25/10/13

Accordo Ue-Marocco: presentata risoluzione M5S

Le politiche di vicinato dell'Unione Europea hanno portato a stipulare un accordo con il Regno del Marocco concernente la liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli trasformati e di quelli relativi alla pesca.
Per quanto questo genere di accordi possa contribuire a migliorare la stabilità politica ed economica dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, non sembrano prendere in considerazione l'impatto che potrebbero avere sul comparto agricolo italiano: la Calabria, come tutte le regioni meridionali, soffrirà inevitabilmente l'ingresso dei prodotti provenienti dal Marocco, soprattutto nel comparto agrumicolo grazie alla coincidenza dei periodi di commercializzazione. È noto come, potendo contare su costi di produzione più bassi, i prodotti provenienti da Paesi in via di sviluppo possano entrare nel mercato europeo a prezzi concorrenziali, eliminando, di fatto, i prodotti di origine interna dal carrello degli italiani.
Alle perplessità di natura meramente economica, si aggiungono quelle di matrice ambientale e di rispetto delle normative europee concernenti la qualità del lavoro. In questo contesto si inserisce la risoluzione presentata in Commissione Agricoltura attraverso cui si vuole impegnare il governo ad attivare le misure di salvaguardia contenute nell'accordo con il Regno del Marocco, al fine di salvaguardare le aziende agricole italiane da quella che appare come una vera e propria concorrenza sleale causata dai prodotti provenienti dal Paese nordafricano.
Il Governo deve intervenire in sede comunitaria per fare in modo che venga salvaguardato l'equilibrio tra la liberalizzazione del mercato e la necessaria protezione per il settore agricolo, i lavoratori ed i consumatori italiani. Noi del MoVimento Cinque Stelle siamo fermamente contrari all'orientamento della Commissione Europea, che troppo spesso sembra non essere capace di valorizzare adeguatamente il settore agricolo.
Il principio secondo cui il benessere interno dipenda dalla stabilità politica e dalla prosperità economica dei Paesi vicini, fa perdere di vista all'Unione Europea che sarebbe necessaria una valutazione più attenta delle conseguenze di alcune scelte, che impattano in maniera fortemente negativa su importanti realtà nazionali.
La Commissione Europea continua ad ostinarsi nel penalizzare, attraverso questo genere di negoziati internazionali, le filiere europee ed in particolare quella dell'ortofrutta, senza prendere in considerazione la forte crisi economica in atto, soprattutto per le aziende agricole del meridione tutto, Calabria compresa.

22/10/13

Diga sul Melito: la grande opera incompiuta della Calabria


La Diga sul fiume Melito rappresenta, forse, la più grande opera incompiuta della Calabria, la più grande diga del Mezzogiorno, una delle più estese d' Europa. Un progetto immenso, che avrebbe dovuto dar vita ad un invaso capace di fornire acqua potabile a mezzo milione di cittadini calabresi, produrre energia elettrica e costituire una meta turistica al pari di altri invasi artificiali in Calabria. Se ne parla da più di mezzo secolo ed il progetto fu finanziato già 30 anni fa con oltre 500 miliardi di vecchie lire. Avevano addirittura stampato le cartine geografiche della Calabria con già disegnato il Lago Azzurro, che avrebbe preso vita dalla costruzione della Diga. Sono passati 30 anni, sono stati spesi soldi pubblici per iniziare i lavori, di cui soltanto il 10% ad oggi sono stati completati. Il Consorzio di Bonifica IonioCatanzarese (a cui fu affidata la gestione dell’appalto) è stato più volte al centro di aspre polemiche relative alla prosecuzione ed alla gestione dei lavori, su cui è in corso un’indagine portata avanti dal Sostituto Procuratore Domenico Guarascio. Poi ancora: problemi tecnici relativi al progetto che hanno portato la Astaldi S.p.a. a rifiutare l’appalto, cittadini espropriati dalle proprie case (nel progetto sommerse dall’invaso) e che dopo 20 anni ancora continuano ad abitarle. Insomma, la Diga sul Melito non è solo una nobilissima incompiuta, ma è sinonimo di malapolitica e gestione clientelare degli appalti. Il silenzio assordante delle istituzioni sulla necessità di proseguire i lavori sulla diga, mi ha spinto a presentare un’interrogazione scritta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ed al Ministro dell’Ambiente, per far luce sull’annosa vicenda che tiene col fiato sospeso i cittadini dei comuni interessati dalla sua costruzione. “Sono stati spesi diversi milioni di euro per un’opera incompiuta che nonostante le ripetute promesse da parte di ogni partito politico, difficilmente verrà ultimata. Intanto la zona del cantiere è abbandonata a se stessa, senza neanche l’ombra di un custode a vigilare su macchinari dal valore di centinaia di migliaia di euro. Una vallata stupenda che oggi somiglia ad un immenso cratere lunare, dove anche il pascolo è vietato. Oltre all’evidente danno ambientale, causato dalla mancata conclusione dei lavori, ci sono interrogativi di carattere meramente pratico in merito alla fattibilità tecnica dell’attuale progetto”.
Nell’interrogazione presentata, si chiede al Ministro Lupi ed al Ministro Orlando di dare una risposta definitiva sull’effettiva possibilità di proseguire i lavori. Se così non fosse, perché mancano i finanziamenti o per altri motivi, che si proceda a bonificare l’area interessata dai cantieri per restituirla ai cittadini. La possibilità che la diga possa un giorno vedere veramente la luce sembra remota “eppure, la politica non si esprime riguardo l’intenzione di bloccare definitivamente il progetto, forse perché l’opera è sempre stata oggetto di promesse elettorali, visto che se ne parla spesso soltanto a ridosso di nuove elezioni, per poi far cadere tutto nel dimenticatoio.
E’ storia vera
quella di alcuni turisti tedeschi scesi appositamente in Calabria armati di canoa, per fare un gita sul “famoso” lago Azzurro, trovando al loro arrivo soltanto il cantiere della diga. Questa grottesca vicenda rappresenta l’emblema di quanto questa terra abbia sofferto e continui a soffrire l’inefficienza di una classe politica inadeguata che avrebbe dovuto fare della Calabria una terra ricca di turismo, garantendo i servizi essenziali ai visitarori quanto ai suoi cittadini. Il risultato invece è sotto gli occhi di tutti.”.

