30/06/14

2,5 milioni per le primarie dei partiti?

Con una lettera istituzionale, a proposito delle primarie per la scelta del candidato governatore in Calabria e della legge elettorale della Regione, noi parlamentari calabresi del MoVimento 5 Stelle, abbiamo chiesto l'immediato intervento del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Nella missiva, abbiamo sintetizzato che in Calabria "vi saranno elezioni preliminari a spese dei contribuenti, allo scopo di individuare i candidati delle singole forze politiche alla carica di presidente".
Non può sfuggire che la scelta è arrivata in un momento di palese delegittimazione politica, in cui la Giunta regionale è chiamata solo alla gestione dell’ordinario e il Consiglio regionale, già sciolto, al mero compimento degli atti indifferibili.
Riguardo alle primarie in questione, per quanto disposto dalla Regione Calabria, "le liste, con la prescritta documentazione, vanno presentate entro le ore 12 del 4 luglio prossimo".
A Renzi ed Alfano, dunque, la richiesta di richiamare immediatamente "il governo e il parlamento regionale della Calabria a un ravvedimento sulla legge elettorale e sulle citate primarie, accompagnato da un successivo percorso di piena condivisione rispetto alle modalità per il rinnovo degli organi elettivi".
Se ciò non avvenisse, magari per vincoli nella lettera del titolo V della Costituzione, di fatto si confermerebbe, ahinoi, l’esistenza di un’Italia divisa e diversa, in cui la democrazia degrada progressivamente verso Sud.

Il MoVimento 5 Stelle invece farà come sempre la selezione dei candidati in rete GRATIS senza oneri a carico dei cittadini e istituzioni! Qui il post di Beppe dove annuncia le prossime elezioni regionali in Calabria:

"Dopo le elezioni regionali in Abruzzo e Piemonte il prossimo appuntamento del MoVimento 5 Stelle sarà in Calabria. A novembre prossimo o nella prossima primavera, ancora non è stata definita la data delle elezioni, la Calabria può cambiare. La Calabria deve aprirsi all'innovazione e mettere nelle istituzioni gli onesti contro la collusione bipartisan e la complicità con la 'ndrangheta. Bisognerà definire un programma condiviso, con cui presentarsi agli elettori che vogliono questa rivoluzione culturale. Seguirà una votazione on line, aperta agli iscritti certificati che ne avranno diritto, della squadra dei candidati al ruolo di consigliere, e poi fra questi, il portavoce del M5S come candidato alla Presidenza della Regione. Il MoVimento 5 Stelle nel rispetto delle sue regole non farà alleanze con i partiti, né darà vita a "liste civetta". I meetup possono ispirarsi alle attività del M5S e del blog di Beppegrillo.it ma non sono titolati a parlare a nome e per conto del M5S."

La Calabria può cambiare e noi calabresi abbiamo finalmente una straordinaria occasione di riscatto! In alto i cuori!!

25/06/14

Il dissesto calabrese

Non serve a nessuno nascondere la realtà, la Regione Calabria rischia il dissesto a breve, secondo la Ragioneria dello Stato che ne ha esaminato i conti. Le cause principali del possibile dissesto sono da rinvenire nell’incapacità della politica di gestire i bilanci per non parlare delle strane assunzioni dei dirigenti (come il caso della Caruso che ho sollevato tempo fà), nella mancanza di pianificazione sanitaria e nelle conseguenti spese illogiche, nell’aumentato esborso per il personale e nel rapporto costo-ricavi delle società partecipate.
La Calabria ha bisogno di gente competente, onesta e trasparente che le faccia perdere quel ruolo di "cenerentola d'Italia" che riveste ormai da troppo tempo. La Calabria ha bisogno di gente capace e coraggiosa, che sappia mettersi al servizio della propria gente e che sappia contrastare lo strapotere mafioso che si è incancrenito in questa Regione.

Bisogna evidenziare che l’aumento spaventoso dell’Irap e dell’Irpef non ha comportato in Calabria alcun miglioramento dei servizi; a partire dalla sanità, sempre più attempata. Questo deve far riflettere tutti. La Calabria è da sempre governata da una classe politica che si è tenuta in piedi per decenni grazie al clientelismo ed al voto di scambio, la quale si è dimostrata oltretutto incapace di gestire le mille potenzialità inespresse della Regione. Da sempre hanno cavalcato false promesse di sviluppo, che hanno costretto i calabresi a vivere di assistenzialismo o rassegnarsi all'emigrazione. Tutto ciò è in accettabile!

