31/03/16

Il depuratore consortile Coda di Volpe

Bisogna utilizzare i fondi Cipe per le emergenze idriche al fine di agevolare le necessarie bonifiche e scongiurare così effetti sulla popolazione derivati dall'attuale situazione di sostanziale compromissione delle acque di falda. È quanto ho chiesto in un’interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri dell’ambiente, della Salute e dei Trasporti.
Con il progetto “Punto Zero Acqua” del M5S, abbiamo fatto analizzare campioni di acqua fluviale, marina e di falda in punti ritenuti critici in Calabria. Dalle analisi condotte sul Fiume Crati, a valle del depuratore consortile di Rende (CS), è emersa la presenza di un valore 10 volte maggiore del consentito di antiparassitari e di altri agenti inquinanti utilizzati soprattutto in agricoltura. Questo palesa il fallimento del progetto finanziato dal Cipe nel 2013, volto alla costruzione, affidata al Consorzio Valle Crati, di un depuratore consortile a cui si sarebbero dovuti allacciare 26 comuni della provincia di Cosenza.
Nella realizzazione del progetto del depuratore consortile, era stato specificato dal Consorzio di Bonifica che non sarebbe aumentato il costo del servizio idrico, cosa che non è puntualmente avvenuta. In più ad oggi risulta che il Comune di Montalto Uffugo scarica i suoi reflui direttamente nel Crati, a causa di un malfunzionamento delle condutture che avrebbero dovuto allacciarlo al depuratore. Una situazione catastrofica, che rischia di compromettere la salute ambientale dell’intera Valle del Crati.
Ora è necessario che il governo avvii i necessari controlli per verificare l’effettivo funzionamento del depuratore consortile della Valle del Crati, in modo da scongiurare lo sversamento nel fiume di liquami non depurati o inquinanti.
Il portavoce al Comune di Rende, Domenico Miceli, è preoccupato per i ritardi che sta subendo il maxi bando per il raddoppio della linea di depurazione consortile: "non vorremmo aver perso i fondi Cipe destinati allo scopo e contemporaneamente vorremo avere indicazioni chiare e precise sulla gestione del Consorzio Vallecrati che da più di un anno si è trasformata in azienda speciale. Infine ribadiamo la necessità di una gestione tecnica del Consorzio-Azienda, che possa finalmente far funzionare al meglio questo prezioso strumento che fino ad ora è stato solo ed esclusivamente campo di battaglia dei partiti.

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