriche, così come i precedenti, sia palesemente illegittimo, e pur tuttavia non viene assolutamente ritirato.
Assessore ai Lavori Pubblici è quel Luigi Incarnato, attuale commissario liquidatore della Sorical SpA, che adesso invita i calabresi a pagare l’acqua per salvaguardare il servizio !

La competenza esclusiva dello Stato (quindi del CIPE prima e dell’AEEG adesso) per la determinazione degli adeguamenti delle tariffe idriche è stata riaffermata da ben 4 (quattro!) sentenze della Corte Costituzionale; una di queste sentenze nel ribadire l’esclusiva competenza statale nel settore ha pure aggiunto che “tale attività è preclusa alle Regioni”.
Se non bastassero queste evidentissime illegittimità vi è pure un corollario di ulteriori aumenti, non dovuti, sempre a carico dei Cittadini.
Ed è la Corte dei Conti - Sezione Regionale di controllo per la Calabria nella relazione “La gestione delle risorse idriche e dei relativi impianti in Calabria anche con riferimento alla costituzione ed alle attività delle società miste” (approvata nell’adunanza pubblica del 5 dicembre 2011) ad evidenziare l’errata conversione della tariffa iniziale da Lire in euro e la mancata applicazione di una delibera regionale che avrebbe fissato la tariffa iniziale a prezzi più bassi di quelli previsti nella Convenzione di affidamento, con relativo “maggiore fatturato per la società”.

Ma ci sono aspetti ancora più gravi, per esempio quello degli investimenti scaricati in tariffa; i numeri renderanno meglio l’idea : l’importo complessivo degli investimenti “previsti” negli anni 2006-2007-2008-2009-2010 è stato pari ad Euro 123.817.000,00; l’importo complessivo degli investimenti “effettivamente” realizzati (dati della stessa Regione!) negli anni 2006-2007-2008-2009 è stato invece di Euro 54.948.000,00.
Il C.I.P.E. ha terminato la sua competenza nella determinazione delle tariffe idriche nell’anno 2009, proprio con la delibera n.117; nel dicembre del 2011 la funzione di regolazione tariffaria è stata posta in capo all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (A.E.E.G.); i successivi adeguamenti tariffari saranno competenza della nuova Autorità (A.E.E.G.) che prenderà come riferimento iniziale appunto la tariffa del 2009.
Poi, addirittura, nel 2010, la tariffa è stata determinata dalla stessa Sorical SpA (per inciso, la tariffa per l’anno 2010 sarà stabilita dall’A.E.E.G. soltanto molti anni più tardi).
E’ chiaro quindi che è necessario ed urgente ristabilire la legalità in relazione alle tariffe pagate dai Comuni calabresi, e quindi dai Cittadini, ricalcolando, con esclusivo riferimento alle Normative vigenti in materia, gli adeguamenti tariffari e rimborsando i Comuni, e quindi i Cittadini, delle somme pagate in più.

Il MoVimento 5 Stelle a tal proposito ha già provveduto a presentare:
un'interrogazione parlamentare;

un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro e un esposto alla Corte dei Conti; 
una lettera all' AEEG;
un esposto all'AEEG.

Invitiamo pertanto tutti i comuni calabresi ad approfondire questa scandalosa vicenda e fare quanto di propria competenza per ristabilire giustizia e legalità per tutti i cittadini calabresi.
L'acqua è un diritto non una merce su cui speculare.
Rimaniamo a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento in merito. Cordiali saluti.

Paolo Parentela
Portavoce calabrese del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati

MATERIALE UTILE:
- IL QUADRO RIASSUNTIVO SULLE TARIFFE


LEGGI ANCHE: 
La guerra dell'acqua calabrese
Acqua sporca nel Vibonese: nuova interrogazione parlamentare del M5S.
Una ricchezza che non possiamo più trascurare
In Calabria mezzo miliardo di litri d’acqua immesso nella rete viene disperso
Arsenico nell'acqua oltre i limiti a Catanzaro: "ingiustificabile il silenzio della Sorical e della Regione”
L'acqua non si vende, l'acqua di difende!
Il Tar Calabria conferma le nostre denunce, le tariffe della Sorical sono illegittime!
Vendono l'acqua e calpestano la volontà popolare
Tariffe Sorical illegittime: esposto in procura del MoVimento 5 Stelle
Acqua: in Calabria paghiamo tariffe illegittime alla Sorical S.p.a sin dal 2001!
Borgia (CZ): venga garantito ai cittadini il diritto all'acqua!
Acqua: Sorical non può ricattare i comuni
La Sorical e l’acqua che non c’è, il M5S presenta un esposto all’Autorità
A Crotone continuano a tagliare l'acqua
Serra San Bruno: il sindaco Rosi pubblichi le analisi dell'acqua
#AcquaSporca, in Calabria la velenosa vicenda del caso Alaco
Alaco: acqua sporca ed emergenza salute
Interrogazione parlamentare sulla SORICAL


Workshop a Catanzaro: partecipa!