Anche per il grave stato dei conti della Regione Calabria, l’amministrazione non può essere gestita da un esecutivo perfino delegittimato, politicamente legato alla figura di Giuseppe Scopelliti, che sul sito dell’ente risulta ancora governatore. Il governo Renzi deve considerare al più presto l’urgenza della Calabria, che è di rinnovare con elezioni democratiche gli organi di governo! Ed i calabresi dovranno dimostrare di avere la maturità per sganciarsi dalla politica clientelare, troppo spesso collusa con la malavita organizzata scegliendo finalmente di consegnare il governo della Regione all'unica vera alternativa possibile: il Movimento Cinque Stelle!

24/06/14

Il PAN per l'utilizzo dei fitofarmaci si rivela una scatola vuota ai danni dei coltivatori italiani

Il Piano di azione nazionale che regola l’uso dei fitofarmaci in agricoltura non smette di far emergere criticità. Noi deputati del MoVimento 5 Stelle della Commissione Agricoltura avevamo già interrogato il Ministro Martina, senza ottenere ancora risposta, sulle irrorazioni aeree in deroga alla normativa e sui tecnici costretti a seguire corsi e superare esami ogni 5 anni per poter fornire consulenza sui trattamenti fitosanitari (nonostante l’aver conseguito una laurea in agraria), ad affiorare ora sono nuovi dubbi. Sotto la nostra lente c'è il raggiungimento degli obiettivi principali di tutto il Piano d’azione. La direttiva europea (2009/128/CE), dalla quale seguono a cascata sia il D.lgs. di recepimento 150/2012 sia il Pan, all’art. 4 decretava che ogni Stato membro avrebbe dovuto adottare il Pan per definire i propri obiettivi quantitativi, le misure e i tempi per la riduzione dei rischi e degli impatti dell’utilizzo dei pesticidi sulla salute umana e sull’ambiente.
Obiettivi, misure e tempi certi che, però, nel nostro Pan mancano. A balzare all’occhio sono, invece, le dichiarazioni del funzionario del Mipaaf, il dottor Cacopardi, il quale, nella sua relazione durante il convegno dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, ha posto l’accento sui 18 decreti attuativi che dovranno seguire il Pan. C’è da chiedersi cosa disciplini allora il Piano d’azione se necessita di ben 18 decreti attuativi per entrare davvero in funzione. Altri Stati membri come Spagna, Belgio e Danimarca hanno recepito molto più velocemente le direttive. E, ancora una volta, l’Italia si dimostra non virtuosa!
L’altro aspetto critico riguarda l’assenza nel Piano d’azione di un sistema sanzionatorio che renda di fatto efficace tutto l’impianto. Come, ad esempio, sulla difesa integrata dove gli obblighi a carico delle aziende agricole sono ridotti al minimo: in caso di controllo è sufficiente poter mostrare di avere accesso alle previsioni meteo, ai bollettini territoriali di difesa integrata, ai materiali informativi sulla difesa integrata. E non vi è alcuna sanzione nel caso ciò non sia dimostrato dagli agricoltori.
Ma non è finita. Sull’attuazione delle misure di tutela dell’ambiente acquatico e delle fonti di approvvigionamento di acqua potabile poi, l’Italia aveva già ricevuto i richiami dalla Commissione europea, nella riunione bilaterale del settembre 2013, per non aver precisato le misure da attuare in campo agricolo. Ebbene anche su questo aspetto, con il Pan si è preferito glissare e rimandare al solito decreto attuativo. Nonostante già nel TUA (Testo Unico Ambiente) si fosse stabilito che le Regioni avrebbero dovuto individuare, sempre ai fini della tutela delle acque, le cosiddette aree vulnerabili da prodotti fitosanitari. Ad oggi non risulta siano state individuate, tranne nel Veneto ed in Piemonte. Quindi, a mancare non sono solo le misure di salvaguardia ma anche le zone da tutelare. In conclusione il Pan sembra gravemente carente in diverse parti nonché troppo rinunciatario nella definizione degli obiettivi, dei tempi certi e, fattore ancor più grave, nella definizione di un apparato sanzionatorio che lo renda operativo. Un piano che rischia anche l’impugnazione della stessa Commissione europea, viste le lacune. L’auspicio del MoVomento 5 Stelle è che il Governo decida di rivisitare il testo perché, in alternativa, contribuirebbe solamente ad aumentare la pressione burocratica ai danni degli agricoltori e senza restituire, in cambio, gli obiettivi principali della Direttiva europea.

