30/05/14

La terra dei fuochi in Calabria

La presidenza della Camera ha desecretato solo 152 fascicoli relativi alle “navi dei veleni”, al caso di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Sicuramente questo è un piccolo passo in avanti verso la trasparenza e la giustizia per i cittadini e il futuro del nostro territorio. Ritengo opportuno, però, che gli Organi dello Stato che hanno apposto il segreto, si debbano assumere la responsabilità di rispondere sulla desecretazione per TUTTI i documenti che sono stati citati dalle commissioni parlamentari sull'argomento.
L'omertà dello Stato su questi temi lo ha reso complice di quella malavita organizzata che dello smaltimento illecito dei rifiuti, ne ha tratto migliore profitto!

Sulla terrà dei fuochi hanno nascosto per ben 17 anni la verità ai campani, i calabresi quanto dovranno aspettare prima di accorgesi sul serio che si trovano su un'altra terra dei fuochi?
Per conto della 'ndrangheta si sarebbe accertata l'esistenza di un vasto traffico nazionale e internazionale riguardante lo smaltimento illecito di sostanze tossiche e radioattive attraverso il conferimento in discariche abusive, sotto terra, sotto i letti dei fiumi e nelle profondità dei nostri mari con l'affondamento di navi (cosidette navi a perdere) cariche di "merda radioattiva!". Solo in questi primi atti desecretati si parla di discariche, per la maggior parte grotte nelle zone aspromontane e nella cosiddetta zona delle Serre: Grotteria, Limina, Gambarie, Canolo, Locri, Montebello Jonico (100 fusti), Motta San Giovanni, Serra San Bruno, Stilo, Gioiosa Jonica e Fabrizia (Cz). Si parla addirittura di circa 7000 fusti sparsi nelle discariche del Nord Italia, a opera delle cosche. Scorie a volte barattate con armi che partivano dall'est europa per arrivare in Calabria tramite terra e mare.


La logica del mero profitto, la cultura perversa di distruggere l'ambiente circostante senza un minimo di umanità, hanno causato crimini nei confronti dei cittadini, che col passare del tempo ci ammaliamo. I pesantissimi danni economici nei confronti dello Stato (e quindi della collettività) ci stanno portando alla rovina e questo non può essere più tollerato! Questo sistema è fallito, abbiamo bisogno di un'evoluzione, di una presa di coscienza da parte di tutti. Qui o si rifà il paese o si muore! Bisogna vivere e alzare la testa, per questo motivo pretendiamo tutta la verità e un intervento forte da parte dello Stato per la tutela di noi cittadini! La verità ci renderà liberi!

29/05/14

Il Ministro Lorenzin mantenga gli ospedali calabresi


Ho presentato, insieme a Dalila Nesci (prima firmataria), un'interrogazione alla Camera contro la chiusura degli ospedali calabresi di Tropea, Serra San Bruno, San Giovanni in Fiore e Gioia Tauro, prevista nel Patto della Salute 2014-2016 che sarà approvato entro giugno. Con l'atto abbiamo chiesto al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di mantenere invece gli ospedali, potenziandoli insieme alla Regione Calabria, in modo che garantiscano ai cittadini il diritto alla salute, al Sud già compresso per incapacità politiche e inquinamento mafioso.
La chiusura sarebbe drammatica. Intanto, come abbiamo scritto al ministro Lorenzin, non c'è un piano alternativo. In poche parole, con il silenzio attuale della Regione il governo vuole smantellare un pezzo importante di sanità in Calabria, lasciando i cittadini allo sbando dopo aver preso tanti voti. Un arrivederci e grazie.
Il governo sta tagliando tutto per dare oltre 125 miliardi al Fondo salva-Stati. Per questo a Renzi e Alfano non interessa che una città ad altissima affluenza turistica come Tropea, due centri di montagna come Serra San Bruno e San Giovanni in Fiore e un comune strategico come Gioia Tauro restino senza l'ospedale. Il Movimento Cinque Stelle è già in lotta contro tale decisione scellerata. Il governo faccia marcia indietro, non dica poi che non sapeva.

