23/06/16

Sanità: in Calabria i cittadini decidono

Domenica 26 giugno a partire dalle ore 18, si terrà a Lamezia Terme (nel centralissimo Corso Numistrano) l’evento Sanità: in Calabria i cittadini decidono, una chiamata pubblica alla firma per il disegno di legge regionale sul riassetto della sanità calabrese che, su impulso della nostra portavoce Dalila Nesci, esperti, portavoce e simpatizzanti del MoVimento hanno costruito in mesi di confronto dal basso.
L’evento sarà un’occasione per iniziare ufficialmente la raccolta firme attraverso cui verrà presentata la proposta di legge in materia di riassetto sanitario (che diverrà, dunque, una proposta di iniziativa popolare) e per conoscere le attività sul territorio dei meetup di tutta la Calabria. 

La piazza sarà contornata dai gazebo di oltre 15 meetup di tutta la Calabria e sarà dunque possibile, per attivisti e simpatizzanti, confrontarsi su idee, proposte e battaglie da portare avanti sul territorio.
Nel frattempo sul palco si alterneranno dapprima un attivista per ogni provincia, successivamente i nostri portavoce nei consigli comunali calabresi, l’europarlamentare Laura Ferrara, la Consigliera Regionale della Campania Valeria Ciarambino e, per finire, la stola di parlamentari M5S (oltre al sottoscritto, Nicola Morra, Dalila Nesci, Federica Dieni, Giulia Grillo, Carlo Sibilia, Laura Castelli e Luigi Di Maio) che, insieme ai tecnici Tullio Laino e Gianluigi Scaffidi, presenteranno la proposta di legge regionale in questione. 

Vi invito a non mancare, sia perché potrete toccare con mano le varie realtà territoriali dove il M5S è presente con i portavoce ai consigli comunali e dei meetup calabresi, sia perché avrete una splendida occasione di confronto con noi portavoce a tutti i livelli. La crescita del lavoro del M5S passa anche da questi momenti di partecipazione e confronto proficuo, che sono il sale della democrazia diretta.
Soltanto attraverso la partecipazione attiva sul territorio e ad un impegno concreto per sostenere e condividere le battaglie che il MoVimento Cinque Stelle sta portando avanti in tutta Italia, potremo spazzare via la classe politica e dirigente che ha distrutto la nostra regione ed il nostro Paese. Avanti tutta!

Vi aspettiamo, a riveder le stelle!

Lettera al Governo: #StopGlifosato

"Egregio Ministro Martina,
in merito alla controversa questione in oggetto, Le inviamo in allegato una lettera che fornisce una panoramica sulle possibili alternative all'utilizzo del glifosato in agricoltura, che ci auguriamo Lei possa prendere in considerazione in vista del voto del Comitato d'Appello previsto questa settimana (domani, venerdì 24 giugno, n.d.r.).
La lettera allegata è in lingua inglese poiché si tratta di un lavoro congiunto che stiamo promuovendo insieme ad alcuni colleghi del Parlamento europeo, a seguito delle pesanti affermazioni del Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis.
Secondo il Commissario, infatti, alcuni Stati membri, tra cui l'Italia, avrebbero chiesto alla Commissione europea di procedere comunque con il rinnovo dell'autorizzazione nonostante la loro prossima astensione in seno al Comitato d'Appello. Il Commissario Andriukaitis ha pubblicamente accusato gli Stati membri in questione di "nascondersi dietro la Commissione europea".
Avendo da sempre auspicato una politica di cautela sul rinnovo dell'autorizzazione del glifosato, crediamo che la disponibilità di valide alternative all'utilizzo della sostanza attiva in agricoltura possa fornire ulteriori fondamenti tecnici affinché alla prossima scadenza l'Italia ribadisca la propria intenzione di bandire il glifosato, votando contro la proposta della Commissione.
Inoltre, viste le numerose perplessità espresse dalla comunità scientifica sulla cancerogenicità di questa sostanza, nonché la forte preoccupazione suscitata nell'opinione pubblica, ci auguriamo che l'Italia, il cui voto potrebbe spostare gli equilibri all'interno del Comitato, non perda quest'occasione per agire in modo coerente con quanto annunciato qualche mese fa, attraverso la comunicazione del Piano nazionale "Glifosato Zero".
A sostegno dell'adozione di una posizione negativa al rinnovo, occorre osservare che esistono palesi contraddizioni di natura giuridica tra la proposta della Commissione e le disposizione comunitarie in materia. Nello specifico, rileviamo che se, da una parte, l'articolo 3, paragrafo 14 del Regolamento (UE) n. 1107/2009 si riferisce all'esposizione alle sostanze delle persone che vivono in prossimità dei campi trattatati, definendole come "gruppi vulnerabili" e affermando testualmente che essi sono "fortemente esposti ai pesticidi sul lungo periodo", nel testo che sarà votato questa settimana non vi è alcun riferimento alla necessità di proteggere tali gruppi.
Ciò significa che l'eventuale decisione di esecuzione della Commissione sul rinnovo dell'autorizzazione della sostanza attiva violerebbe il Regolamento (UE) n. 1107/2009, non avendo chiaramente esclusodanni immediati o differiti per la salute dei residenti che vivono in prossimità dei campi trattati con il glifosato. L'articolo 4, in combinato disposto con l'Allegato III del suddetto Regolamento, prevede che la sostanza attiva non può essere autorizzata se implica effetti inaccettabili, acuti e cronici sulla salute umana.
Alla luce di questo, evidenziamo un'ulteriore contraddizione con la normativa vigente, se consideriamo la disponibilità di studi scientifici che dimostrano, invece, una netta correlazione tra il glifosato e gravi patologie, come il morbo di Parkinson, nonché condizioni permanenti e temporanee, quali l'infertilità e svariati disturbi della salute.
Altri due aspetti deficitari della proposta della Commissione riguardano il mancato riferimento al considerando n. 24 del Regolamento (UE) n. 1107/2009 e, più in generale, al Regolamento (UE) n. 284/2013. Il primo recita che: "le disposizioni che disciplinano l'autorizzazione devono assicurare un livello elevato di protezione. In particolare, nel rilasciare le autorizzazioni di prodotti fitosanitari, è opportuno dare priorità all'obiettivo di proteggere la salute umana e animale e l'ambiente rispetto all'obiettivo di migliorare la produzione vegetale. Pertanto, prima d'immettere sul mercato i prodotti fitosanitari, è opportuno dimostrare che essi sono chiaramente utili per la produzione vegetale, non hanno alcun effetto nocivo sulla salute umana o degli animali, inclusi i gruppi vulnerabili, o alcun effetto inaccettabile sull'ambiente".
Il secondo, invece, stabilisce i requisiti che le sostanze attive devono soddisfare prima della loro eventuale autorizzazione. Tra questi, si prevede che la valutazione del rischio per i residenti debba includere sia le esposizioni acute che croniche.
In conclusione, alla luce delle suddette ragioni, rinnoviamo il nostro invito affinché il Governo italiano esprima una posizione chiara e decisa contro il rinnovo del glifosato".
RingraziandoLa per la Sua collaborazione, porgiamo cordiali saluti