La transizione


Ci sono giorni in cui penso che l'uomo sia un animale cattivo, lo stesso che ha distrutto il pianeta in cui vive con il solo fine di avere un tornaconto personale.
In quei giorni, quest'avventura che sto vivendo, sembra che non abbia senso, che stiamo combattendo una guerra senza senso, persa in partenza.
Penso che la gente sia sadica e delle volte glielo si legge in volto anche all’interno di questi palazzi.
A volte penso che l'uomo sia un animale stupido, perchè non ha mai saputo sfruttare la propria intelligenza per pensare anche agli altri ed a quello che gli sta intorno, non solo a se stesso.
Tant'è vero che molti degli uomini nel corso della storia hanno compiuto scelte sbagliate, prive di un briciolo di pensiero per quello che sarebbe stato in futuro o, ancora peggio, semplicemente per l'uomo che gli stava accanto. Forse mille anni fa era una questione di sopravvivenza, “mors tua, vita mea” si diceva (se non sbaglio). Era una mera questione di progresso, non si avevano le tecnologie e le conoscenze scientifiche che si hanno oggi. Oggi è diverso! Oggi “chi comanda” ha la possibilità di assumere delle decisioni che potrebbero far stare tutti un po' meglio e salvare questo pianeta dal disastro. Umanitario, prima ancora che ambientale. Il genere umano, oggi ha le conoscenze necessarie per capire che questo pianeta, con questo sistema, è destinato ad esplodere. In realtà lo sta già facendo lentamente, in ogni istante!
Quando invece abbiamo le risorse e le conoscenze, grazie alla tecnologia e la scienza, per evolverci e vivere serenamente in una società più equa.
Ma il problema purtroppo è che chi decide, chi comanda, in questo sistema ci sta troppo comodo, ed allora ha paura! Ha paura perchè la salvezza “degli altri” gli costerebbe la perdita di troppi privilegi personali: dall'autista alle super ville, e poi i beni di lusso, le comodità, la ricchezza, IL POTERE! Eccesso di abbondanza solo per se stessi. Ed allora provo ad entrare nelle loro teste e penso che ci sarà qualcuno di loro, di chi comanda, che ogni tanto pensa ai suoi figli e tema per il loro futuro. Perchè prima o poi tutto finisce. Tutto svanirà. E' sempre stato così nella storia. E' caduto l'impero romano, finito il medioevo e sono morti sia Napoleone, che Hitler, che Stalin, che Andreotti.
Tutti i “sistemi politici”, prima o poi, si sono evoluti. Oggi abbiamo questo, domani ne avremo un altro. Il fatto è che siamo in un periodo di transizione e non ci troviamo che all'inizio della salita. Non credo che in un caldo giorno di luglio del 1789 tutti i francesi si siano svegliati ed abbiano deciso di assaltare la Bastiglia. Prima di quel giorno c'è stato un periodo di transizione. Prima di quel giorno la si è sognata, quella rivoluzione. Qualcuno ci è morto dedicandole un'intera vita pur senza mai vederla la Bastiglia in mano ai ribelli. Altri avranno mollato prima di quel giorno, molti avranno tradito e si saranno alleati...che sò...ai moschettieri del Re. Ognuno ha recitato il suo ruolo. Ed allora è questo il nostro compito: crederci. Perchè se smettiamo di credere in quello che stiamo facendo, l'unica cosa certa è che non avverrà mai! Solo se continuiamo a crederci si avvererà il sogno di vedere questa pessima razza umana, capace di decidere pensando al prossimo ed alle prossime generazioni. E non importa se reciteremo la stessa parte di quello che muore e la Bastiglia in mano ai ribelli non la vede, perchè almeno potremo vivere credendo che un giorno il mondo potrà essere come lo vogliamo noi! 

