27/11/15

Fermiamo il "#RENZIFOSSILE" nel Canale di Sicilia!

Abbiamo interrogato il Governo in merito alla collaborazione tra Marina Militare e MISE per la sicurezza offshore.
Renzi utilizza le forze armate nel canale di Sicilia per le attività di mappatura connesse alle ‪trivellazioni‬ peraltro con metodi che nuocciono all'ecosistema marino, ai cetacei e nulla fa per individuare le possibili navi a perdere affondate a largo dei nostri mari.
Le sopracitate attività ad opera della Marina Militare sono state svolte in 7.153,73 Kmq di aeree di concessione, permessi ed istanze di ricerca nel Canale di Sicilia. A queste si aggiungono poi le due richieste di prospezione per circa 6mila kmq della Schlumberger Italia, la più grande società di servizi petroliferi al mondo.
Un doppio colpo alla salute dei nostri mari che per volontà del governo Renzi non dovranno soltanto subire le pericolose trivellazioni, ma anche i danni causati dai sonar il cui utilizzo è direttamente correlato ad episodi di spiaggiamento dei cetacei.
Renzi, invece di favorire le multinazionali del petrolio dovrebbe privilegiare la ricerca a difesa dell'ecosistema marino e scovare possibili rifiuti molto pericolosi inabissati a largo delle nostre coste.
Come al solito il ‎PD‬ fa il contrario di ciò che dovrebbe e nel frattempo lo stesso governo "FOSSILE" si prepara ad andare a ‎Parigi‬ per la ‎COP21‬ per decidere come contrastare i cambiamenti climatici. Sembra una barzelletta, purtroppo si tratta di realtà! Dobbiamo fermare tutto questo, preparimoci per il ‪referendum‬ contro le trivellazioni previsto per la prossima primavera!

26/11/15

Sequestro area ex legnochimica a Rende (CS): basta ritardi e inadempienze!

La Procura di Cosenza ritorna sul luogo del delitto. Il nuovo provvedimento giudiziario, con il sequestro dell'area ex Legnochimica e l'inserimento nel registro degli indagati dell'attuale liquidatore per omessa bonifica, è un segnale non trascurabile che qualcosa con la nuova legge sugli Ecoreati finalmente si muove.
"Non possiamo certo mettere la parola fine a questa storia - dice il portavoce M5S al Consiglio comunale di Rende, Domenico Miceli -. Questo nuovo capitolo giudiziario, di cui aspettiamo di conoscere l'esito, potrebbe rappresentare anche un prolungamento dei tempi e speriamo che ciò non accada, laddove siamo già fuori tempo massimo per la bonifica dell'area che a quanto pare risulta essere inquinata. Come Movimento 5 Stelle ci siamo fatti promotori a marzo dello scorso anno di un Consiglio Comunale ad hoc per riaccendere i riflettori su questa incresciosa vicenda e continueremo a vigilare affinché sia tutelata la salute dei cittadini e ristabilita la corretta natura dei luoghi. Nei prossimi giorni formalizzerò la mia richiesta alla Giunta comunale di Rende di emanare al più presto una delibera così da ottenere tutta la documentazione su cui si fonda il sequestro".
"Mentre aspettiamo ancora una risposta politica sul caso ex Legnochimica - dice il portavoce M5S alla Camera dei Deputati, Paolo Parentela - con due interrogazioni depositate rimaste senza risposta dal Governo nazionale, non possiamo non prendere atto della forza dirompente che dimostra di avere la nuova legge sugli Ecoreati nel contrasto dei crimini ambientali. Ora l'assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Rizzo, deve prendere una posizione chiara sul caso in questione e anche su tutte le altre omesse bonifiche che sono di sua esclusiva responsabilità".
"<<Chi inquina paga>> è un principio cristallizato nel diritto dell'Unione europea - dice l'eurodeputata M5S, Laura Ferrara -. Dobbiamo agire subito, soprattutto in Calabria, per affermare questo principio a tutti i livelli. Come Movimento 5 Stelle continueremo ad usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per far rispettare la normativa europea in materia e presenteremo una seconda interrogazione presso la Commissione europea.

