31/03/15

Ho interrogato il governo Renzi sui dati inaccettabili che riguardano il servizio idrico integrato nel sud Italia

Il Governo si interessi seriamente al servizio idrico integrato, con particolare riferimento al costo medio del servizio, depurazione e qualità delle acque in Calabria ed in tutto il sud Italia.
E' quanto ho scritto in un'interrogazione al Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed al Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Il costo medio per il servizio idrico integrato, in Calabria va dai 473 euro di Reggio Calabria ai 171 euro di Cosenza, con una media di 282 euro su base regionale. Il costo, però non corrisponde ad un servizio efficiente e che soddisfa i cittadini.
I cittadini calabresi non si fidano dell'acqua che sgorga dal loro rubinetto e quasi il 50% non sfrutta l'acqua delle proprie abitazioni per scopi alimentari. Questo innesca un circolo vizioso, che porta i calabresi ad acquistare l'acqua minerale al supermercato, con il conseguente aumento esponenziale di rifiuti, in particolar modo bottiglie di plastica, il cui costo (non solo economico) si abbatte sulla collettività.
Un altro dato preoccupante è quello relativo alla dispersione di acqua immessa in circolo, che in Calabria sfiora il 60%, con un aumento di 11 punti percentuali rispetto al 2007. Secondo i dati recentemente pubblicati da Cittadinanzattiva, la provincia di Cosenza, con il 77% di dispersione è la provincia calabrese più sprecona, mentre Reggio Calabria è la più efficiente, con solo il 38% di acqua sprecata. Aldilà delle percentuali, il dato sconfortante è lo spreco di un bene essenziale come l'acqua potabile.
Il ciclo si chiude con la depurazione delle acque reflue, in Calabria ben 130 impianti di depurazione sono sotto procedura d'infrazione da parte dell'Unione Europea. Tutti dati inaccettabili, che i cittadini continuano a pagare caro sulla propria pelle ed anche attraverso le proprie tasche. Il Governo non può restare indifferente ancora a lungo.

Quote latte: pensare al futuro e regolarizzare il settore

È inutile rimuginare ancora sul passato, il settore del latte italiano deve essere riorganizzato e presto, per evitare tra trent’anni di assistere ad una situazione peggiore di quella attuale. Questo è quanto pensiano noi M5S della Commissione Agricoltura commentando la manifestazione che Coldiretti ha indetto nell’ultimo giorno di validità delle quote latte nel nostro Paese.

La Corte Europea scrive che  "l’Italia dovrà riscuotere le multe da chi le deve e pagare". Su questo noi non possiamo fare nulla, perche il non agire ricadrebbe su tutti i cittadini. La nostra posizione è quella di procedere ad una razionale regolarizzazione del settore, poiché non è possibile che 30mila allevatori, numeri della Commissione, debbano pagare per le scorrettezze di soli 1500. Continuiamo a trovare inutile se non dannosa considerato il tempo che sottrarrà all’azione, una nuova commissione di inchiesta sul regime delle quote, nata unicamente come spot per la campagna elettorale del PD, anche perché, dal 1997 ad oggi, sono state molte le commissioni nate per analizzare questa delicata questione e soprattutto la scellerata gestione italiana di quello che, se se ne fossero colte le potenzialità, sarebbe stato uno strumento utile e prezioso, poiché fondamentale per calmierare il prezzo dei prodotti. Esistono migliaia di pagine con dati, numeri e informazioni che è necessario conoscere per gestire l’immediato e poi andare avanti, se il Ministro vuole, possiamo fargliene avere delle copie.

La nostra idea, che si sta traducendo in una serie di impegni al Governo, è quella di iniziare attraverso un corretto sistema di etichettatura che indichi l’origine dei prodotti, la sede di stabilimento di produzione e confezionamento e, ove possibile il luogo di mungitura, ma anche i costi dei passaggi produttivi, e al contempo promuovere l’interprofessione nel settore lattiero-caseario, senza dimenticare l’effettiva e corretta applicazione dell’articolo 62 della legge n.27 del 2012 relativo ai contratti dei prodotti agricoli ed alimentari. Ci aspettiamo che il Ministro, che fino ad oggi pensa solo ad Expo, che ha ridotto il gasolio agevolato agli agricoltori, che ha avvallato l'Imu sui terreni agricoli e che non dice nulla sulla soppressione del Corpo forestale dello Stato, si ricordi di essere il Ministro dell'agricoltura.