I portavoce al Parlamento europeo del Movimento 5 Stelle:
Eleonora Evi, Rosa D'Amato, Marco Zullo, Dario Tamburrano, Isabella Adinolfi, Marco Affronte, Laura Agea, Daniela Aiuto, Tiziana Beghin, David Borrelli, Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Laura Ferrara, Giulia Moi, Piernicola Pedicini, Marco Valli, Marco Zanni.
I portavoce al Senato della Repubblica del Movimento 5 Stelle:
Elena Fattori, Carlo Martelli.
I portavoce alla Camera dei Deputati del Movimento 5 Stelle:
Mirko Busto, Massimiliano Bernini, Silvia Benedetti, Laura Castelli, Paolo Parentela, Alberto Zolezzi.


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17/06/16

Cercasi QTRP in Calabria

È imperdonabile l'atteggiamento della giunta regionale della Calabria, che continua a perdere tempo sulla mancata approvazione definitiva del Qtrp (Quadro territoriale regionale paesaggistico).
La Regione Calabria con il suo immobilismo non fa altro che essere omertosa e indifferente sul concreto pericolo di non avere normative adatte per difendere le nostre risorse più importanti come boschi, montagne, zone di protezione speciale e Siti di interesse comunitario. Nonostante i fatti di cronaca regionale ci confermano le continue speculazioni nei nostri boschi per acquisire legname in modo illecito attraverso tagli indiscriminati. L'atteggiamento di Oliverio e della sua giunta, dimostra la perfetta continuità con la politica del passato e il silenzio delle finte opposizioni in consiglio regionale conferma la piena complicità delle altre forze appartenenti alla vecchia politica.
Questa giunta regionale, nonostante i nostri interventi costruttivi ed i continui solleciti d'intervento, sta chiudendo spesso gli occhi sulla messa in sicurezza del territorio. Ne sono esempio le mancate osservazioni sulle concessioni che riguardano la ricerca e l'estrazione di idrocarburi sui nostri mari, l'abusivismo edilizio, la cementificazione selvaggia, il dissesto idrogeologico, il consumo di suolo, il mancato monitoraggio ambientale, l'inquinamento finanziato dalla stessa regione attraverso l'utilizzo massiccio di fitofarmaci e pesticidi in agricoltura, la maladepurazione, la contaminazione delle nostre acque potabili, le strane autorizzazioni di vecchi impianti inquinanti come la centrale del Mercure nel bel mezzo del Parco Nazionale del Pollino e l'impianto di San Sago di Tortora, la mancanza di una strategia seria e virtuosa sui rifiuti e sull'amianto, la mancanza di un piano concreto sulle bonifiche. Insomma, una lista infinita di inefficienze.
La Regione corra subito ai ripari altrimenti è meglio che Oliverio sciolga questa giunta fantasma, che nulla sta facendo per riscattare la Calabria come aveva promesso durante la campagna elettorale. La vera grande opera utile è la salvaguardia e la messa in sicurezza del nostro territorio, non i patti di Renzi, Alfano e Verdini. Definire ‘incapace’ questa classe dirigente è soltanto una giustificazione immeritata. Chi ‘dimentica’ di approvare lo strumento principe per la tutela del territorio e la programmazione di area vasta, non è ingenuo e neanche incapace: è diabolico. Non esistono scuse!