20/06/14

Il sottosegretario Minniti (PD) lasci subito l'incarico ai Servizi segreti

Sono gravissime le accuse nei confronti del senatore Pd Marco Minniti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi segreti, che secondo un ex killer di ‘ndrangheta, ora pentito, avrebbe ricevuto voti in ambienti mafiosi. Il senatore Minniti ha un ruolo di governo delicatissimo, incompatibile con le accuse in questione. Pertanto, è più che opportuno che il sottosegretario del governo Renzi lasci subito l’incarico, in attesa che sia fatta piena luce sulla vicenda. Ogni giorno l’opinione pubblica è scossa da notizie sulla totale inaffidabilità della classe politica, che in Calabria è spesso legata alla ‘ndrangheta. È recente la condanna in appello dell’ex consigliere regionale del Pdl Franco Morelli, per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione.
Da tempo il Movimento Cinque Stelle insiste, con atti parlamentari e interventi pubblici, sulla collusione tra istituzioni e criminalità organizzata. Da tempo diciamo, senza riverbero, che questo connubio è il primo problema della Calabria, da cui dipendono la disoccupazione, l’emigrazione e l’inadeguatezza dei servizi pubblici essenziali; a partire dalla sanità.

La Calabria è fuori dall’Italia

La Calabria è fuori dall’Italia, poiché le regole per il rinnovo degli organi elettivi della Regione sono state scritte o ratificate fuori della democrazia da chi dovrebbe soltanto gestire l’ordinario, tra l’altro con dubbia legittimazione. Le primarie per il candidato governatore a spese della Regione Calabria sono l’ultima violenza dell’attuale gruppo reggente, che per restare a palazzo va sfruttando la delicatissima situazione istituzionale conseguente alle dimissioni e alla sospensione del governatore Giuseppe Scopelliti.

La legge elettorale della Calabria è mostruosa, con lo sbarramento al 15%, l’accorpamento dei collegi provinciali e la figura del consigliere supplente in spregio alla sentenza della Corte costituzionale che ha imposto la riduzione dei seggi in Consiglio regionale. Le primarie dei partiti a spese dei contribuenti completano il piano dell’esigua minoranza oggi al potere, che, come in dittatura, sta truccando senza scrupoli le regole elettorali, con il forte rischio di aumentare l’odio popolare per la politica.
Il MoVimento Cinque Stelle ha sempre fatto le primarie in rete, senza costi per nessuno!

I risultati dell’ispezione della Ragioneria dello Stato negli uffici di giunta e consiglio regionale dicono che centrodestra e centrosinistra non possono più governare la Calabria! Mentre vengono tagliati ospedali, servizi sanitari e treni dei pendolari, emergono sperperi stratosferici nell’amministrazione regionale, con assunzioni illegittime di dirigenti nominati dai partiti politici. Le retribuzioni abusive di questi burocrati totalizzano milioni di euro, sottratti al bene comune e alle urgenze della Calabria.

Ogni giorno spuntano dettagli del mangiamangia nella Regione Calabria, che devono indignare ancor più la coscienza collettiva. Il territorio si spopola a causa della mancanza di possibilità e prospettive che il sistema politico ha prodotto e alimenta senza freni.

È evidente il tentativo di escluderci, perseguito sistematicamente e unitariamente dall’odierno gruppo di potere e dai responsabili del sistema.
Stanno tentando di escluderci con una legge elettorale che mantenga ai loro posti i responsabili del sistema. Tuttavia, la denuncia del Movimento Cinque Stelle e la sua lontananza da affari e illeciti saranno più forti dei ripetuti attentati alla democrazia in Calabria.

Tutto quanto sta avvenendo è contrario ai princìpi della Costituzione e ai valori della Repubblica. Ogni cittadino si chieda se questa Calabria è ancora parte di questa Repubblica...

18/06/14

Legge elettorale, la Regione Calabria ha paura del MoVimento 5 Stelle!