26/03/15

#CALABRIADISSESTATA "Il suolo e il dissesto idrogeologico"

"Calabria Dissestata, il suolo ed il dissesto idrogeologico” è il titolo del convegno organizzato dal MoVimento Cinque Stelle per venerdì 27 marzo alle ore 18 presso il centro sportivo polivalente di Maierato (VV).
Abbiamo scelto Maierato perché teatro di una terribile frana nel febbraio di cinque anni fa e quindi luogo perfetto per affrontare il tema del dissesto idrogeologico. Insieme a me e Dalila Nesci, interverranno nel convegno i parlamentari M5S Nicola Morra e Massimo De Rosa, ma anche il geologo esperto in dissesto idrogeologico Mario Pileggi.
Approfondiremo il tema del dissesto idrogeologico identificandone le cause e suggerendo soluzioni all'emergenza nel breve periodo e nel medio-lungo termine. Proposte già depositate in Parlamento e consegnate nelle prefetture di tutta Italia, ma che ad oggi risultano ignorate.
Le emergenze causate da alluvioni e frane, costano al nostro paese molte vittime ogni anno, ma anche uno sperpero di risorse che vengono spese solo per rattoppare e mai per prevenirne le cause. Anche gli enti locali, legate dal patto di stabilità, non possono investire risorse per impedire i disastri con cui facciamo i conti in ogni stagione invernale.
Un paese come l'Italia non può avere paura di una pioggia torrenziale. Ci siamo drammaticamente abituati a fare i conti delle vittime e dei danni ad ogni pertubazione metereologica. Le cause sono da rintracciare nella cementificazione selvaggia e nello stupro delle risorse naturali, le soluzioni le abbiamo sotto il naso. Basta applicarle!
Appuntamento a domani a Maierato alle ore 18! Non potete mancare! ‪#‎Passateparola‬!

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24/03/15

Discarica a Scala Coeli: un atto dovuto sospendere i conferimenti

La sospensione del conferimento di rifiuti nella discarica di Scala Coeli (CS) disposto dal Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria è un atto dovuto, che finalmente da ragione ai comitati ed alle associazioni che si sono strenuamente battute contro l'apertura di questa discarica. Il Presidente della Regione deve prendere atto del fatto che i cittadini vogliono una seria inversione di tendenza sulla gestione dei rifiuti in Calabria e che l'entrata in funzione di nuove discariche non è più accettabile.
Oliverio approfitti di questa storia per iniziare ad adottare misure concrete che portino verso la strategia 'rifiuti zero'. Sono i cittadini ed il territorio a chiedergli di rimanere coerente con quanto dichiarato in campagna elettorale.
Quanto avvenuto a Scala Coeli è l'ennesima prova che quando sono i cittadini a muoversi, la politica non può e non deve rimanere indifferente. Spero che questi esempi risveglino i calabresi, ormai da decenni abituati a sottostare alle logiche di una politica disastrosa.

Leggi anche:
Ho scritto ad Oliverio: bisogna impedire l'apertura della discarica a Scala Coeli
Si eviti l'apertura della discarica di Scala Coeli!

No alla centrale idroelettrica di Platania!

Il Governo e le istituzioni locali devono impegnarsi a fermare lo scempio in atto nel massiccio del Monte Reventino, minacciato dalla costruzione di una centrale idroelettrica dell’alta valle del Torrente Piazza, compresa tra la Cascata della Tiglia e l’abitato storico di Panetti, frazione del Comune di Platania (CZ) da parte della società Idroelettrica Piazza srl.
La Becquerel Electric s.r.l. è la responsabile della progettazione, mentre la società proponente risulta essere la “Idroelettrica Piazza srl”. A tal proposito ho presentato un'interrogazione al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. La costruzione della centrale rischia di compromettere la stabilità di un territorio già interessato da movimenti franosi frequenti e da alluvioni disastrose. La Calabria produce molta più energia di quella che consuma ed i danni provocati dalla costruzione della centrale sono di molto superiori ai benefici che potrebbe trarne l'economia del territorio, vocato al turismo ed all'agricoltura. Sul massiccio del Reventino è già stata autorizzata la costruzione di sette parchi eolici, che andrebbero a compromettere definitivamente le bellezze paesaggistiche e lo stato naturale di una delle zone più belle della Calabria e su cui ho già presentato un altro atto di sindacato ispettivo.
Apprezzo il lavoro degli attivisti del Meetup di Lamezia Terme, che hanno lavorato con attenzione alla vicenda, aiutandomi a portarla all'interesse del Governo.

