03/03/16

#STOPGLIFOSATO: il nostro appello in Europa



Al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina
Al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin
Al ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti

Chiediamo all'Unione Europea di essere coerente con i suoi stessi principi e di non infrangere gli impegni appena presi con il Mediatore Europeo.
L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha definito il Glifosato "probabilmente cancerogeno"; l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha dichiarato che non lo é, sulla base di studi che non sono stati pubblicati e che non possono essere oggetto di esame da parte della comunità scientifica internazionale perché protetti dalla UE come "segreti commerciali". E' come se ci venisse chiesto di affidare la nostra salute ad una sorta di ipse dixit medievale.
Tuttavia secondo la stessa EFSA mancano i dati necessari per escludere - fra l'altro - che il Glifosato sia un interferente endocrino.
Il Mediatore Europeo, su richiesta di Pesticide Action Network Europe, ha appena finito di analizzare le modalità con cui la Commissione Europea approva i prodotti fitosanitari: in particolare, la prassi di approvarli anche quando mancano i dati necessari per affermare che essi sono sicuri e di chiedere contemporaneamente alle aziende produttrici di fornire questi stessi dati.
Ha chiuso il caso il 18 febbraio scorso, mettendo nero su bianco di non ritenere convincenti le affermazioni della Commissione Europea secondo le quali finora i dati mancanti non riguardavano mai questioni importanti. Ha ottenuto dalla Commissione Europea l'assicurazione che la Commissione stessa, d'ora in poi, si atterrà rigidamente ai criteri già stabiliti dalla normativa vigente ed approverà i prodotti fitosanitari solo alla luce del principio di precauzione e solo se i dati mancanti riguardano aspetti marginali, sono di natura confirmatoria e non esiste il rischio che le conclusioni relative alla sicurezza di un prodotto possano risultare indebolite.
L'assenza dei dati necessari per escludere che il Glifosato si comporti da interferente endocrino è ammessa anche dal commissario Vytenis Andriukaitis nella sua recentissima risposta alla lettera con la quale una sessantina di eurodeputati (fra i quali l'intera delegazione del M5S) ha espresso preoccupazione a proposito della procedura in corso per ri-autorizzare il Glifosato. Egli ha prospettato la possibilità che la UE ri-autorizzi il Glifosato chiedendo contemporaneamente "dati confirmatori" a proposito della mancanza di effetti come interferente endocrino.
Non é possibile fornire "dati confirmatori" di questo tipo, poiché la UE non ha ancora neanche definito i criteri per identificare gli interferenti endocrini. I dati mancanti relativi alla sicurezza del Glifosato non riguardano aspetti marginali. La loro assenza indebolisce in modo marcato qualsiasi affermazione relativa alla sicurezza del Glifosato ed é incompatibile con il principio di precauzione cui l'UE affida la gestione del rischio relativo alla salute umana e all'ambiente.
Per questo chiediamo ai rappresentanti dell'Italia di opporsi in ogni modo alla riapprovazione del Glifosato, anche alla luce mozione del M5S approvata alla Camera che ha impegnato il Governo a bandire questo fitofarmaco dall'agricoltura italiana e in considerazione del fatto che quattro gruppi politici del Parlamento Europeo (S&D, GUE, Verdi, EFDD/M5S) hanno chiesto il rigetto della nuova autorizzazione al Glifosato inviando mercoledì una lettera al commissario Vytenis Andriukaitis con l'invito a rimandare il voto.

Dario Tamburrano, Isabella Adinolfi, Marco Affronte, Laura Agea, Daniela Aiuto, Tiziana
Beghin, David Borrelli, Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Rosa D'Amato, Eleonora
Evi, Laura Ferrara, Giulia Moi, Piernicola Pedicini, Marco Valli, Marco Zanni, Marco Zullo
(Parlamento Europeo)

Elena Fattori, Carlo Martelli (Senato della Repubblica)

Silvia Benedetti, Massimiliano Bernini, Mirko Busto, Laura Castelli, Paolo Parentela, Alberto
Zolezzi (Camera dei Deputati)

Bruxelles e Roma, 3 marzo 2016




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