27/05/14

Le nostre proposte sulla moria delle api

Cocktail di pesticidi tossici mettono a rischio le api italiane, fondamentali per la sussistenza della nostra agricoltura. Per arginare questa pericolosa moria abbiamo presentato una mozione al Governo.
In tutta Europa le api contribuiscono alla produzione agricola di 150 colture (84%) che dipendono parzialmente o interamente dagli insetti per l'impollinazione e il raccolto, per un valore commerciale che si aggira intorno ai 22 miliardi di euro all'anno.
Di recente la FAI (federazione italiana apicoltori) ha dichiarato che vi sono molti motivi per ritenere che l'ape italiana sia a rischio di estinzioneanche a causa di trattamenti insetticidi a base di imidacloprid, già bandito in Francia dal 2002.

Secondo Greenpeace il polline con il quale entrano in contatto le api è altamente inquinato da un "pesante cocktail di pesticidi tossici", molti dei quali neonicotinoidi, e per questo l'associazione ambientalista ha invitato la Commissione europea e i governi nazionali a vietarne completamente l'utilizzo.

La rete nazionale di monitoraggio degli alveari (Progetto BeeNet attivo dal 2011 che sostituisce il monitoraggio APENET, approntato nel 2008 a seguito dei gravi casi di moria), ha comunque segnalato gravi fenomeni di apicidio (2012-2013), in Basilicata, Emilia Romagna, Marche, Calabria e Sicilia.
Unaapi (Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani) ha segnalato durante questa primavera nuovi, estesi e reiterati fenomeni di avvelenamenti, moria e spopolamenti d'interi apiari, soprattutto in concomitanza con l'epoca delle semine del mais, dal Friuli Venezia Giulia (dove sono stati spopolati migliaia di alveari) al Veneto, alla Lombardia, all'Emilia, e al Piemonte e analoghi fenomeni sui fruttiferi e sulle colture di cereali della Lombardia e della Campania;
Inoltre un'altra minaccia è data dalla vespa velutina importata accidentalmente dalla Cina, in grado di predare le api e di distruggere gli alveari . Negli ultimi otto anni ha colonizzato quasi tutto l'intero territorio francese, con la scomparsa del 50% degli alveari, arrivando a varcare i confini con il Belgio, la Spagna, il Portogallo e l'Italia, dov' è stata ufficialmente rinvenuta in provincia di Imperia e Cuneo.

Per questo il MoVimento 5 Stelle ha chiesto al governo di attivarsi per la protezione degli alveari. Tra cui ad esempio creare o mantenere habitat specifici. Inoltre chiede che anche le Regioni si ipegnino attivando le limitazioni e i divieti cui sottoporre i trattamenti antiparassitari con prodotti fitosanitari ed erbicidi tossici per le api.

Serve poi un divieto definitivo e non solo parziale e temporaneo, dei neonicotinoidi e di altri insetticidi sistemici dannosi per i pronubi. Oltre che un controllo durante i trattamenti chimici in agricoltura.

>>QUI<< il testo della nostra mozione presentata alla Camera dei Deputati.

Fonte: parlamentari5stelle.it

I nuovi portavoce comunali a 5 stelle in Calabria

Le politiche e le europee sono diverse dalle elezioni amministrative. Soprattutto in Calabria, dove il voto di scambio e clientelare si fa sentire soprattutto nei piccoli comuni. Per questo va dato merito ai nostri nuovi consiglieri comunali eletti a Crosia, Amantea, Celico e Rende. Il seme dell'onestà è stato piantato in altri "palazzi del potere" anche in Calabria. Sono sicuro che i nostri consiglieri comunali appena eletti, supportati dagli attivisti del territorio, sapranno portare avanti le nostre battaglie nei propri comuni e far comprendere sempre più ai cittadini l'importanza di farci entrare nelle istituzioni. Un in bocca al lupo quindi ai nuovi portavoce:

- Francesca Menichino (Amantea)
- Davide Tavernise (Crosia)
- Manlio Caligiuri, Francesco Rospo e Mariella De Franco (Celico)
- Domenico Miceli (Rende)