Paolo Parentela e gli attivisti del Meetup di Lamezia Terme

23/03/15

Dissesto idrogeologico e nuova Questura di Crotone: le proposte del M5S al prefetto De Vivo

Sono molto soddisfatto dell'incontro con il Prefetto di Crotone Vincenzo De Vivo, con cui ho avuto modo di approfondire i temi caldi della Città e della Provincia di Crotone. Stamattina presso la prefettura di Crotone, ho potuto consegnare al Prefetto il pacchetto di proposte del M5S sul dissesto idrogeologico, dove suggeriamo provvedimenti per mitigare l'emergenza e prevenirne di nuove nel medio e nel lungo periodo. Abbiamo anche affrontato l'annoso problema della Questura di Crotone, che aspetta da anni di essere trasferita in una sede più consona agli importanti compiti da svolgere. Ho apprezzato l'impegno concreto del Prefetto, che siamo certi porterà ad una rapida risoluzione della vicenda.
Il MoVimento Cinque Stelle è sempre disposto a collaborare con il fine di raggiungere il bene comune. Dal breve incontro di stamane, ho potuto appurare il serio interesse del Prefetto di Crotone per raggiungere i medesimi obiettivi.

21/03/15

Ho scritto ad Oliverio: bisogna impedire l'apertura della discarica a Scala Coeli

Ho deciso di scrivere nuovamente una lettera al Governatore della Regione Calabria Mario Oliverio pregandolo di prendere una ferma posizione e fare quanto in suo potere al fine di impedire l'apertura della discarica a Scala Coeli (CS).
L'autorizzazione alla discarica è in palese contrasto con la sentenza del Consiglio di Stato 1065/2014, che stabilisce il divieto di aprire discariche di rifiuti non derivanti da produzioni agricole in zone laddove insistono coltivazioni di qualità. Nei terreni limitrofi alla nuova di scarica, insistono zone di coltivazione con marchio DOP e non si capisce come la Regione Calabria possa agire in contrasto con le norme europee. A mio parere è fondamentale salvaguardare i territori in cui si realizzano produzioni a DOP ed IGP, ma soprattutto bisogna scongiurare il verificarsi di casi in cui delle attività potenzialmente inquinanti possano arrecare danno, invece che portare sviluppo al tessuto socioeconomico.
Appena insediato, il Governatore ha parlato di 'rivoluzione sui rifiuti' ed ha promesso di portare avanti la strategia 'rifiuti zero', che permetterebbe nella nostra regione una vera occasione di sviluppo ed una notevole opportunità dal punto di vista occupazionale. Questa, allora, è un'occasione da non perdere per puntare ad un modello di sviluppo sostenibile e maggiormente ragionato, programmato e pianificato. Quanto sta per accadere a Scala Coeli, è tra le cose più distanti che possano esistere da un sistema rifiuti zero e i calabresi non possono nuovamente assistere alla distruzione del territorio.

Per approfondire
Ecco le interrogazioni parlamentari del MoVimento 5 Stelle sulla discarica di Scala Coeli:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08335 del 10/03/2015 (Parentela)
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00868 del 13/06/2013 (De Rosa e altri)

19/03/15

Vogliamo i risultati delle analisi relativi alla presenza di ‪‎rifiuti‬ tossici in ‪‎Calabria‬!