Il MoVimento 5 Stelle e i suoi attivisti calabresi contrastano gli abusi contenuti nella nuova legge elettorale della Calabria, che intanto viola l’articolo 122 della Costituzione, per cui le regioni, nell’adottare il proprio sistema elettorale, sono obbligate al rispetto dei princìpi fondamentali stabiliti con legge ordinaria. Perciò, proposto dagli attivisti e firmato da tutti i deputati calabresi del Movimento, proprio oggi è stato depositato un atto parlamentare che mette in risalto come e quanto la nuova legge elettorale calabrese cancelli la democrazia, a vantaggio del vecchio sistema di potere.
Nell’atto abbiamo chiesto al governo di promuovere la questione di legittimità costituzionale. Infatti, nel testo della legge elettorale calabrese è esclusa la rappresentatività, richiesta dalla legge n. 165 del 2004, che detta i princìpi generali di riferimento. Ancora, la soglia di sbarramento al 15% è mostruosa e si discosta oltremodo dalla precedente soglia, del 5%.
I nuovi collegi individuati cancellano il rapporto fra rappresentanti e territorio. Inoltre, la figura del consigliere supplente, che sostituirà il consigliere nominato assessore regionale, è finalizzata al mero incremento di poltrone, in spregio alla sentenza n. 35/2014 della Corte costituzionale, che ha imposto un’altra riduzione dei consiglieri regionali, da 40 a 30.

Intervenire a difesa delle coltivazioni di basilico e rucola

Dopo la macchia nera dal Sudafrica per le arance e l’escherichia coli sui pomodori ciliegina provenienti dal Marocco tramite la Francia, è la volta di rucola e basilico. Ad attaccare i due prodotti tipici della cucina italiana, rispettivamente i funghi Plectosphaerella cucumerina e Peronospora Belbahrii: esempi di come la globalizzazione stia facilitando la trasmissione di agenti patogeni sui prodotti agricoli nazionali.
Bisogna agire in tempi stretti per aiutare il settore primario, già distrutto da scelte politiche scellerate che minano la biodiversità agricola del nostro Paese come abbiamo scritto nell'interrogazione parlamentare al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina sulle epidemie che stanno colpendo le piantagioni di basilico e rucola in tutta Italia.
Il Governo si prenda la responsabilità di portare all’attenzione della Commissione Europea il problema delle specie aliene invasive. Urge proteggere la biodiversità e gli ecosistemi nonché minimizzare l’impatto sulla salute dell’uomo, degli animali, delle piante e sull'economia italiana. Il Ministro deve adottare misure più stringenti sui controlli del materiale vegetale e sementiero che importiamo dai paesi esteri al fine di poter contrastare i cosiddetti ‘parassiti killer’, patogeni importati tramite seme o materiale vegetale in Italia, che hanno di fatto messo in ginocchio un’intera parte della produzione che riguarda il settore primario.

16/06/14

La Sila è tra i siti dell'Unesco ma ora bisogna preservarla e valorizzarla!

Fa molto piacere che l’Unesco abbia catalogato la Sila tra i suoi siti di eccellenza, in quanto riserva della biosfera italiana. Si tratta di una buona notizia, che tocca in primo luogo le responsabilità politiche sul territorio. Adesso c’è un ulteriore argomento per eliminare le discariche in Sila, da Celico (Cosenza) a quelle abusive, e non realizzarne mai più delle altre. A nulla serve il riconoscimento dell’Unesco, se a partire dai sindaci non sapremo unirci nella salvaguardia e valorizzazione dell’altopiano silano; ‘altare eretto a divinità’, secondo il ministro Johann Wolfgang von Goethe. Bisogna impiegare tutte le risorse, umane ed economiche, per impedire lo smaltimento di rifiuti tossici, per fermare la processionaria e organizzare nell’altopiano, molto colpito dall’emigrazione, uno sviluppo sostenibile che dia priorità alle valorizzazione delle risorse naturali, turistiche, sportive (come gli impianti sciistici), storiche e culturali a partire dall'antica Abbazia florense di Gioacchino da Fiore. Con l’Opera di valorizzazione, avviata dopo la seconda mondiale, la Sila fu rivitalizzata. Dobbiamo riportarla al centro dell’impegno politico ed eliminare la cementificazione selvaggia del passato!
La Sila va preservata dalla presenza di latitanti di ‘ndrangheta e ripopolata con il recupero anche dell’agricoltura, prendendo ad esempio il ritorno alla natura lì praticato dai frati cappuccini.

PS la foto l'ho scattata solamente 2 settimane fà nei pressi del Lago del Passante (Taverna)  :)