Voglio, però, cogliere l'occasione per incitare tutti gli attivisti calabresi sparsi sul territorio, vera anima del MoVimento Cinque Stelle. I risultati, a volte deludenti, di questa tornata elettorale, devono solo conferire più forza al nostro lavoro. Lasciarsi travolgere dal pessimismo in questi momenti non serve a nulla se non a rendere più forti gli altri. È soltanto attraverso l'attivismo, quello VERO e CONCRETO, che possiamo cambiare questo Paese. Attivismo mirato alla soluzione dei problemi dei cittadini e non al mero raggiungimento di un risultato elettorale. Non molliamo ragazzi, abbiamo sempre saputo che non sarebbe stato semplice! Buon lavoro a tutti i neo eletti in Calabria e buon MoVimento!

26/05/14

Loro non molleranno mai, noi neppure!



Lo so, avevamo tutti delle aspettative diverse da queste elezioni europee. Intanto voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno creduto e sostenuto e a loro voglio dire con gran forza di NON MOLLARE!! Possiamo perdere delle battaglie ma la guerra è ancora lunga ed abbiamo il dovere civico e morale di continuare questa rivoluzione! Ringrazio tutti gli attivisti e tutti i miei colleghi che hanno buttato l'anima nelle piazze, nei banchetti e in ogni dove. La battaglia più difficile da vincere sta proprio nel cambiamento culturale di ognuno di noi. La strada è spianata ma la salita è ripida e piena di ostacoli. Non molleremo, anche se gli italiani hanno preferito la via dell'astensione e di Renzi. La cosa più evidente che salta fuori da questi risultati purtroppo è la disinformazione sui temi importanti che hanno coinvolto questo governo in un anno di legislatura e le tematiche europee come fiscal compact, mes e altri accordi presi in Europa che ci stanno portando alla rovina! Gli italiani sono ancora purtroppo inconsapevoli, forse anche perchè non siamo riusciti a trasmettere loro una consapevolezza diversa, sapendoli attirare sui temi di cambiamento culturale a noi più cari. Hanno dato l'ennesima fiducia in bianco ad un governo calato dall'alto senza pensare alle idee, al programma, alle vere esigenze di un paese e di un popolo che sprofonda ogni giorno a causa di queste politiche di austerity e delle logiche perverse del capitalismo. Ne prendiamo atto e cercheremo di porvi rimedio, attraverso un'attenta analisi anche di autocritica. La gente ha preferito scegliere la forma piuttosto che il contenuto. Ha preferito lo status quo piuttosto che il cambiamento, quello vero! Da una parte forse abbiamo sottovalutato il potere dei media di regime, delle tv, del clientelismo, di Berlusconi, di De Benedetti, dei lobbisti, delle banche e dei poteri forti, dall'altra credo che forse non siamo stati capaci di comunicare in maniera efficace la nostra idea di cambiamento. Di certo non ci fermiamo e continueremo a guardare avanti e OLTRE! I voti che abbiamo preso sono voti più consapevoli rispetto all'anno scorso e questo è un bene perchè abbiamo comunque una buonissima base di ripartenza per continuare a non mollare, a sognare e a lavorare per un futuro migliore perché ce lo meritiamo! Soprattutto è più imponente la presenza di attivisti sui territori. Attraverso il lavoro dei nostri attivisti e non solo quello dei cittadini eletti nelle istituzioni, riusciremo a portare nelle case degli italiani le nostre consapevolezze ed a cercare insieme le soluzioni ai problemi che attanagliano tutti noi.
Sono contentissimo per i nuovi nostri portavoce che andranno in Europa come la nostra calabrese Laura Ferrara, che ha raggiunto un traguardo importantissimo ed andrà a sbattere i pugni sul tavolo in Europa per portare la voce del MoVimento, del meridione e della Calabria! Nella mia terra Laura è riuscita ad ottenere più preferenze di Scopelliti e Pirillo, due mostri sacri della politica calabrese, quella fatta di clientelismo e bilanci truccati. È un segnale importante, imponente, da cui ripartire con la consapevolezza che l'onestà vincerà anche nell'estremo Sud di questo Paese, dove la gente è sfiduciata da decenni di malapolitica. Ora aspettiamo i risultati delle regionali e delle amministrative, con la speranza di vedere entrare nelle istituzioni locali più cittadini attivi possibili! Loro non molleranno mai (ma gli conviene??) NOI NEPPURE!! FORZA E CORAGGIO!!!