15/06/16

Fiato sul collo sui depuratori

Il Governo valuterà se le agenzie che si occupano di monitoraggio ambientale potranno monitorare i siti di depurazione delle acque reflue attraverso delle webcam. È un piccolo passo verso la realizzazione di un sistema che consenta anche ai cittadini di stare con il fiato sul collo e monitorare il rispetto delle regole sulla tutela dell’ambiente nel proprio territorio.
L'ordine del giorno da me presentato è stato approvato durante la votazione finale sul disegno di legge che istituisce e disciplina il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, di cui fanno parte l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e le agenzie regionali (ARPA). La mia proposta rientra in un più largo obiettivo che la proposta di legge approvata oggi dalla Camera si prefigge: prevedere che le attività di monitoraggio e controllo ambientale siano omogenee sul territorio nazionale. Ora la palla passa al governo, che deve valutare la nostra proposta di garantire alle agenzie specializzate ed ai cittadini la massima trasparenza possibile sui depuratori, dando seguito all’ordine del giorno approvato dalla Camera. È un passo piccolo ma importante, che può segnare una piccola svolta nei sistemi di monitoraggio sulla depurazione. Il top sarebbe, invece, pensare già da ora l'utilizzo di nuove tecnologie, come la sensoristica intelligente, capace di monitorare istantaneamente la qualità delle acque.
Soprattutto in Calabria ci sono seri problemi nella depurazione, con 128 comuni sotto procedura d’infrazione da parte dell’Ue. Per la natura stessa dei controllori dell’Arpacal, le visite ispettive non possono avvenire a sorpresa. La presenza delle webcam, invece, può garantire un controllo costante sia da parte delle autorità preposte, che dai singoli cittadini che, dopo essersi registrati al sito preposto dalle agenzie, potranno denunciare eventuali anomalie che dovessero riscontrare sui siti.
La mia proposta rientra in un più largo obiettivo che la proposta di legge approvata oggi dalla Camera si prefigge: prevedere che le attività di monitoraggio e controllo ambientale siano omogenee sul territorio nazionale. Ora la palla passa al governo, che deve valutare la nostra proposta di garantire alle agenzie specializzate ed ai cittadini la massima trasparenza possibile sui depuratori, dando seguito all’ordine del giorno approvato dalla Camera. La Calabria come il resto delle altre regioni, hanno sempre maggiore difficoltà nel sorvegliare in maniera adeguata i siti di depurazione e le procedure d’infrazione che gravano sulle tasche dei cittadini ne sono la prova inconfutabile. L’installazione delle webcam e la possibilità di un controllo 24 ore su 24 potranno aiutare a registrare le anomalie dei nostri depuratori, consentendo alle autorità preposte un rapido intervento.

PS ringrazio Domenico Miceli (portavoce M5S al consiglio comunale di Rende (CS) ) per la bellissima idea!

Riforma dell'ISPRA e delle ARPA: ecco in cosa consiste

La proposta di legge approvata in ultima lettura oggi alla Camera nasce da diverse proposte di legge, tra cui quella depositata dal Movimento Cinque Stelle. La legge istituisce e disciplina il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, di cui fanno parte l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e le agenzie regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano per la protezione dell'ambiente.
La sostanziale modifica apportata dal Senato è quella di avere introdotto una clausola di invarianza finanziaria, in modo da garantire che il nuovo sistema delle agenzie non comporti ulteriori oneri per lo Stato.
Il Sistema nazionale a rete istituito dalla proposta di legge (costituito dalI'ISPRA e dalle agenzie regionali e delle province autonome per la protezione dell'ambiente) ha l’obiettivo di assicurare omogeneità ed efficacia all'esercizio dell'azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell'ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica.
Il Sistema nazionale, concorre, inoltre, al perseguimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile, della riduzione del consumo del suolo, della salvaguardia e della promozione della qualità dell'ambiente e della tutela delle risorse naturali, nonché alla piena realizzazione del principio di derivazione europea "chi inquina paga".
Il Sistema nazionale ha la funzione di attuare i livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (LEPTA), che rappresentano i livelli qualitativi e quantitativi di attività garantite in modo omogeneo a livello nazionale dal Sistema nazionale medesimo.
In sintesi, i compiti attribuiti al Sistema nazionale sono i seguenti:
  • il monitoraggio dello stato dell'ambiente e della sua evoluzione; 
  • il controllo delle fonti e dei fattori di inquinamento; 
  • attività di ricerca, di trasmissione ai diversi livelli istituzionali e di diffusione al pubblico dell'informazione ambientale; 
  • supporto tecnico-scientifico per l'esercizio di funzioni amministrative in materia ambientale; 
  • attività istruttoria per il rilascio di autorizzazioni e per l'irrogazione di sanzioni, nel rispetto delle competenze degli altri enti previste dalla normativa vigente; 
  • attività di supporto nell'individuazione, descrizione e quantificazione del danno ambientale.
    Al Sistema nazionale è inoltre conferita l'organizzazione dei propri laboratori che si occupano di analisi ambientali in una rete nazionale di laboratori accreditati.
L'ISPRA svolge funzioni tecniche e scientifiche per la più efficace pianificazione e attuazione delle politiche di sostenibilità delle pressioni sull'ambiente. L'ISPRA svolge, inoltre, funzioni di indirizzo e coordinamento al fine di rendere omogenee le attività del Sistema nazionale, tra le quali si prevede, tra l'altro, l'elaborazione di criteri e di standard uniformi per lo svolgimento dell'attività conoscitiva nell'ambito della difesa del suolo e della pianificazione di bacino, il rilevamento, l'aggiornamento e la pubblicazione della carta geologica nazionale, attività di ricerca e controllo nella prevenzione dei rischi geologici, con particolare attenzione al dissesto idrogeologico.
All'ISPRA è anche affidato il compito di provvedere alla realizzazione e gestione del Sistema informativo nazionale ambientale (SINA), cui concorrono i sistemi informativi regionali ambientali (SIRA) gestiti dalle agenzie territorialmente competenti.

Il disegno di legge è il frutto di un lavoro di coordinamento che è stato svolto anche grazie al MoVimento 5 Stelle, che ha depositato una proposta di legge sul tema. Il risultato finale è comunque frutto di una mediazione e pertanto il testo finale non ha accolto alcuni importanti suggerimenti da parte del Movimento: 
  • possibilità di attribuire la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria a chi esercita funzioni ispettive; 
  • maggiore indipendenza delle agenzie, anche dalla politica; 
  • rischio di stallo per mancanza di provvedimenti attuativi; 
  • maggiori risorse economiche da mettere a disposizione delle agenzie.
In compenso sono state recepite alcune indicazioni, quali: l’introduzione di vincoli per cui le figure, come i direttori generali e i presidenti, debbano essere necessariamente figure di rilievo per competenza tecnico-scientifica e prive di conflitti d’interesse con altre cariche; inserimento di indirizzi per far tendere il sistema delle Agenzie ai massimi standard tecnico-scientifici internazionali; creazione di un database di dati ambientali accessibile, in modo che i dati ambientali siano trasparenti e fruibili a chiunque, soprattutto ai semplici cittadini, che riscontrano molte difficoltà burocratiche.