Domenico Miceli – portavoce M5S al Comune di Rende
Paolo Parentela – portavoce M5S alla Camera de Deputati
Laura Ferrara – portavoce M5S al Parlamento Europeo

20/11/15

Le anomalie dell'ATERP in Calabria


È una forzatura la nomina del commissario dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica (Aterp) della Calabria, poiché mancante del necessario accorpamento delle singole aziende provinciali. Oltretutto, il posto è stato dato all'attuale dg dei Lavori pubblici, Domenico Pallaria, sul cui incarico dirigenziale di vertice pende una nostra segnalazione d'inconferibilità all'Autorità nazionale anticorruzione e per il quale la Regione Calabria deve ancora chiarirne il transito nei ruoli regionali. Se ciò non bastasse, Pallaria ha una sfilza di incarichi pubblici, anche in conflitto tra di loro. Su questa vicenda ho scritto una nota al governatore Mario Oliverio.
Tutti gli atti sottoscritti dall’attuale commissario dell’Aterp sono di fatto nulli, in quanto nella regione non esiste l'Aterp centrale, essendo rimasta l'originaria suddivisione per province. In campagna elettorale Oliverio raccontò di un sistema di scatole cinesi, causa di sprechi enormi, clientele e illegalità. Dopo annunciò un profondo cambiamento della gestione, rimasto lettera morta. Oliverio ricordi di essere il capo della Regione Calabria e faccia fatti, prima della sua pensione. In primo luogo revochi il commissario, riorganizzi la struttura dell'Aterp e ne assegni le responsabilità. Basta con il commissariamento di ogni ambito pubblico calabrese. Il sistema gestionale dell’Aterp ha portato a un immobilismo vergognoso, che supera i pantani all'italiana raccontati da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, molto attenti soprattutto alla Calabria. Oliverio rimedi subito!

13/11/15

Le trivelle di Renzi bypassano Oliverio



Il Governatore della Regione Calabria Mario Oliverio, proponga un ricorso al Tar del Lazio contro i decreti VIA del 13 ottobre scorso, che hanno concesso l’inizio delle attività di ricerca di idrocarburi che porteranno alle trivellazioni nel mar Ionio. Oltre ad aver depositato una nuova interrogazione parlamentare nel tentativo di bloccare le trivelle nel mar Ionio, ho scritto al Governatore Oliverio. Il Pd nazionale, dando il via alle trivellazioni, non ha minimamente preso in considerazione la decisione dei dieci consigli regionali (tra cui la Calabria) che hanno espresso contrarietà alla ricerca di idrocarburi nei loro mari.
Oliverio ed il PD calabrese dimostrino di non volersi far mettere i piedi in testa dall’allegra combriccola capeggiata da Renzi. Il governo con questo gesto ha dimostrato indifferenza politica nei confronti delle Regioni che si sono opposte alle trivellazioni. Se il Governatore Oliverio fosse politicamente rilevante, si affretterebbe ad imitare l’esperienza dell’Abruzzo, che con una legge regionale ha di fatto impedito che le multinazionali del petrolio possano trivellare a largo delle proprie coste.
Il governo Renzi ed il PD, dimostrano sempre più l’assenza di qualsiasi visione di prospettiva per il nostro Paese. Le fonti di energia fossili sono il passato e l’Italia dovrebbe investire nelle fonti di energia rinnovabili. Oliverio non è da meno, perché la Calabria potrebbe essere l’Arabia Saudita del nuovo millennio, ma lui preferisce inchinarsi al volere del potere delle lobbies del petrolio.

11/11/15

Locride: mitigare i danni al comparto agricolo colpito dagli eventi alluvionali

Il governo ‪Renzi‬ adotti misure d’urgenza per mitigare i danni al comparto agricolo nelle zone della ‪Calabria‬ colpite dagli eventi alluvionali di ognissanti. E' quanto ho scritto nell'interrogazione parlamentare depositata proprio oggi. Nelle zone colpite dall’alluvione della locride di pochi giorni fa ci sono diverse realtà di produzione agricola che, secondo una prima stima, hanno subito danni per circa 27 milioni di euro. Il governo deve immediatamente interessarsi alle loro sorti, anche per impedire una ricaduta in termini di produzione ed occupazione.
Il ‪‎M5S‬ si è già mosso presentando emendamenti alla legge di stabilità che servano ad aiutare i territori colpiti dai tragici eventi. La ricostruzione del territorio non passa esclusivamente attraverso la propaganda renziana sulla ricostruzione del tratto di ferrovia crollato, ma soprattutto attraverso un fattivo aiuto ai cittadini colpiti. Il ‪PD‬ calabrese non è evidentemente in grado di farsi portavoce delle esigenze delle popolazioni colpite e dunque dobbiamo farlo noi dall’opposizione.
Le zone dell’alluvione sono ricche di produzioni agricole d’eccellenza. Il giusto riconoscimento dei danni è una spinta necessaria per permettere agli agricoltori di ripartire. Il governo non creda che passata l’onda mediatica il M5S possa mai dimenticare quanto è avvenuto.