23/05/14

#CalabriaTour giunge a conclusione #VinciamoNOI



Siamo partiti a metà aprile, abbiamo attraversato la Calabria in lungo e in largo. Siamo stati a Siderno, Cittanova, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Crotone, Palmi, Serra San Bruno, San Giovanni in Fiore, Cosenza, Catanzaro, ecc.. Siamo andati nelle piazze di comuni sciolti per 'ndrangheta ad urlare in faccia ai mafiosi il nostro sdegno per loro. Abbiamo dato ai cittadini onesti la speranza che la Calabria può cambiare, che questa terra può smetterla di essere ostaggio di politici collusi. Abbiamo dato una scossa a questa Calabria ferita a morte dalla classe politica e dalla criminalità organizzata. Abbiamo stretto la mano di chi lotta insieme a noi, magari dietro le quinte. Abbiamo incontrato gente che ha scelto di metterci la faccia scendendo in piazza ad ascoltarci anche in alcune città difficili, dove per metterci la faccia ci vuole coraggio. Abbiamo finalmente la certezza che siamo tanti, più di loro, e che non dobbiamo avere paura. Abbiamo fatto capire che il coraggio dei calabresi onesti cambierà questa terra, proprio a partire dalle elezioni europee. Non sarà facile lottare con loro, non sarà semplice vincere una guerra che in questa terra è più difficile...ma ora sappiamo che è giusto combatterla, che è giusto buttare il cuore oltre l'ostacolo per non vedere più i nostri fratelli piegarsi o rassegnarsi e scappar via. Abbiamo già vinto...ABBIAMO GIÀ VINTO!

QUI ALCUNE FOTO DEL #CALABRIATOUR!

22/05/14

L'accordo votato dal PD in Europa che ha ucciso la nostra produzione dell'ortofrutta


L’agricoltura italiana subirà un nuovo, durissimo, colpo dal recente accordo UE – Marocco in materia di liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli. Ad affrontare le conseguenze più gravi saranno le regioni italiane votate alla produzione agrumicola e dell'ortofrutta in genere, ma è evidente che il contraccolpo della completa liberalizzazione delle importazioni marocchine si assesterà su tutta la produzione agroalimentare nazionale.
A Bruxelles però i rappresentanti dei maggiori partiti politici italiani sembrano non aver percepito il problema e hanno anzi dato il loro avallo alla stesura di un accordo che rischia di compromettere in maniera irreversibile una già difficile realtà produttiva e di mercato. Rappresentanti di PD e NCD hanno votato favorevolmente all’accordo UE-Marocco dimostrando incapacità di visione strategica del mercato nazionale agricolo o peggio, ignorando consapevolmente le conseguenze negative sul Paese. Sono davvero questi i rappresentanti che i cittadini vogliono al tavolino europeo?.
L'entrata in vigore dell'accordo nei termini stabiliti, potrebbe, inoltre, provocare una situazione di concorrenza sleale non solo con riferimento ai prezzi di entrata di alcuni prodotti le cui presunte irregolarità sono già state denunciate, ma anche con riferimento alla compatibilità con le vigenti normative europee di qualità sul lavoro e sull'ambiente.
Tutto ciò non può essere ignorato e per questo in più di una occasione abbiamo chiesto al Governo nazionale di intervenire per ridiscutere i termini dell’accordo o appellarsi alle clausole di salvaguardia previste. Nessuno ci ha prestato attenzione, ma adesso possiamo far sentire finalmente la nostra voce e la nostra forza – che sono la voce e la forza dei cittadini italiani – direttamente in Europa. La nostra visione dell’agricoltura è chiara: rafforzare il made in Italy, le nostre produzioni tradizionali e locali ed essere il meno possibile dipendenti dall’estero. Faremo di tutto affinché l’Europa ci ascolti, ecco perchè è importante andare in Europa!!