Qualche mese fa i cittadini di mezza Calabria, videro sorvolare sui propri cieli uno strano elicottero che, a quota bassa teneva uno strano strumento rosso appeso a un filo. Molti lo ignorarono, molti altri si domandarono cosa fosse. Era l'elicottero AS350 B3, che scandagliava i cieli allo scopo di accertare la presenza di rifiuti tossici e radioattivi illecitamente interrati nel territorio calabrese, con maggiore attenzione alle zone delle serre e dell'aspromonte dove, secondo quanto riportato nei documenti recentemente desecretati sul traffico illecito di rifiuti, sarebbero stati nascosti dalla criminalità organizzata tonnellate di rifiuti molto pericolosi. Appare evidente come la presenza di rifiuti tossici e radioattivi e l'aumento esponenziale di patologie tumorali in Calabria sia strettamente collegato. I giochi della 'ndrangheta hanno distrutto una regione intera, condannando i calabresi ad una morte lenta e dolorosa e tutto questo non è più tollerabile. Il Governo è già in netto ritardo nel tentare di restituire ai cittadini fette importanti del territorio letteralmente devastate dalla presenza di rifiuti pericolosi, per questo motivo non c'è più tempo da perdere in chiacchiere. È giunta l'ora delle azioni concrete. A tal proposito, ho presentato il 5 febbraio scorso un'interrogazione, la 4-07737, che ad oggi non ha ricevuto risposta. Nell'interrogazione chiedevo al Governo l'opportunità di agire prontamente programmando la bonifica dei luoghi e ricordavo la necessità dell'istituzione di un registro tumori ed un registro epidemiologico sul territorio calabrese.
I risultati relativi alle all'indagine condotta dall'elicottero sarebbero dovuti essere resi pubblici entro la fine del mese di febbraio ed allo stato attuale sono in ritardo quasi già di un mese. Nel frattempo la terra continua ad essere inquinata e la gente continua ad ammalarsi ed a morire. La prego, Presidente, di sollecitare il Governo ad una pronta risposta. Non è Paolo Parentela ad attenderla, ma tutti i cittadini calabresi.

13/03/15

Commissario sanità Calabria, M5S: "Nomine del governo confermano affarismo Pd-Ncd"

La montagna ha partorito il topolino.
La nomina a commissario alla ‪sanità‬ calabrese di Massimo Scura e a subcommissario di Andrea Urbani dimostra le logiche spartitorie del governo ‪Renzi‬.
Gli appetiti ed equilibri di potere hanno avuto la meglio sull'interesse pubblico, per cui la Calabria resta terra di conquista, affarismo politico e collocamento di amici e compari.
Eppure avevamo denunciato alla Procura di Catanzaro il presunto assenteismo di Urbani, tecnico fidato della Lorenzin. Chiedendone la rimozione, poi, avevamo anche evidenziato i suoi conflitti d'interesse, in quanto revisore Agenas. Queste nomine del governo confermano la distanza di Renzi dal governatore regionale, Mario Oliverio. Le mosse del Consiglio dei Ministri per il commissario alla sanità calabrese ci fanno pensare che il Pd nazionale resterà incollato a Ncd. I due partiti gestiranno in tandem la Calabria, scavalcando Oliverio, messo all'angolo.
I fatti dicono che Renzi e i suoi dovevano soltanto tenere in pugno la sanità regionale. Ora il MoVimento 5 Stelle proseguirà con più decisione e coraggio la battaglia per il diritto alla salute dei calabresi.
Dalila Nesci, Federica Dieni, Nicola Morra e Paolo Parentela

12/03/15

Quel crollo sul Viadotto "Italia" che sta dividendo il paese

Il Governo si adoperi per garantire in tempi brevi la percorribilità del tratto di A3 interrotto a seguito del grave incidente del 2 marzo sul 'viadotto Italia' anche per scongiurare ulteriori danni all'economia di Calabria e Sicilia. A tal proposito ho depositato un'interrogazione ai Ministri dell’Ambiente, delle Infrastrutture, del Lavoro e dello Sviluppo economico. I mezzi pesanti che transitano sull'A3 provenienti dalla Sicilia, nell'80% dei casi trasportano frutta e verdura da vendere sui mercati del centro e del nord Italia, che hanno bisogno di tempi brevi per giungere a destinazione. Il blocco tra Laino Borgo e Mormanno, oltre a gravi disagi alla viabilità, sta provocando seri danni alle economie di Calabria e Sicilia già funestate dalla crisi.
La magistratura accerterà eventuali responsabilità per il disastro, ma il Governo ha il compito di verificare se siano state effettivamente rispettate le norme che tutelano la sicurezza dei lavoratori sul tratto di autostrada incriminato e sugli altri cantieri autostradali, anche al fine di prevenire nuovi incidenti. L'assenza di infrastrutture adeguate, ha già tagliato in due l'Italia da un pezzo ed il disastro di questi giorni ha fatto il resto. Il Governo deve intervenire con prontezza ed efficacia per accelerare i tempi ed evitare che il tratto rimanga chiuso per un periodo di tempo troppo lungo e contemporaneamente garantire l'incolumità dei lavoratori e di chi percorre l'autostrada.