Un’ultima preoccupazione riguarda due aspetti: il primo relativo alle modalità di attuazione della disciplina, infatti la maggior parte degli articoli rinvia a successivi decreti attuativi, con il rischio di incertezze e ritardi applicativi, soprattutto alla luce della modesta efficienza del Governo; il secondo relativo al finanziamento delle Agenzie, in assenza di risorse adeguate, la loro efficacia sarebbe compromessa. La situazione è decisamente peggiorata con la modifica suggerita dalla Ragioneria sull’invarianza economica, con il forte rischio di ritrovarsi con una buona macchina, ma senza benzina.

14/06/16

Progetto MIAPI: come mai il governo non lo vuole rifinanziare?

L'Unione Europea, al fine di ridurre le evidenti differenze esistenti tra le regioni più ricche e quelle meno favorite ha elaborato una specifica politica di coesione economica e sociale. Gli strumenti messi a punto per raggiungere tale obiettivo sono i cosiddetti fondi strutturali europei e di investimento europei. La programmazione relativa a tali fondi è attuata attraverso programmi operativi che possono essere regionali, POR (piano operativo regionale), o nazionali, PON (piano operativo nazionale). Ciascun programma copre un arco di tempo di sette anni ed è elaborato dal singolo Stato membro sulla base di procedure trasparenti nei confronti del pubblico e conformi ai rispettivi quadri istituzionali e giuridici.

Il PON «Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo convergenza» 2007-2013 aveva come obiettivo globale «diffondere migliori condizioni di sicurezza, giustizia e legalità per i cittadini e le imprese, contribuendo alla riqualificazione dei contesti caratterizzati da maggiore pervasività e rilevanza dei fenomeni criminali e all'incremento della fiducia da parte della cittadinanza e degli operatori economici». Questo PON, il cui titolare è il dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, aveva una dotazione finanziaria di 1.158 milioni di euro di cui il 50 per cento cofinanziato dall'Unione europea, attraverso il fondo europeo di sviluppo regionale, e il restante 50 per cento dallo Stato italiano. Le regioni interessate dal PON Sicurezza erano le regioni obiettivo convergenza: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

L'obiettivo globale del PON è stato perseguito attraverso tre assi principali: asse 1 – sicurezza per la libertà economica e d'impresa; asse 2 – diffusione della legalità; asse 3 – assistenza tecnica. In particolare l'asse 1 – sicurezza per la libertà economica e d'impresa aveva come obiettivo specifico quello di «determinare una maggiore sicurezza per la libertà economica e d'impresa». All'interno dell'asse 1, l'obiettivo operativo 1.3 – tutelare il contesto ambientale aveva come scopo il potenziamento delle forme di tutela dell'ambiente dall'aggressione criminale a tutela del benessere sociale ed economico delle regioni obiettivo convergenza anche attraverso la sperimentazione di strumenti innovativi per il controllo, il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti riguardanti l'ambiente in genere. Il progetto MIAPI («monitoraggio e l'individuazione di aree potenzialmente inquinate nelle regioni obiettivo convergenza») si colloca proprio in questo particolare obiettivo operativo.

Il progetto MIAPI, ideato nel 2011, nato dalla collaborazione tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il comando carabinieri per la tutela ambientale e finanziato con 10.556.570,00 di euro, ha come obiettivo la localizzazione di possibili fonti di inquinamento attraverso l'individuazione delle anomalie che si riscontrano in alcuni parametri fisici e geofisici (magnetici, spettrometrici e termici) misurati attraverso sensori da piattaforma aerea. Il progetto prevede l'acquisizione di un totale di circa 12.000 chilometri quadrati di rilievi aerei a cui si aggiungono 1.550 chilometri di verifiche a terra. Il progetto MIAPI, il primo in ambito nazionale su vasta scala, ha una connotazione fortemente innovativa, perché, per la prima volta, sono state applicate tecniche normalmente utilizzate nel campo dei rilievi geologici all'ambito della tutela dell'ambiente e della prevenzione di reati ambientali. Per la realizzazione del progetto e il suo svolgimento è stata indetta una gara europea a seguito della quale è risultato aggiudicatario del contratto un raggruppamento temporaneo composto da Telecom Italia spa e Helica srl. Il contratto tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il raggruppamento temporaneo d'imprese (RTI) è stato stipulato il 19 dicembre 2012 e i lavori sono stati avviati nel maggio 2013. Gli obiettivi principali del progetto MIAPI sono:
    a) individuazione di discariche abusive e siti potenzialmente contaminati con l'ausilio di dati telerilevati da piattaforma aerea;
    b) verifica a terra tramite indagini di campo delle anomalie riscontrate dall'analisi dei dati telerilevati;
    c) creazione di sistema informativo multimediale (sistema informativo aree potenzialmente inquinate, SIAPI) delle anomalie riscontrate sul territorio.