11/06/14

Carne infetta, bovini meticci spacciati per chianina

A seguito dell’indagine “Lio”, condotta dai Nas di Perugia che ha interessato 21 province di 12 regioni, da nord a sud, e relativa all’illecita commercializzazione di bovini infetti, con marchi auricolari contraffatti e dichiarati falsamente di razza pregiata, abbiamo presentato una interrogazione parlamentare alla Camera per chiedere lumi al Ministro Martina (Agricoltura) ed al Ministro Lorenzin (Salute). I controlli in Puglia si sono focalizzati nelle province di Bari e Foggia, mentre in Basilicata l’indagine ha interessato il materano. L’azione di contrasto alla contraffazione e alle frodi agroalimentari deve necessariamente inasprirsi, per tutelare il “Made in Italy” agroalimentare, ma allo stesso tempo per garantire il diritto alla salute dei cittadini italiani. Spacciare per carne pregiata, anche di razza chianina, quella di bovini meticci e soprattutto infetti da patologie potenzialmente pericolose anche per l’uomo si tratta di un reato gravissimo che oltre ad essere represso, come efficacemente fatto dai Nas di Perugia in questa ed in altre occasioni, deve essere fermato all’origine, mettendo in campo azioni di prevenzione e controlli più stringenti. A questo punto attendiamo fiduciosi l’inizio delle attività della Commissione d’Inchiesta sulla Contraffazione Agroalimentare, così da poter dare il nostro contributo ad un’azione che si rende sempre più urgente alla luce degli episodi di cronaca delle ultime settimane. Lavori non ancora incominciati a causa del mancato accordo sulle poltrone da parte della maggioranza: chiederei all’Onorevole Mongiello, che nei giorni scorsi ha sottolineato l’importanza di questa commissione, di sollecitare i propri colleghi del PD così da non perdere ulteriore tempo. Intanto abbiamo chiesto al Governo di rendere conto di un così grave episodio che colpisce i consumatori ed i produttori onesti italiani.

Calabria pattumiera della 'ndrangheta

Il rapporto Ecomafie di Legambiente racconta di una ‪‎Calabria‬ sepolta dalla sporcizia mafiosa. Lo provano la gestione pericolosa dei rifiuti, il miliardo di euro per l’emergenza ambientale, le inchieste sullo smaltimento indiscriminato nel termovalorizzatore di Gioia Tauro, nelle discariche di Alli e Pianopoli, le indagini sui rapporti tra Leonia e il clan di ‘ndrangheta Fontana, le difficoltà delle Dda a istituire (per carenza di mezzi) procedimenti penali per reati ambientali riferibili alla ‘ndrangheta, le discariche degli appetiti privati e le mostruosità di Battaglina presso San Floro (Cz) e di Celico (Cs).
Auspichiamo l’approvazione della proposta di legge del Movimento Cinque Stelle sul reato di disastro ambientale, già in corso di esame. Servono nuovi strumenti normativi e il potenziamento degli organici della giustizia e delle forze dell’ordine.
I disastri e reati ambientali non sono da ascrivere soltanto alla ‘ndrangheta. Ci sono diverse aziende che ancora devono pagare per i danni da inquinamento alle popolazioni, spesso colpite da malattie mortali, nell’imperdonabile indifferenza del potere.

Allerta escherichia coli in pomodorini ciliegina dal Marocco

L’allarme è giunto pochi giorni fa direttamente dalla Repubblica Ceca. Attraverso il Sistema di Allerta Rapido Europeo, il Paese mitteleuropeo ha notificato il ritrovamento in un lotto di pomodorini ciliegina, provenienti dal Marocco ed importati dalla Francia, di tossine prodotte da Escherichia coli. Una tossinfezione alimentare su cui i transalpini avevano già avvertito i mercati dove sono stati distribuiti i pomodorini, ovvero Germania, Slovacchia, Romania, Regno Unito ed Italia. Una allerta che ricorda gli avvenimenti del 2011 quando dei germogli crudi di soia contaminati da ceppi di Escherichia coli, pericolosi per la vita umana, furono riscontrati in maniera prevalente in Germania e Francia, provocando anche alcuni decessi.
Un serio pericolo per tutti i consumatori italiani, da non sottovalutare assolutamente ma dal Ministero della Salute non è giunta, sinora, alcuna informazione volta a rendere edotti i cittadini sulle eventuali precauzioni da adottare nel consumo di pomodorini ciliegina. La recente sottoscrizione dell’accordo tra Unione europea e Marocco ha, peraltro, di fatto liberalizzato lo scambio commerciale di molti prodotti agricoli e ciò oltre a compromettere il mercato nazionale di tali produzioni potrebbe, se tali prodotti non fossero sottoposti a stringenti controlli igienico-sanitari, pregiudicarne la qualità. E chi ci rimette, alla fine, sono sempre i cittadini consumatori”.
Per questo noi deputati del M5S della Commissione Agricoltura abbiamo presentato una interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro Lorenzin (Salute) ed al collega Martina (Agricoltura) per chiedere come intendano garantire un’adeguata e tempestiva informazione ai consumatori italiani, quali azioni mettere in pratica per evitare l’ingresso o individuare i lotti già in circolazione dei pomodorini ciliegina provenienti dal Marocco e su cui è partito l’allarme, così da tutelare la salute degli italiani. Nonché quale sia la tipologia di controlli igienico-sanitari applicata ai prodotti alimentari ed agricoli provenienti dai Paesi extracomunitari, in particolare quelli che giungono sul mercato nazionale dal Regno del Marocco, visto l’accordo siglato dall’UE che rende più facile l’ingresso dei prodotti agricoli magrebini in Italia.