05/11/15

Fiumi di parole...e di percolato!

Con Federica Dieni abbiamo depositato una nuova interrogazione parlamentare sulla discarica di ‪Casignana‬ (RC) a seguito delle notizie apparse sulla stampa secondo cui il maltempo dei giorni scorsi avrebbe causato un vero e proprio disastro ambientale dovuto allo sversamento del percolato contenuto nelle vasche.
Si tratta di un disastro preannunciato e per cui avevamo già allertato il Ministro dell’‪Ambiente‬ con la mia prima interrogazione parlamentare depositata ad aprile 2015, ancora senza risposta. A quanto pare oggi sarebbe impossibile mettere in sicurezza l’area, anche a causa dell’assenza di fondi.
È necessario un intervento rapido che contenga il disastro. Il rischio è che il territorio rimanga irrimediabilmente compromesso, anche per attenuare i rischi della salute dei cittadini connessi allo sversamento di percolato nelle falde acquifere e dunque sui terreni agricoli e nell’acqua del mare.
Dopo aver gestito l’emergenza bisogna che il governo si impegni per individuare i responsabili di questa vera e propria tragedia. Spero anche che il governatore ‪Oliverio‬ abbia sentito la notizia e che si renda conto dei danni incalcolabili a cui possono portare le recenti scelte in tema di gestione dei rifiuti.

LEGGI ANCHE:
Scongiurare il pericolo ambientale della Discarica di Casignana (RC)

Ecco le foto scattate durante la mia visita ispettiva sul luogo della discarica giorno 9 novembre 2015


02/11/15

Calabria dissestata, la storia continua...

Renzi assicurava interventi annunciando nove miliardi in sette anni, mille cantieri all'anno. Ma non ce n'è alcuna traccia.
L'informazione arriva dal governo stesso, che ha risposto ad un'interpellanza ‎M5S‬: i mille cantieri l'anno non sono mai stati avviati. Dei cantieri esistenti, molti sono ancora in progettazione, in fase di approvazione, lavori appena affidati, cantieri avviati ma non conclusi, insomma siamo ancora fermi ad antichi progetti senza il minimo passo avanti.
Le opere finanziate sono solo 33 e tutte al centro-nord, oppure che l'unico intervento previsto in Abruzzo è stato bypassato in favore di 4 piloni per un elettrodotto in una piana alluvionale. Dormono sonni tranquilli, gli italiani, vedendo la Liguria ancora regolarmente sepolta dal fango mentre grazie al governatore Toti incombono nuove faraoniche colate di cemento; sono sereni e contenti in Campania, sapendo che per loro non è previsto alcun progetto malgrado vengano travolti dall'acqua ogni tre per due, e vivono rilassati in Sicilia, fermi a zero progetti anche loro: frana l'acquedotto e a Messina restano senz'acqua per giorni. In ‪‎Calabria‬ dopo l'episodio di Rossano, torna l'incubo del dissesto soprattutto nel territorio reggino ionico e nel vibonese. L 'acqua come vedete in foto ha spazzato via la statale e la ferrovia.
Nella legge di stabilità non esistono altri investimenti per la protezione del territorio, e non sarà investito un soldo. Solo di questo gli italiani possono essere sicuri...

01/11/15

Solidarietà ‬all’agriturismo biologico ‘A Lanterna’ di Monasterace

Piena solidarietà ‬all’agriturismo biologico ‘A Lanterna’ di Monasterace (RC), socio della cooperativa ‎Goel‬, che ha subito l'ennesimo attentato. È la settima intimidazione in sette anni, l’ultimo nella notte tra venerdì e sabato scorso. Le realtà imprenditoriali che scommettono nello sviluppo sostenibile creando valore sociale ed economico nel territorio dovrebbero essere premiate e tutelate dallo Stato. Le dimostrazioni di solidarietà non bastano. Servono atti concreti che possano dimostrare la presenza dello Stato anche in Calabria.
I calabresi onesti  che ogni giorno lottano contro lo strapotere della ‘ndrangheta si sentono soli. Non si può abbandonare la Calabria, lasciandola preda delle cosche malavitose senza premiare chi lavora duramente per rilanciare le sorti di una regione che ha voglia di sconfiggere la criminalità organizzata.
È necessario che le istituzioni prendano le distanze dalla ‘ndrangheta con ogni gesto possibile. Soprattutto mandando via i politici anche soltanto indagati per voto di scambio o in odore di ‘ndrangheta. Il riscatto della Calabria passa anche attraverso una trasparente onestà di chi la governa.