10/03/15

Vertenza Infocontact: "Il Governo tuteli i lavoratori per scongiurare catastrofe sociale"

Ho chiesto con una seconda interrogazione sulla vicenda al Ministro del Lavoro Poletti e al Ministro dello sviluppo economico di tutelare i lavoratori coinvolti nella vertenza Infocontact.
Con i miei colleghi Dalila Nesci, Federica Dieni e Nicola Morra parteciperò al sit-in organizzato dai lavoratori domani 11 marzo dalle ore 11 a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per sollecitare l'interessamento concreto del Governo, che deve dare risposte ai quei lavoratori che rischiano il posto o il dimezzamento delle ore lavorative a causa di una crisi aziendale che non dipende da loro.
I dipendenti delle sedi periferiche di Infocontact rischiano di dover accettare condizioni lavorative che non consentirebbero loro neanche di coprire le spese di viaggio per raggiungere il posto di lavoro. Tutto ciò è intollerabile.
I dipendenti di infocontact non chiedono ammortizzatori sociali, chiedono lavoro. Il governo ha l'obbligo di intervenire per scongiurare quella che potrebbe tramutarsi in una vera e propria catastrofe sociale, specie in Calabria, dove è fortissima la crisi occupazionale.

08/03/15

Vengano puniti i responsabili dell'incendio al Parco archeologico dei Tauriani

Ci auguriamo che siano individuati e puniti al più presto i responsabili dell’incendio doloso che ha danneggiato il parco archeologico dei Tauriani, a Palmi (Rc).
L’interesse per i ritrovamenti storici nel parco stava portando alla necessità di espropriare terreni adiacenti. La politica locale ha purtroppo ignorato il caso, che appare come un segnale a chi sta cercando di riportare alla luce i reperti del parco. Lo Stato sia presente e aumenti la vigilanza nelle aree archeologiche.

05/03/15

M5S su Capo Colonna: "porteremo le proposte dei crotonesi al Ministero"

Oggi hanno risposto anche alla nostra interrogazione in commissione cultura alla Camera dei Deputati. Non possiamo affatto ritenerci soddisfatti, perché il Ministero accetta che una colata di cemento ricopra importanti reperti storici.

Ieri abbiamo inviato una lettera al ministro Franceschini, chiedendo un incontro con gli archeologi di comitati e associazioni che con precise osservazioni tecniche avviarono la protesta sul caso. Oggi il sottosegreterio Barracciu ci ha dato conferma che l'incontro richiesto avverrà a breve e che con le associazioni e i comitati si esamineranno eventuali rimodulazioni al progetto. Si tratta di un piccolo ma importante risultato parlamentare del MoVimento Cinque Stelle, anche per il cambio di atteggiamento del sottosegretario rispetto a quanto dettoci di recente in Senato.

I lavori al parco archeologico non proseguiranno, se non verrà nominata la nuova soprintendenza archeologica della Calabria. Dunque c'è ancora tempo per convincere il governo a non seppellire sotto il cemento i reperti di Capo Colonna.