Sui richiami vivi il PD vota contro, pagheremo ancora multe all'UE!



Quello di stamattina e' stato un voto di incivilta' che manterra' la tradizione dei richiami vivi a scapito della vita, della liberta' e della dignita' di migliaia di uccelli migratori che ogni anno vengono catturati per fare da esca nell'attivita' venatoria. Avevamo presentato un emendamento, a prima firma Chiara Gagnarli, alla Legge Europea che chiedeva l'abolizione della pratica anacronistica e crudele dei richiami vivi, anche per sanare la procedura di infrazione aperta in Europa. Il nostro emendamento, sottoscritto da diversi gruppi parlamentari, modificava la legge 157 del 1992, vietando la cattura degli uccelli a fini di richiamo vivo, Gli uccelli detenuti in queste condizioni possono subire conseguenze gravissime, dalla morte quasi immediata allo sviluppo di malattie causate dall'immunosoppressione da stress; ma possono subire anche traumi fisici e alterazioni causate dall'essere sottoposti a trattamenti farmacologici a base di testosterone, per obbligarli a cantare anche fuori dal periodo riproduttivo. Quello che si nasconde dietro l'apparente innocenza del nome "richiamo vivo" e' in realta' un vero e proprio maltrattamento dell'animale, che come tale andrebbe vietato, ostacolato e punito. Il Governo ha tentato di arrampicarsi sugli specchi durante la discussione in Aula presentando un emendamento "specchietto per le allodole" che non risolve niente, anzi, se possibile complica le cose, e poi dichiara che in questo contesto non era necessario entrare nel merito della legge 157, ma bastava solo risolvere la procedura di infrazione. E come pensa di farlo il Governo? Introducendo nuove deroghe. Le stesse che l'Europa ci chiede di interrompere da 20 anni. Solo fumo negli occhi, insomma. Come sempre!!

La legge elettorale in Calabria è una porcata!


Presidente, colleghi,

volevo informare l’Aula di quanto accaduto all’interno del consiglio regionale della Calabria ormai una settimana fa. Prima di raccontare l’accaduto, volevo ricordare che in Calabria il Consiglio Regionale ha 31 indagati per l’utilizzo…diciamo così…ambiguo dei rimborsi elettorali; 

che il Governatore, Giuseppe Scopelliti, si è dovuto dimettere in quanto condannato in primo grado a 6 anni di reclusione ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e che proprio oggi si è aggiunto un altro nome al registro degli indagati: l’assessore Michele Trematerra, per concorso esterno in associazione mafiosa. 
Ebbene, il Consiglio Regionale della Calabria, prima di rettificare le dimissioni della giunta, ha approvato la legge elettorale con cui verrà eletto il prossimo governatore della Calabria. 
Una legge elettorale palesemente incostituzionale, visto che prevede una soglia di sbarramento per le coalizioni al 15%, mentre per i partiti coalizzati la stessa è fissata al 4%;
In più una legge elettorale che non prevede la possibilità del voto disgiunto e quindi “blinda” (per così dire) il voto di scambio, visto che i cittadini non possono scegliere neanche un candidato governatore sostenuto da una coalizione diversa rispetto al candidato consigliere scelto (o imposto dalle ‘ndrine);
sono stati anche ridotti i vecchi collegi elettorali, per cui non è neanche garantita la rappresentatività territoriale prevista e dalla costituzione, visto che le tre vecchie provincie di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia diventano la “circoscrizione centro”.

Al cospetto di questa legge elettorale il “porcellum” sembra l’agnello dorato di biblica memoria. Il Governo ha il potere di impugnare questa legge elettorale, ed allora prima di depositare un atto ufficiale che lo richieda, vorrei che Lei, presidente, si faccia portavoce per informare il Governo di questa legge porcata che non garantisce la rappresentatività delle minoranze in consiglio regionale. Sperando che qualcuno abbia un sussulto d’orgoglio e metta fine a questo scempio.