Il notevole interesse suscitato dal progetto, anche grazie all'apertura di diverse istruttorie presso alcune procure della Repubblica, sia per l'innovativa tecnica di indagine sia per la sua speditiva applicazione ha portato allo stanziamento di ulteriori fondi per investigare aree inizialmente escluse per la mancanza di capienza economica. A luglio 2014, il Ministero dell'interno – dipartimento della pubblica sicurezza ha approvato «per il soddisfacimento delle esigenze di sicurezza e legalità a carattere sovra regionale nelle 4 Regioni Obiettivo Convergenza» il progetto di estensione del progetto MIAPI originario; a ottobre 2014 è stato firmato il contratto con il RTI che prevede ulteriori 8.000 chilometri quadrati di rilievi da piattaforma aerea e altri 1.700 chilometri circa di rilievi a terra e indagini geognostiche.

Non risulta che il progetto sia stato rifinanziato con i fondi europei della nuova programmazione e questo è veramente assurdo. Sarebbe assolutamente necessario che, nelle aree ove l'illegalità diffusa è un fenomeno pervasivo, le politiche di sviluppo siano accompagnate da una particolare attenzione alla difesa dell'ambiente e al controllo del territorio, che possono essere raggiunti anche attraverso l'utilizzo della tecnologia più avanzata in grado di garantire una risposta efficace ed efficiente alle aggressioni criminali verso l'ambiente.
Non capisco quali siano le ragioni per cui il progetto MIAPI non sia stato rifinanziato nella nuova programmazione 2014-2020 per questo motivo ho presentantato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'ambiente Galletti chiedenso "in che modo il Governo intenda garantire un monitoraggio ambientale come quello offerto dalle innovative tecniche di indagine del progetto MIAPI e se non ritenga indispensabile assumere iniziative affinché venga esteso nel resto delle regioni, considerato che i fenomeni di ecomafia si sono registrati in tutta Italia".

Il governo deve garantire una continuazione dei monitoraggi. I disastri ambientali creati dal lavoro delle ecomafie, mettono a repentaglio la salute dei cittadini e la salubrità ambientale del nostro Paese. La prima vera emergenza da affrontare è proprio questa. L’individuazione delle aree inquinate e la successiva bonifica, rappresentano l’unico volano di crescita per il futuro dell’Italia. Anche sotto il profilo economico ed occupazionale.

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13/06/16

Alcune nostre proposte sul tavolo del Sindaco di Catanzaro

Abbiamo messo tanta carne al fuoco sul tavolo del Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, che ho incontrato stamattina, per dare il nostro contributo alla risoluzione dei problemi della città. Siamo soddisfatti che Abramo abbia accolto le nostre proposte sull’individuazione e lo smaltimento dell’amianto. Abbiamo consegnato nelle sue mani un approfondito dossier, contenente proposte concrete già depositate e approvate in Parlamento, alcune delle quali finanziate dai fondi strutturali dell’UE, che potranno aiutare Catanzaro a smaltire l’amianto creando anche un indotto che porterà occupazione e benefici ambientali. L’istituzione di uno sportello informativo comunale sull’amianto è il primo passo per offrire alla cittadinanza ogni informazione utile sulla problematica. Sono troppe le vittime dell’amianto in Italia e servono misure concrete. L’aiuto della Regione Calabria sarà fondamentale e presto ci rivolgeremo anche ad Oliverio ed all’Assessore Rizzo per indurli a fare la propria parte, anche per garantire l’assistenza sanitaria gratuita alle vittime contaminate.
Abbiamo anche affrontato i temi relativi alla gestione dell’acqua in città. Dall’annosa vicenda che coinvolge il Comune e Sorical sulla potabilità delle acque, fino ai problemi legati alla depurazione. Abramo ci ha descritto il suo lavoro per sbrogliare presto la matassa riguardo la costruzione del nuovo depuratore e per risolvere il contenzioso con Sorical sugli impianti di Santa Domenica e di Alli. Continueremo ad osservare con attenzione la vicenda, affinchè i cittadini possano avere presto un servizio idrico sicuro ed efficiente.
Centrale nel nostro incontro è stata la vicenda del Direttore Generale di Amc Luigi Siciliani. Il M5s non avrebbe mai consegnato nelle mani di un condannato in secondo grado la gestione di una municipalizzata. Ora che la sentenza è definitiva, abbiamo indugiato il Sindaco chiedendone le dimissioni. Prendiamo atto del fatto che Abramo preferisca attendere che la sentenza scritta venga depositata per agire secondo legge.
Ne abbiamo approfittato per parlare anche della gestione dei rifiuti, su cui abbiamo avanzato proposte per migliorare il servizio di raccolta differenziata porta a porta spinta della frazione organica attraverso il compostaggio domestico e di prossimità. Sulla gestione delle aree verdi nei quartieri, in special modo Corvo, Aranceto e Pistoia, abbiamo proposto ad Abramo la creazione degli orti urbani, che riteniamo fondamentali per il decoro urbano e per la vita sociale delle comunità periferiche. Il Sindaco ci ha informato che il Comune parteciperà ad un bando per avviare questa pratica virtuosa. La nostra speranza è che la proposta possa concretizzarsi a breve.
Infine abbiamo chiesto risposte in merito alla petizione popolare presentata dai nostri attivisti sul baratto amministrativo, che da statuto comunale sarebbero dovute arrivare già un paio di mesi fa. Abramo ci ha fatto comprendere che al momento il Comune non è in grado di portare avanti questa iniziativa. Pur non essendo al momento nel consiglio comunale, il M5s sta facendo la propria parte per Catanzaro, che ha bisogno della nostra presenza nelle istituzioni.



11/06/16

Ecoballe di Ecosistem: vogliamo documenti e non chiacchiere!