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Alaco: abbiamo incontrato il prefetto

Si è tenuto nella tarda mattinata di ieri l’incontro tra noi parlamentari M5S (io e Dalila Nesci) ed il prefetto di Catanzaro Raffaele Cannizzaro sul problema dell’acqua potabilizzata del lago Alaco. L’incontro era stato promosso da noi dopo la conclusione dell’inchiesta «Acqua sporca» della procura di Vibo Valentia, con decine di indagati tra sindaci e amministratori pubblici per omessi controlli e avvelenamento colposo. Abbiamo rappresentato al prefetto di Catanzaro la gravità della situazione, riguardante la classificazione delle acque dell’Alaco, che presenta seri dubbi sulla potabilità e sull’intero sistema di gestione.
Abbiamo inoltre sottolineato al prefetto Cannizzaro che questa storia è nata male da principio, sin dall’avvio dei lavori della diga dell’invaso Alaco, ed è andata avanti tra dubbi legittimi e forti proteste dei cittadini, che non hanno mai smesso di chiedere la verità.
A conclusione dell’incontro abbiamo espresso soddisfazione per la disponibilità mostrata dal prefetto, che ha assicurato loro di concertare azioni anche con il prefetto e la procura della Repubblica di Vibo Valentia. Abbiamo anche ribadito al prefetto Cannizzaro la necessità di convocare un tavolo tecnico, interessando anche l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), affinché tutte le istituzioni responsabili contribuiscano alla soluzione del problema, coinvolgendo anzitutto comitati e associazioni, infatti, altra questione importante è la scarsa informazione ai cittadini che l’amministrazione pubblica ha dato finora.

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15/05/14

Conferenza dei servizi sul castello di Crotone nelle segrete stanze

Mi hanno negato la partecipazione alla conferenza dei servizi sulla ristrutturazione del Castello Carlo V di Crotone. Sono amareggiato ed arrabbiato perchè, grazie alla segnalazione degli attivisti del Meet Up di Crotone, avevo inviato regolare richiesta. La stessa cosa è avvenuta per alcune associazioni culturali crotonesi, che da anni si interessano di valorizzare il patrimonio storico e culturale della città. I cittadini non hanno quindi avuto l'opportunità di verificare la bontà del progetto di ristrutturazione. La presentazione del progetto è avvenuta attraverso la solita conferenza stampa in pompa magna e da una prima valutazione sembra non rispettare il valore storico della struttura. Diversi mesi fa ero intervenuto sulCastello di Crotone depositando un'interrogazione scritta al Ministro dei Beni Culturali nonché inviando una lettera al Sindaco Vallone ed alla soprintendenza, attraverso cui portavo la voce di cittadini ed associazioni sdegnati dal progetto, senza però ottenere alcuna risposta. La soprintendenza dei beni culturali ed il Comune di Crotone dovranno prendersi la responsabilità di aver speso male i fondi europei destinati alla ristrutturazione. La politica ha il brutto vizio di spendere a casaccio i soldi provenienti dall'Europa pur di non perdere il diritto ad ottenerli, un vizio tutto calabrese che sarebbe il caso di perdere in fretta. Spenderanno oltre 13 milioni di soldi pubblici per devastare il patrimonio storico di Crotone.

Torrente Missionante, il Governo garantista la bonifica

A seguito del sequestro, da parte della Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro (CS) di circa 2 Km del Torrente Missionante, dove è stata rinvenuta una discarica a cielo aperto con la presenza di rifiuti pericolosi, ho depositato un’interrogazione scritta cofirmata da Dalila Nesci al Ministro dell’Ambiente, che deve adoperarsi per garantire immediatamente la bonifica del torrente. Lo smaltimento illecito di rifiuti è una vera e propria piaga per la nostra Regione, ridotta dalla criminalità organizzata alla stessa stregua della terra dei fuochi in Campania.
Dopo il passaggio al Senato i reati ambientali saranno presto inseriti nel codice penale, una vittoria del MoVimento Cinque Stelle per contrastare le mafie che fanno lucro attraverso lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. Perseguire penalmente chi inquina non basta. La politica deve attivarsi per garantire la bonifica dei siti inquinati per restituire il territorio ai cittadini. La Calabria è stata letteralmente devastata dagli interessi della ‘ndrangheta sul ciclo dei rifiuti e quello di Corigliano Calabro è solo l’ennesimo, macabro, esempio.