04/03/15

M5S: Lettera a Mattarella per la Sanità in Calabria

Preg.mo Presidente della Repubblica, Prof. On.le Sergio Mattarella,
ieri il Governo ha rinviato per l’ennesima volta la nomina del Commissario per l’attuazione del Piano di rientro dal debito sanitario della Calabria.
Il Consiglio dei Ministri (CdM) avrebbe potuto adempiere a tale obbligo già dal 10 dicembre scorso, data della proclamazione del Presidente della Regione Calabria, eletto a seguito delle consultazioni popolari del 23 novembre 2014.
Il Governo ha invece lasciato scorrere inutilmente i due CdM tenutisi il 12.12 e il 24.12.2014, pur sapendo che col primo gennaio dell’anno in arrivo la normativa di specie sarebbe cambiata, per quanto all’uopo previsto nell’ultima Legge di stabilità. Il Governo era cosciente, cioè, che dal 2015 non avrebbe più potuto assegnare l’incarico al nuovo Governatore, per legge incompatibile con il ruolo di Commissario preposto al rientro dal debito della sanità regionale.
Da allora ad oggi, come abbiamo insistentemente rappresentato al Presidente del Consiglio e a tutti i Ministri, gli ospedali e i distretti sanitari della Calabria vivono nella paralisi assoluta, mentre appare fermo, scollato dal confronto istituzionale e perfino nebuloso il Piano di rientro, cioè la riorganizzazione dei servizi per la salute sulla scorta delle risorse disponibili, ridotte all’osso a causa di un sistema monetario predatorio, che ha sepolto la democrazia e la speranza collettiva.
Da allora ad oggi, la promessa di risposte e presenza dello Stato in Calabria è stata vana, illusoria e finanche immorale. Di recente il Presidente del Consiglio in carica ha definito la Calabria come «priorità», salvo poi prestarsi, purtroppo, ai soliti giochi di potere rispetto alla nomina in argomento, volutamente prorogata soltanto per questioni interne alla maggioranza. Gli appetiti politici, il bisogno – patologico – di controllare il settore pubblico più redditizio ai fini del consenso, gli equilibri tra i partiti e l’irresponsabilità istituzionale hanno dunque prevalso sulla tutela del diritto alla salute dei cittadini; in spregio all’articolo 32 della Costituzione, ai fatti drammatici accaduti e alle grida di dolore di pazienti e sanitari calabresi, puntualmente riportati dalla stampa. Qui in Calabria, Presidente Mattarella, si sta morendo anche perché non c’è una bussola nella gestione sanitaria.
Non sono bastati gli appelli delle associazioni, le manifestazioni di piazza e nemmeno le denunce alla procura, tra cui la nostra a Roma, a convincere il Governo della necessità e urgenza di nominare il suddetto Commissario. Eppure, ex abrupto l’Esecutivo centrale ha rivalutato fulmineamente le quote della Banca d’Italiaforaggiando le banche private. Inoltre, di poco cambiato, il Governo ha poi predisposto al volo la trasformazione in spa delle popolari, dopo aver dato il via alla svendita dei ponti di trasmissione della Rai, costruiti col denaro pubblico.
È un Governo del «turbo», quindi, quando è chiamato all’intervento dai ricchi, dai potenti, dalle oligarchie. Ed è un Governo della lentezza, dell’immobilismo e dell’inganno, invece, innanzi ai problemi concreti e alle attese del Mezzogiorno; a partire dalla Calabria, spesso luogo privilegiato di affari, interessi, scorie e macerie.
Poiché siamo convinti che il Governo perderà altro tempo, tra notizie inveritiere, annunci e propositi vuoti,Le chiediamo allora, Presidente, un incontro immediato per illustrarLe la gravissima e insostenibile situazione della sanità calabrese, per cui non è più rinviabile la suddetta nomina.
Ormai ci è rimasto soltanto Lei, come baluardo dello Stato in Calabria, dal momento che il Governo non ci sente, non ci vede e parla a vanvera.
In attesa di un Suo riscontro, Le porgiamo i migliori saluti.
Roma, 4 marzo 2015
Dalila Nesci, Nicola Morra, Federica Dieni e Paolo Parentela
Parlamentari, M5S

Restituition Day: Il M5S festeggia oggi l'apertura del Microcredito!

Insieme ai miei colleghi del MoVimento in Parlamento abbiamo versato nel fondo 10 milioni di euro e li ridiamo indietro direttamente a quegli italiani che hanno voglia di scommettere su una nuova attività in grado di creare lavoro e ricchezza.
Dall’inizio della legislatura ad oggi ho versato ben 86.279,93 euro. Mezze indennità, diarie non spese e versate nel fondo del microcredito a sostegno delle piccole e medie imprese. Con questo semplice gento abbiamo creato l'opportunità di far aprire un impresa al giorno per i prossimi 10 anni! Il M5S continua a mantenere la parola data ai cittadini e continua a dimostrare che si può fare politica con un rimborso più limitato. Se anche le altre forze politiche seguissero l’esempio, si potrebbero raccogliere molte più risorse a favore delle piccole e medie imprese calabresi e italiane strette ancora nella morsa della crisi. E' stato attivato un sito web (www.microcredito5stelle.it.) accessibile agli imprenditori e a chi vuole portare avanti la propria idea imprenditoriale. “Cambiare si può basta volerlo. Contano i fatti e non le chiacchiere della vecchia politica.