10/06/14

Giusta la protesta dei giovani laureati del programma stage 2008

I 350 giovani calabresi del 'Programma stages 2008' sono stati sedotti ed abbandonati dalla Regione Calabria, che li aveva trattenuti sul territorio e ne aveva fatto propaganda. Oggi questi ragazzi sono disoccupati per causa della politica, miope e bugiarda. Per una volta la politica calabrese aveva premiato la meritocrazia con un programma di stages per studenti di eccellenza, destinati all'inserimento negli enti pubblici. Alla fine, però, ha scaricato questi ragazzi, ignorando la loro esperienza acquisita sul campo.
La politica calabrese favorisce chi distrugge la cosa pubblica e volta le spalle a chi ha studiato tanto. I laureati con 110 e lode non garantiscono il consueto ritorno elettorale; anzi sono un pericolo per la classe dirigente, che dunque li scarica e mortifica, condannandoli all'emigrazione. Il MoVimento Cinque Stelle saprà raccogliere e rappresentare le istanze delle nuove generazioni, che hanno la priorità.

05/06/14

M5S assieme ai lavoratori dei call center, stop alla schiavitù!

Condizioni di lavoro umilianti e delocalizzazioni selvagge. I dipendenti dei call center che ieri hanno manifestano per le vie di Roma hanno tutti i motivi per farsi sentire, e i nostri colleghi MoVimento 5 Stelle della Commissione Lavoro sono andati in piazza ad ascoltarli.

Io stesso ho vissuto un'esperienza lavorativa in un call center (PHONEMEDIA). Una struttura che si è tenuta in piedi per anni grazie alle agevolazioni fiscali e fondi europei di cui ha approfittato per frodare non solo lo Stato, ma anche noi poveri lavoratori che a seguito della chiusura dell'azienda, aspettiamo ancora di ricevere il TFR e gli stipendi arretrati!
Ho diversi amici e coetanei che lavorano nel call center, spesso con contratti rinnovati di mese in mese e vincolati esclusivamente alle prestazioni. Una situazione di IPERPRECARIATO, che non è più sostenibile. L'asta delle commesse al ribasso si ripercuote inevitabilmente sui lavoratori, che spesso sono costretti ad accettare condizioni di lavoro ai limiti della legalità. Mentre i lavoratori soffrono, le grandi aziende continuano a sfruttare le competenze di ragazzi che con la laurea in tasca non riescono a trovare altro. La mia città, Catanzaro, è stata definita la "Bangalore d'Italia" per l'altissimo numero di call center presenti. Il trentenne catanzarese medio non ha alternative: accettare il contratto a provvigione nel call center (spesso gestito da affaristi della politica) oppure scappare altrove, nella speranza di trovare il lavoro che soddisfi anni di studio.

Il Call Center non è solo un posto di lavoro molto precario, malpagato e iniquo, è spesso il luogo dove si infrangono i sogni di una vita normale per migliaia di ragazzi.

E poi c'è il problema delle delocalizzazioni, che andrebbe affrontato anche in sede europea nell'ottica della piaga del dumping sociale.
Sulle delocalizzazione il M5S nel frattempo ha ottenuto un' importante vittoria in Parlamento, infatti da ora in poi, le imprese che scappano e delocalizzano all'estero devono ridare i soldi allo Stato!
Invece per abbassare i costi, per esempio quelli logistici dell'affitto dei locali, si potrebbe incentivare il telelavoro che offrirebbe condizioni migliori anche a molti degli 80mila dipendenti, spesso ridotti in condizioni di semi-schiavitù.

Il Parlamento deve ascoltare il grido di dolore dei tanti, perlopiù giovani, che ieri hanno sfilato per le vie di Roma. Il M5S è da sempre, nitidamente, schierato contro il precariato selvaggio e contro ogni forma di sfruttamento che umilia la dignità del lavoro.

LEGGI ANCHE:

04/06/14

La nuova legge elettorale della Calabria avvantaggia la 'ndrangheta

La nuova legge elettorale della Calabria favorisce gli accordi tra politica e 'ndrangheta, che muove migliaia di consensi, dentro la regione e fuori. Il Consiglio regionale che di corsa ieri l'ha approvata avrà piena responsabilità degli effetti. Si tratta di una legge che cancella il confronto democratico, che leva ogni spazio alle minoranze e che, nella migliore delle ipotesi, spinge a patti elettorali innaturali, in nome del potere e lontano dall'interesse pubblico. La soglia di sbarramento al 15% per chi corre da solo e lo sbarramento al 4% per i partiti che si presentano in coalizione porterà ad alleanze che aumenteranno la litigiosità all'interno del consiglio regionale e spingeranno gli elettori verso il voto utile, che di utile ha ben poco. L'assenza del voto disgiunto, invece, merita un discorso più approfondito e non fermerà la nostra rivoluzione culturale che inesorabilmente investirà anche la Calabria. Vincerà il nostro metodo, quello di scegliere dei portavoce in base al programma che portano avanti e non al voto che può essere portato nelle urne dal ricatto o dalla semplice amicizia.