Quando si parla di ambiente e salute bisognerebbe essere più seri e precisi e, invece di insultare chi cerca di tutelare la collettività, bisognerebbe almeno tentare di essere trasparenti e corretti specie quando ci si lamenta di essere vittime di una “grande disinformazione”. Il riferimento è alla recente conferenza stampa della società Ecosistem srl, aggiudicataria di gara relativa al trasferimento delle famose ecoballe di rifiuti della Campania. L’AD Salvatore Mazzotta, infatti, non dovrebbe pretendere che si possa credere a tutte le sue affermazioni senza un briciolo di documento a sostegno, non è mica Vangelo! Noi, che i documenti abbiamo letto, proviamo a confrontarli con le dichiarazioni di Ecosistem.
Dice Mazzotta: “Ecosistem è vincitrice di un bando che prevede solamente il recupero dei rifiuti e non il loro smaltimento”. Noi invece leggiamo dal bando 1989/A/15 della Regione Campania e più in particolare dal Capitolato Speciale d’Appalto, all’ “art. 1 - OGGETTO DEL SERVIZIO - Oggetto dell’appalto è la fornitura del servizio di smaltimento dei rifiuti di cui all’art.2 comma 1, lettera a) del Dl n.185 del 25.11.2015, mediante rimozione, trasporto e smaltimento, nonché recupero energetico, presso impianti nazionali ed esteri. Costituiscono pertanto, oggetto del presente appalto, operazioni di smaltimento e recupero come classificati degli Allegati B e C della parte Quarta del D.Lgs. 152/2006.”  Mazzotta non avrà letto bene il bando.
Speriamo che, invece, abbia letto bene almeno il contratto che dovrà firmare, dove all’art.4 si specifica, tra le attività a carico della Società aggiudicataria vi è: il “conferimento [dei rifiuti n.d.a.] presso impianti nazionali e/o esteri, nel rispetto della normativa nazionale ed europea, autorizzati al recupero e/o allo smaltimento dei rifiuti (…)”. Quindi, contrariamente a quanto affermato da Mazzotta, la Ecosistem (insieme con la Econet srl) ha vinto un bando che prevede sia il recupero che lo smaltimento dei rifiuti, eccome se li prevede! L’AD di Ecosistem ha poi dichiarato:” Le ecoballe non arriveranno a Lamezia Terme sotto nessuna forma. Infatti, l’appalto prevede che la caratterizzazione dei rifiuti avvenga direttamente nei siti campani, dove sono attualmente stoccate le ecoballe e, poi, il loro trasporto via nave dal porto di Napoli in una discarica in Portogallo.” Solo due giorni prima la Ecosistem aveva dichiarato “Riguardo al CDR, che ormai è una definizione obsoleta, attualmente abbiamo contatti con impianti dell’Italia del Nord ed impianti esteri per l’eventuale valorizzazione” (quindi non solo Portogallo).
Vorremmo allora capire tre cose - proseguono dal M5s - la prima: il termine valorizzazione significa, più chiaramente, termovalorizzazione cioè incenerimento? La definizione CDR è obsoleta perché oggi è meglio chiamarli CSS (Combustibili Solidi Secondari) che, da qualche anno, è possibile incenerire nei cementifici? La seconda: visto che a loro dire questi rifiuti viaggeranno all’estero e al norditalia, perché non esibire gli accordi transazionali e transregionali, imposti dalla normativa italiana e europea per la circolazione dei rifiuti in siti di differenti regioni o paesi? O c’è il segreto di Stato? Terza cosa: attualmente le ecoballe sono classificate con codici corrispondenti a rifiuti non pericolosi. Ma, dopo l’apertura delle stesse e la costatazione che gran parte dei rifiuti è costituita da materiali da costruzione pieni di amianto e da chissà quali altre schifezze, la nuova caratterizzazione per la rimozione dovrà prevedere una classificazione dei rifiuti come pericolosi.
Ebbene abbiamo scoperto che, la discarica di  Valor-Rib di Vila Nova de Famalicão, in Portogallo, dove parte delle ecoballe dovrebbero finire, non accetta rifiuti pericolosi. Dove li manderete allora, ing. Mazzotta? Non sarebbe stato più corretto che in conferenza stampa l’Ecosistem avesse esibito, o la stampa “ostile” avesse richiesto, copia degli accordi preliminari con la discarica portoghese, documenti da depositare obbligatoriamente tra gli atti di gara? Così come sarebbe stato più corretto che la Ecosistem avesse mostrato ai giornalisti, che avrebbero pure potuto richiederla da soli, copia della domanda di partecipazione alla gara. Infatti, in base al Capitolato speciale e al contratto, la ditta partecipante alla gara doveva indicare obbligatoriamente, prima dell’aggiudicazione e quale condizione di questa, gli impianti di destinazione dei rifiuti. Ebbene sarebbe bastato questo pezzo di carta per verificare se è vero che nessun rifiuto verrà in Calabria.
Stranamente questo documento non è stato esibito (del resto, nessun documento è stato esibito) mentre noi leggiamo dal blog dell’on.Salvatore Micillo del M5S, che ha partecipato alle varie fasi di aggiudicazione della gara, che “In data 01.03.2016 alle ore 10 a Napoli (Via Pietro Metastasio 25) presso la Sala Gare Ufficio Centrale Speciale Acquisti c’è stata la seconda sessione relativa al bando di gara per lo smaltimento delle ecoballe site nella Regione Campania. (…) Si è proceduto poi all’apertura del plico n.ro 5, presentato dal  RTI Ecosistem srl – Econet srl avente ad oggetto il Lotto n.ro 2 e il lotto n.ro 4 (Masseria del Re Lotto A – Giugliano - Depuratore Marcianise). Si è proceduto ad analizzare la documentazione amministrativa presentata dal RTI. Per quanto attiene agli impianti di destinazione delle ecoballe - concludono - per quanto si è potuto capire dalla seduta, sono stati identificati due impianti siti entrambi a Lamezia Terme e un terzo impianto sito in Portogallo”. A chi fa paura la verità, allora?