13/05/14

Sangue infetto, vergogna di Stato!

Il Governo deve garantire la rivalutazione dell’indennizzo a chi, a seguito di trasfusioni, vaccinazioni obbligatorie o somministrazione di emoderivati, hanno contratto l'epatite HCV e quindi hanno subito un danno, allo stato, irreversibile, come sancito dalla Legge 290 del 1992. Oggi ho depositato un'interrogazione parlamentare al Ministro della Salute Lorenzin, cofirmata da Federica Dieni e Dalila Nesci. Le sentenze della Corte Costituzionale e della Corte Europea dei Diritti dell’uomo hanno sancito che lo Stato è tenuto a garantire il pagamento della rivalutazione dell’indennità integrativa speciale a tutti i beneficiari. Il Governo, però, a partire dal 2012 ha smesso di liquidare le somme necessarie al pagamento degli indennizzi, facendoli gravare al già esiguo bilancio delle Regioni. 
I 1017 calabresi che hanno diritto all'indennizzo nel 2014 non hanno ancora ricevuto un centesimo ed i ritardi nei pagamenti sono dovuti al Governo, che si rifiuta di garantire alle Regioni il rimborso delle somme da versare ai cittadini ammalati. E’ assurdo che i danneggiati da sangue infetto in Italia non abbiano quanto gli spetta. Un Paese civile deve avere cura del diritto alla salute dei propri cittadini!
Nel frattempo Renzi sta facendo campagna elettorale vantandosi di aver trovato miliardi di euro da destinare ai lavoratori dipendenti, ma non riesce a destinare poche centinaia di milioni a quegli italiani che, grazie agli errori del nostro sistema sanitario, non possono avere accesso ad altre forme di sostegno economico.

Tutto quello che il M5S ha fatto in parlamento sulla problematica del sangue infetto:

- Interrogazione a risposta in commissione 5-00584 (Lorefice) 11/07/2013
Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00733 (Lorefice) 24/07/2013
Interrogazione a risposta scritta 4-01564 (Nesci) 02/08/2013
Interrogazione a risposta in commissione 5-01106 (Lorefice) 01/10/2013
Risoluzione in commissione 7-00114 (Lorefice) 03/10/2013
Risoluzione in commissione 7-00125 (Lorefice) 10/10/2013
Interrogazione a risposta in commissione 5-02678 (Lorefice) 23/04/2014
Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-02821 (Lorefice) 14/05/2014
Interrogazione a risposta scritta 4-04810 (Parentela) 15/05/2014

12/05/14

[CERCASI] Rappresentanti di lista per le elezioni europee in Calabria!


Il 25 Maggio combatteremo una battaglia decisiva. Non possiamo permetterci di subire brogli o penalizzazioni infondate, per cui ci servono cittadini con l'elemetto che facciano da Rappresentanti di Lista in un maggior numero possibile di seggi per tutta la Calabria. La nostra è una regione che in consiglio regionale si ritrova indagati, condannati e vanta pure persone sottoposte a misure cautelari. Con questi "farabutti" dobbiamo esser prudenti e attenti: questa è una chiamata alle armi, la guerra la si vince tutti insieme e non stando in poltrona. Date la vostra disponibilità ad accettare questo ruolo e compilate il modulo cliccando >>QUI<<  


VINCIAMO NOI!!!!