Carissimi Attivisti e Simpatizzanti calabresi del Movimento 5 stelle,
il prossimo 2 aprile terremo all’Hotel Paradiso di Catanzaro una giornata di approfondimento tecnico e politico destinata a Voi. Più sotto potrete consultare il programma completo. Affronteremo, in particolare, tre grandi argomenti di rilievo, con elementi teorico-pratici e testimonianze dirette dei nostri consiglieri comunali. Parleremo, cioè, dell’amministrazione dei Comuni, con particolare riguardo agli strumenti di partecipazione democratica dei cittadini. Discuteremo della gestione della sanità calabrese, centrando l’attenzione sul Piano di rientro dal disavanzo, sul commissariamento in atto, sullo smantellamento del servizio pubblico derivante dal sistema monetario in vigore – per arginare il quale abbiamo presentato una specifica proposta di legge che verrà illustrata nella circostanza – e sulle risorse che lo Stato non ha mai trasferito alla Regione, nonostante lo specifico fabbisogno, confermato dai dati epidemiologici. Apriremo anche una finestra sulla comunicazione politica, su come organizzarla e realizzarla per divulgare l’attività politica sul territorio.
Vi preghiamo di voler comunicare la vostra adesione compilando l’apposito modulo (CLICCA QUI PER PARTECIPAREentro e non oltre il prossimo sabato 25 marzo 2017.
Ci saranno un pranzo tutti insieme e una pausa pomeridiana, accompagnata da un piccolo rinfresco. Si tratta di una bella occasione per stare insieme e avviare percorsi di contenuto e coesione per il futuro della nostra bella terra.
I temi saranno sviluppati gratuitamente da singoli relatori, con agili interventi frontali. Alcuni interventi saranno di portavoce parlamentari e comunali, altri di attivisti o persone con specifiche competenze, comunque vicini al Movimento. Infine ci sarà la possibilità, per il pubblico, di porre delle domande, per quanto concerne le sessioni teoriche sugli enti locali e sulla sanità. Per quanto riguarda, invece, gli altri argomenti, i relatori si renderanno disponibili a rispondere per via elettronica a eventuali domande di approfondimento.
Poiché la giornata, la prima delle tre in programma – le altre due, con data da fissare, vedranno la partecipazione degli altri portavoce parlamentari, nazionali e Ue, della Calabria – è autofinanziata, il costo di partecipazione per attivisti e simpatizzanti è di 20 euro a persona, che saranno raccolti anzitempo da un incaricato, il quale provvederà alla registrazione delle adesioni e a un prospetto trasparente dei conti. Questa cifra servirà solo ed esclusivamente per coprire le spese: sala, pranzo insieme e rinfresco pomeridiano.
Alle spese contribuiranno ugualmente anche i rappresentanti politici M5s, secondo uno spirito di collaborazione proprio del Movimento 5 stelle.
Un abbraccio sincero,
i portavoce Paolo Parentela e Dalila Nesci

Programma della giornata

Arrivo all’Hotel Paradiso di Catanzaro alle ore 9,30
Ore 10,15 inizio programma
Ore 10,15
Comunicazione politica, nozioni e pratiche per divulgare l’attività, Emiliano MORRONE
Ore 10,45
Democrazia dal basso nei Comuni, apertura della sessione dedicata agli Enti locali, deputato Paolo PARENTELA
Ore 11
L’amministrazione dei Comuni e gli strumenti di partecipazione democraticaGiuseppe D’IPPOLITO 
durata 90 minuti + 15 per eventuali domande dal pubblico
Ore 12,45
Pausa pranzo
—————–
Ore 13,45
L’esperienza sul campo nel Comune di Corigliano, consigliere Francesco SAPIA
Ore 13,55
Le attività 5 stelle nel Comune di Rende, consigliere Domenico MICELI
Ore 14,05
L’opposizione e l’alternativa nel Comune di Scalea, consigliere Renato BRUNO
Ore 14,15
La vigilanza e le idee nel Comune di Mirto, consigliere Davide TAVERNISE
Ore 14,25
La battaglia civile in Presila e nel Comune di Celico, consigliere Manlio CALIGIURI
Ore 14,35
L’impegno 5 stelle prosegue ad Amantea, saluto della ex consigliera M5S Francesca MENICHINO
Ore 14,45
Sconfinamenti di diritto della struttura commissarialedott. Tullio LAINO
30 minuti di intervento + 15 per eventuali domande dal pubblico
Ore 15,30
La ripartizione del Fondo sanitario alla Regione Calabria, dott. Giacinto NANCI
30 minuti di intervento + 15 per eventuali domande dal pubblico
Ore 16,15
Il Piano di rientro: gestione e situazione attuale,  dott. Gianluigi SCAFFIDI
30 minuti di intervento + 15 per eventuali domande dal pubblico
Ore 17 pausa “caffè”
—————-
Ore 17,30
Presentazione della proposta si legge M5S in tema di commissariamento della sanità delle Regioni, deputata Dalila NESCI
30 minuti di intervento + 15 per eventuali domande dal pubblico
Ore 18,15
Saluti finali dei portavoce parlamentari Dalila NESCI e Paolo PARENTELA