Oltre ad evidenti dubbi di costituzionalità, che stiamo già verificando insieme a Dalila Nesci, Federica Dieni e Nicola Morra, la nuova legge elettorale della Calabria presenta un impianto vecchio, concepito apposta per salvare note rendite di posizione e perpetuare la politica dei favori e dei ricatti, in parte già sconfitta alle europee.
Questa nuova legge elettorale, però, non ci meraviglia affatto. È l'ultimo rozzo tentativo di restare a galla da parte di responsabili politici dell'emigrazione giovanile, dell'emergenza ambientale e della malasanità calabrese. Il popolo calabrese, però, è consapevole e maturo, sa reagire e scegliere. Faremo la differenza con i programmi e i candidati.

Contrastare gli sprechi alimentari



Secondo il “Global Food Losses and Food Waste”, nonostante la crisi, ben 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno nel mondo. Se in Europa la quantità annuale ammonta ad 89 milioni di tonnellate, 180 kg pro capite, in Italia ci fermiamo a 149 kg a testa di alimenti buttati, soprattutto prodotti freschi come pane, frutta e verdura. Per contrastare gli sprechi alimentari, nel gennaio 2012, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione per adottare misure urgenti per dimezzare i quantitativi di cibo che finiscono nei rifiuti entro il 2025, cercando al contempo di migliorare l’accesso al cibo per i cittadini più vulnerabili. E su questo solco, il Ministero dell’Ambiente ha adottato, ad ottobre 2013, il Piano nazionale di prevenzione dei rifiuti, all’interno del quale è stato inserito il Piano Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (PinPas). La questione è approdata alla Camera dei Deputati, dove le otto mozioni in discussione si sono trasformate in un atto congiunto di tutte le forze politiche, approvato all’unanimità.
Davanti a questi numeri c’è poco da esitareLa cultura antispreco, parte integrante delle abitudini dei nostri padri, deve ritornare in auge per sopprimere l’attuale insostenibile sistema. Un miliardo di persone sul pianeta soffre di malnutrizione, un altro miliardo si ammala per cause connesse all’eccessiva alimentazione, sovrappeso, diabete e malattie cardiovascolare: un assurdo paradosso. Ci sono sprechi in ogni passaggio della filiera sino all’inadeguata conservazione del cibo, all’errata interpretazione delle scadenze in etichetta che comporta per le famiglie italiane un dispendio correlato di 454 euro l’anno. Abbiamo anche chiesto al Ministro di aggiornare il Parlamento, entro fine 2014, sugli obiettivi del PinPas, ma non possiamo fare a meno di notare che l’anno prossimo ospitiamo l’EXPO con lo slogan ‘nutrire il Pianeta’, mentre fino ad ora abbiamo saputo dare solo l’esempio di come nutrire la corruzione e le infiltrazioni mafiose con gli appalti del cemento e del movimento terra. Non è ammissibile parlare di alimentazione sostenibile, diritto ad un’alimentazione sana, sicura e sufficiente, sventolando nella mega esposizione milanese le bandiere delle multinazionali Coca Cola, Starbucks, McDonald’s e persino, di Monsanto”.Il M5S ha focalizzato gli impegni al Ministro Martina sull’educazione alimentare, da effettuare in collaborazione con le scuole, in modo tale da rendere consapevole il consumatore degli sprechi di cibo, acqua ed energia e sul relativo impatto socio-economico ed ambientale. Al Governo Renzi viene richiesto di rivedere le regole che disciplinano gli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, privilegiando le imprese attente alla riduzione a monte degli sprechi. Inoltre, si chiede di avvantaggiare le aziende che utilizzano alimenti italiani e stagionali e che pongono particolare attenzione alla grammatura, al contenuto calorico ed alla rotazione stagionale dei menù, nonché di prevedere una diversa articolazione delle informazioni contenute nelle etichette dei prodotti alimentari, integrando la data di scadenza commerciale con una relativa al termine utile per il consumo dell’alimento.

Qui il testo della nostra mozione.