Meetup Lamezia 5 Stelle

10/06/16

Agromafie e Caporalato: la schiavitù invisibile

L´uccisione di un migrante e il ferimento di un carabiniere avvenuta in un luogo dove esseri umani vivono ai margini della societá civile, in veri e propri ghetti e condizioni abitative che costituiscono un’offesa alla dignità umana. Siamo ancora in attesa di una risposta alla lettera inviata a gennaio ai  Ministri Alfano, Poletti e Martina, a seguito di una nostra visita alla tendopoli-baraccopoli di San Ferdinando, in cui avevamo denunciato come quella  situazione rappresentasse una latente fonte di tensioni sociali. Ad oggi nulla é cambiato. A farne le spese maggiori sono le comunità locali, i lavoratori immigrati e  le forze dell´ordine chiamate ad operare in un territorio dove alta é l’infiltrazione delle organizzazioni criminali. Una tragedia che poteva essere evitata, probabilmente, se vi fosse stato un intervento tempestivo delle autoritá regionali e nazionali, prevedendo anche l´utilizzo per tempo dei fondi disponibili per la tendopoli-baraccopoli. A quanto pare, invece, poiché i succitati Comuni sono commissariati, tutto é bloccato e non viene realizzato un piano di risanamento degno di questo nome. 
Sono mesi che denunciamo la situazione dei ghetti, sia in Parlamento con risoluzioni e altri atti parlamentari sia sul territorio con missioni in diverse regioni italiane, di cui una proprio a Rosarno. L'episodio di San Ferdinando, centro temporaneo che sarebbe dovuto essere smantellato o risanato secondo quanto disposto dal Prefetto di Reggio Calabria, è solo la punta dell'iceberg di un'emergenza nazionale su cui il Governo e le Autorità competenti devono intervenire subito. Bisogna intraprendere interventi risolutivi che impediscano il ripetersi di altre tragedie ed episodi come quelli avvenuti in passato.

"Liberare l'agroalimentare Made in Italy dallo sfruttamento del lavoro nero e dalla violazione dei diritti umani, portando allo scoperto un'economia sommersa che genera un volume d'affari fino a 17 miliardi di euro e coinvolge circa 430 mila lavoratori, indistintamente italiani e migranti, 40mila in più rispetto all'anno precedente (Fonte: Rapporto Agromafie, Flai-CGIL). È questo, in sintesi, il tema del convegno del MoVimento 5Stelle "Agromafie e Caporalato - La schiavitù invisibile", che si terrà martedì prossimo, 14 giugno, dalle ore 9 alle 13, alla Camera dei Deputati in Sala Tatarella, presso il Palazzo dei Gruppi (ingresso in Via Uffici del Vicario, 21).
Presenteremo al riguardo le nostre proposte anche in vista della discussione del Ddl Caporalato e raccoglieremo gli input che emergeranno dal dibattito per elaborarne altre da promuovere nelle diverse sedi istituzionali."

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Visita del MoVimento 5 Stelle a Rosarno

09/06/16

Arsenico nell'acqua oltre i limiti a Catanzaro: "ingiustificabile il silenzio della Sorical e della Regione”

Pur consapevoli che il problema dell’arsenico nell’acqua oltre i limiti consentiti, non essendo di origine antropica, richieda soluzioni ragionate, non possiamo di certo giustificare il silenzio della Sorical di fronte alla legittima richiesta del Sindaco Abramo di Catanzaro di non avvelenare i propri cittadini.
Non è possibile garantire l’uso di acqua potabile ai cittadini di Catanzaro mescolando le acque come avvenuto a Simeri Crichi mettendo a rischio la fruizione del servizio oltre che la salute dei catanzaresi. La Calabria possiede le migliori acque d’Europa, ma la cattiva gestione della politica, ha fatto in modo che la metà dei calabresi non abbia fiducia dell’acqua che riceve nel proprio rubinetto.
Su questo enorme problema ho interrogato più volte il Governo Renzi, troppo impegnato a non rispettare la volontà popolare del referendum per la ripubbliccizazione del sistema idrico, chiedendo quali iniziative urgenti e necessarie intenda intraprendere, al fine di verificare, anche per il tramite dell’istituto superiore di sanità, se e quali effetti sulla popolazione possano essere derivati dall’attuale situazione di sostanziale compromissione delle acque di falda e se non sia il caso che vengano utilizzati i fondi Cipe stanziati per le emergenze idriche al fine di agevolare le necessarie depurazioni per rendere le nostre acque potabili prive di residui di arsenico. Ho inoltre chiesto quali iniziative intenda assumere sul piano normativo, al fine di potenziare le attività di vigilanza sulle falde acquifere e sull’erogazione dell’acqua per uso domestico e quali iniziative concrete abbia intrapreso il Governo a seguito dell’avvio della procedura d’infrazione n. 2014-2125 concernente la cattiva applicazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano.

Il MoVimento 5 Stelle ha depositato da tempo una proposta di legge in Parlamento, che reca modifiche al decreto legislativo n. 31 del 2001 relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, e si muove su quattro assi principali: garantire la trasparenza per ciò che concerne le procedure sulla sicurezza sia nell’approvvigionamento della risorsa idropotabile sia nella sua distribuzione presso case e opifici; sicurezza alimentare, ponendo il tema dell’accesso a un’acqua di qualità abbondante, sicura e salubre nel contesto ambientale e territoriale attuale caratterizzato dal moltiplicarsi di situazioni di inquinamento e dell’avverarsi della previsioni connesse al cambiamento climatico in atto; una visione tecnico-scientifica più contemporanea, migliorando le capacità tecniche degli organismi a vario titolo coinvolti per assicurare un costante miglioramento; la rimodulazione del sistema sanzionatorio.