03/03/15

Si eviti l'apertura della discarica di Scala Coeli!

I Ministri dell'ambiente e delle politiche Agricole, intervengano per far rispettare la sentenza del Consiglio di Stato ed impediscano l’apertura della discarica a Scala Coeli (CS). Anche su questa vicenda ho presentato un’interrogazione parlamentare (l'ennesima sulla vicenda dal parte del M5S) allo scopo di coinvolgere il Governo per scongiurare la ormai prossima messa in opera di una discarica per rifiuti speciali.
È inspiegabile come la Regione Calabria senza averne la competenza, abbia declassato un territorio in cui si produce un olio extravergine con marchio DOP, consentendo l’apertura di una discarica che potrebbe minare la salubrità di luoghi in cui la produzione agricola è per molti l'unica fonte di sostentamento economico e sviluppo per il territorio. Molto più importante e salutare di quello che potrebbe garantire la presenza di una discarica. Il Dipartimento ambiente della Regione Calabria ha declassato, senza averne l’autorità, i terreni coperti dal marchio DOP Bruzio a terreni comuni, creando una zona franca non DOP in un Comune che ricade interamente in tale tipologia, andando peraltro contro alle norme nazionali e comunitarie, nonché alla sentenza del Consiglio di Stato del 10 agosto 2012. Per questo motivo ho chiesto al Governo intervenire al più presto per ostacolare nuove future iniziative degli uffici regionali illegittime sul piano normativo, dannose per le colture biologiche locali e colpevoli del depauperamento delle finanze della Regione e quindi dei cittadini.
Il Governo deve assicurare il rispetto delle procedure indicate dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di ubicazione delle discariche anche al fine di garantire la tutela delle produzioni agricole biologiche della zona e delle relative denominazioni di origine protetta. Si adoperi, dunque, per inibire l’apertura della discarica ed a ripristinare lo stato dei luoghi, come peraltro indicato espressamente dalla sentenza 1065/2014 del Consiglio di Stato.

Ricostruire il ponte sul Savuto, i cittadini aspettano da troppo tempo!

La politica si adoperi seriamente per la ricostruzione del ponte sul Savuto, lungo la provinciale 163/1 tra Nocera Terinese e Campora San Giovanni, nel territorio a cavallo tra le province di Catanzaro e Cosenza, e traduca in fatti concreti le parole lanciate in campagna elettorale da ormai 9 anni.
Nel mese di giugno del 2014 ci furono proclami trionfalistici in seguito alla delibera della Regione Calabria che ha rimodulato la destinazione dei fondi CIPE, destinando 6 milioni di euro alla ricostruzione del ponte. Da allora silenzio assoluto, forse perché la campagna elettorale in vista delle regionali si è ormai conclusa da un pezzo. I cittadini e le imprese operanti sul territorio, hanno subito un duro colpo alla già fragile economia della zona per cui il ponte rappresenta un’infrastruttura determinante per la viabilità e lo sviluppo del territorio, attendono da troppi anni la ricostruzione del ponte crollato a causa di una piena nel 2008.
Questo stato di completo abbandono ha prodotto l' isolamento di tutto il territorio interessato, provocando tra l'altro danni ambientali con la creazione di una discarica a cielo aperto dove continuano ad accumularsi rifiuti di ogni genere.
Nei giorni scorsi si è tenuto anche un sit-in molto partecipato tra cittadini ed imprenditori della zona, ma che non ha avuto un’eco adeguata sugli organi di stampa passando per un silenzio assordante da parte delle istituzioni interessate.
Il Presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, e il nuovo Presidente della Giunta Regionale, Mario Oliverio, dimostrino di avere a cuore la faccenda, dando ascolto alle ragioni dei cittadini che chiedono un incontro urgente con il nuovo Governatore ed un interessamento fattivo per risolvere l’emergenza. I sei milioni stanziati dal Cipe ci sono, non resta che iniziare le operazioni per la ricostruzione del ponte, subito e senza indugi. Non credo che si potrà più sfruttare il Ponte sul Savuto per le prossime campagne elettorali.