08/05/14

Siano garantiti strutture e mezzi adeguati ai Vigili del Fuoco di Catanzaro


Il Ministro Angelino Alfano deve adoperarsi per garantire al comando dei vigili del fuoco di Catanzaro  strutture e mezzi adeguati a salvaguardare le vite dei cittadini e degli stessi operatori di soccorso. Ho depositato un'interrogazione scritta al Ministro degli Interni a seguito di una nostra ispezione al comando provinciale di Catanzaro e le segnalazioni del dirigente dell’USB in cui abbiamo rilevato che le strutture sono fatiscenti, i mezzi maltenuti, i dispositivi di protezione individuale scarsi o mancanti. Abbiamo anche riscontrato  che  le attrezzature per garantire l’incolumità dei lavoratori ed il soccorso tecnico urgente alla popolazione risultano danneggiate o scadute e delle volte prive di manutenzione o addirittura ammucchiate alla rinfusa e ricoperte di polvere.
Ho chiesto al Ministro di attivare un piano di revisione dei mezzi in tutto il Comando Provinciale di Catanzaro al fine di salvaguardare la sicurezza dei cittadini e degli operatori del soccorso e di valutare, attraverso un’ispezione, l’operato del dirigente provinciale, unico responsabile del soccorso e  della sicurezza sul luogo di lavoro. I vigili del fuoco compiono un servizio fondamentale per la cittadinanza e per il territorio e non possiamo permettere di far correre loro ulteriori rischi a causa della noncuranza della classe politica, che evidentemente li abbandona al loro destino per risparmiare qualche spicciolo.

07/05/14

Interrogazione sulla chiusura del Corpo Forestale di Fuscaldo (CS)


La Caserma del Corpo Forestale di Fuscaldo (Cosenza) non ha ragioni per essere chiusa. Ho depositato a riguardo un'interrogazione scritta al Ministro degli interni Angelino Alfano. Nell'ottica della spending review è stato deciso di accorpare la caserma di Fuscaldo a quella di Paola. Eppure la circoscrizione forestale che fa capo a Fuscaldo raggiunge una superficie boschiva di migliaia di ettari. L’accorpamento alla vicina Caserma di Paola non comporta alcun risparmio per i cittadini e renderebbe meno efficienti i controlli su una vasta superficie boschiva, la seconda nella provincia di Cosenza. Molte scelte contenute nella spending review non fanno i conti con le realtà territoriali e dipendono spesso dalla convenienza politica dei partiti che come al solito si spartiscono i territori per favorire le proprie clientele e non per rendere un servizio veramente efficiente ai cittadini.
Alfano deve spiegarci secondo quale logica deve essere chiusa la Caserma di Fuscaldo che ha un costo di circa 1.500 euro annui e se davvero il nostro Paese ha necessità di risparmiare questa somma esigua. Per fare risparmio sulle casse dello stato bisogna individuare i veri sprechi, non chiudere uffici senza una vera logica di risparmio, privando i cittadini di servizi importanti per la tutela del territorio.

05/05/14

Transazione Eni-Comune di Crotone vergognosa, Eni paghi tutto ai cittadini


L’accordo transattivo tra Eni e Comune di Crotone ci lascia sbalorditi. È una soluzione che esclude i cittadini, che sono la parte debole. L’Eni è già stata condannata a risarcire Crotone per 56,2 milioni di euro per danno ambientale, sicché la transazione è una vergogna, soprattutto perché la città sta subendo gli effetti di un grave, lungo inquinamento. Anche gli attivisti del Meetup di Crotone nei giorni scorsi attraverso un comunicato stampa avevano invitato il Sindaco di Crotone ad ascoltare associazioni e singoli cittadini, che chiedono maggiore trasparenza e si oppongono fermamente all'accordo. La politica non può voltarsi ancora dall’altra parte, fingendo che cittadini e associazioni di Crotone non si stiano ribellando all’accordo.
Il sindaco Vallone deve fermarsi e ragionare sul futuro che la transazione darà ai propri cittadini. Crotone è stata sventrata da quella politica che nei decenni ha sfruttato per sé le false promesse dei signori delle multinazionali. Le scelte della politica hanno ridotto Crotone tra le città più povere d’Italia. Vallone deve invertire la rotta, alzare la voce e rifiutare transazioni. Eni paghi ai crotonesi ogni centesimo stabilito dai giudici.