La Regione Calabria e la Sorical dovranno rispondere al più presto sulle loro responsabilità. Invito Oliverio ad agire con prontezza smettendola di prenderci in giro con la proposta farlocca approvata in Giunta con deliberazione n. 126 nella seduta del 15 aprile 2016 sull’organizzazione del servizio idrico integrato. Abbiamo sempre ribadito la necessità di una gestione pubblica e partecipata da realizzarsi attraverso l’istituzione di un’azienda speciale di diritto pubblico che, non avendo come scopo ultimo il profitto ma il pareggio di bilancio, permetterebbe un maggiore controllo e investimenti per il settore. L’attuale classe politica regionale continua il suo percorso in perfetta continuità con il passato e ancora una volta saranno i cittadini calabresi e le amministrazioni comunali a doverne pagare i danni: tariffe illegittime, continue vicende giudiziarie, scarsi investimenti e grossi debiti.

03/06/16

Comuni a 5 stelle in Calabria

In ‪‎Calabria‬ il MoVimento 5 Stelle si presenta alle amministrative in 4 comuni: ‪Crotone‬, ‪Cosenza‬, ‪Scalea‬ e ‪Rossano‬.
È stata una campagna elettorale bellissima, non ci siamo fermati un attimo per sostenere i nostri amici calabresi che con coraggio, passione ed entusiasmo hanno deciso di rimanere in Calabria per combattere in prima persona il sistema politico/mafioso che ha inquinato la nostra bellissima regione. Siamo gli unici ad essere presenti nelle piazze a prescindere dalle campagne elettorali. Gli altri che fine faranno dopo il 5 giugno? Ve lo dico io: svaniranno nel nulla perché la maggior parte di loro servono solo per raccogliere pacchetti di voti...
Vi chiediamo di darci una mano, di sostenerci soprattutto in queste ultime ore come se doveste votare per voi stessi! Da una parte ci siamo noi che vi diciamo le cose che abbiamo fatto in questi anni nelle istituzioni dove siamo presenti, dall'altra parte ci sono loro (partiti e liste civetta) che vi promettono ciò che non sono riusciti a fare negli ultimi 30 anni.
È una questione di credibilità! Non possono più mentire proponendo soluzioni ai problemi che loro stessi hanno creato.
Liberiamo questi comuni e riappropriamoci della cosa pubblica. Spetta a noi ora il duro lavoro di ricostruzione delle città devastate dalla partitocrazia. Già lo facciamo nei comuni a 5 stelle che governiamo, non vediamo l'ora di farlo anche in Calabria! Non vi chiediamo di votarci e basta ma di partecipare insieme a noi a questa rivoluzione culturale!

02/06/16

Agricoltori, non piegatevi a 90°

Il condizionamento del voto da parte delle associazioni di categoria del settore agricolo è scandaloso, mostrano lontananza dal concetto di imparzialità che le dovrebbe contraddistinguere e lasciano presupporre una negozialità in termini di 'do ut des' con il Governo. Chiediamo a Ugc, Uci, Aic, Confagricoltura, CIA e Coldiretti di ritirare immediatamente l'appoggio mediatico a l'una o l'altra parte referendaria, di tornare a un'identità del tutto imparziale e lasciare libero arbitrio, senza costrizioni legate alle attività associative stesse.
Le associazioni di categoria che non dovrebbero entrare nel merito di scelte elettorali, soprattutto alla luce di un appoggio incondizionato a un Governo che ha voluto: TTIP, accordo UE-Marocco, importazione di olio tunisino e tutta una serie di misure di salvaguardia delle multinazionali che fagocitano il settore agricolo.

01/06/16

Ecoballe: il governo deve fare chiarezza!

Visto che la Regione Calabria e la Regione Campania tacciono, sarà il governo a dover chiarire la vicenda sullo smaltimento e trasferimento a Lamezia Terme di una parte delle ecoballe campane, aggiudicato dall’azienda Ecosistem. A riguardo ho depositato oggi un'interrogazione il Ministro dell’Ambiente Galletti.
La Ecosistem ha sprecato tempo ad insultarmi, piuttosto che a rispondere alle mie domande. A questo punto dovrà essere il governo a dare le informazioni dettagliate a riguardo che, ad oggi, latitano. Tutto questo crea preoccupazione, non vorrei che stia mancando chiarezza grazie all’imminenza della tornata elettorale per le amministrative del 5 giugno. Nel frattempo sulla stampa nazionale si legge che sulla reale destinazione delle ecoballe verrà mantenuto il massimo riserbo per evitare mobilitazioni popolari. Come al solito si rinuncia alla trasparenza, ma in nome di cosa?
Dovranno chiarire il tragitto che le ecoballe faranno per giungere in Portogallo e da quale porto salperanno le navi. In più dovranno spiegarci in base a quale accordo transnazionale verranno trasferite all’estero, visto che dalla Romania (che riceverà altre ecoballe campane) sostengono che nessuna informativa sia arrivata sul tavolo del loro governo in più, l’introduzione in Romania di rifiuti di qualsiasi genere al fine di eliminarli, è proibito dalla legge. Ci spieghino anche in base a quale accordo infraregionale avverrebbe il trasferimento dalla Campania alla Calabria. Soprattutto dovranno chiarire ai cittadini in che modo avverrà lo smaltimento di tutte le ecoballe.
È assurdo che la Ecosistem la butti in caciara evitando di rispondere alle domande lecite che i cittadini di Lamezia Terme e della Calabria si stanno ponendo in questo momento. Invito nuovamente l'assessore all'ambiente Rizzo a svegliarsi su questa vicenda altrimenti è meglio che si dimetta.