19/10/13

No alla liberalizzazione selvaggia degli orari di apertura


E' finalmente arrivata in Aula la nostra proposta di legge sul contrasto alle liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali volute da Monti. Si tratta di un tema caldo perché è una battaglia a favore della piccola e media impresa, dei piccoli esercizi commerciali schiacciati dai colossi della grande distribuzione, inoltre è un tema che riguarda i diritti dei lavoratori e la qualità di vita.
Dobbiamo assolutamente riuscire a concretizzare sui territori locali la battaglia che il M5S sta facendo sul piano nazionale ed a questo proposito vi proponiamo alcune idee in ordine sparso.

COSA FARE CONCRETAMENTE
- inviare a quotidiani, radio, giornali online e agli altri media locali il comunicato stampa che trovate a questo link http://bit.ly/1hYrZGq (integrare eventualmente con riferimenti alla chiusura di esercizi commerciali locali)
- distribuire negozio per negozio il volantino (versione A4 http://bit.ly/19MXwZh - versione A5 http://bit.ly/16RqEji ) per informare gli esercenti della nostra proposta stimolandoli a fare pressione sulle associazioni di categoria
- realizzare brevi interviste video ai negozianti che poi condivideremo sui canali ufficiali di M5S Parlamento (inviate link YouTube a  m5s.call.to.action@gmail.com)

COSA STA ACCADENDO
Il relatore della nostra proposta di legge purtroppo è stato scelto uno del PD ed il loro intento è quello di chiudere velocemente la discussione generale votando due emendamenti soppressivi alla nostra proposta. Tra l'altro, durante i lavori di Commissione, pare sia arrivato anche il diktat di Monti che si è scomodato a telefonare a Letta per accertarsi che non fosse ritoccato il suo decreto. 
Pur riconoscendo un errore di base nelle liberalizzazioni, ovviamente sono disposti a tutto pur di non far passare una proposta "col cappello 5 stelle". Noi saremo invece relatori di minoranza perché, per contrastare questa azione e avere maggiore tempo di discussione, abbiamo deciso di presentare un secondo testo di minoranza che viene incontro alle osservazioni emerse durante i lavori di Commissione e ripropone parzialmente il nostro testo base, tolti i passaggi che avevano sollecitato maggiori perplessità.
Sappiamo che le associazioni di categoria Confesercenti, Confcommercio e Confapi sono assolutamente d'accordo con la nostra proposta di legge ma i vertici nazionali (altamente politicizzati) non hanno intenzione di fare pressione sulle forze politiche. 
Considerata l'importanza del tema e il fatto che é la prima proposta di legge interamente nostra che sbarca in Aula dobbiamo assolutamente informare i cittadini, soprattutto i commercianti, della battaglia che stiamo conducendo a tutela dei piccoli commercianti e dei lavoratori.

Testo della Proposta di Legge
1 - testo originale M5S ( http://bit.ly/16hxFWZ )
2 - modifiche M5S a seguito parere negativo commissione ( http://bit.ly/174hOkr )

Iter della Proposta di Legge

INFO UTILI
La crisi del commercio sta falcidiando i piccoli esercizi commerciali. Negli ultimi 18 mesi hanno chiuso 101.000 negozi con la perdita di circa 300.000 posti di lavoro. Per tentare di bloccare questa emorragia, il MoVimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge, attualmente in discussione in Aula alla Camera dei Deputati, che intende cancellare le liberalizzazioni degli orari di apertura volute da Monti, restituendo autonomia di decisione sul commercio a Regioni e ad Enti Locali. La maggioranza sta facendo di tutto per bloccare questa legge, continuando così a favorire le lobby dei centri commerciali.
Le liberalizzazioni di Monti si sono rivelate fallimentari perché non hanno portato un aumento dei fatturati per le imprese, né ad una diminuzione dei prezzi a favore dei consumatori, né ad un aumento dei posti di lavoro. In definitiva non hanno creato una sana concorrenza ma hanno solamente acuito lo scontro tra piccola e grande distribuzione con la conseguente chiusura di migliaia di piccoli negozi spingendo nella disoccupazione migliaia di persone. Le vendite non aumentano solo perché si tengono i negozi aperti più a lungo, semplicemente gli acquisti si diluiscono in 7 giorni invece di 6. Al contempo le ore di lavoro sono aumentate ed i costi per le imprese pure. I piccoli esercizi commerciali, già in crisi, non reggono questo aggravio di costi e chiudono. La grande distribuzione ne approfitta obbligando i lavoratori a turni di lavoro stressanti che, non contemplando chiusure domenicali e festive, sono impossibili da conciliare con la tutela della vita familiare.

VIDEO
http://bit.ly/GS9sA5

Forza ragazzi..contiamo su di voi!

17/10/13

L'uso dei prodotti BIO nelle mense scolastiche è legge dal 2013 grazie al MoVimento 5 Stelle

Abbiamo ottenuto che il Ministro dell'Agricoltura elabori programmi di educazione alimentare che favoriscano il consumo consapevole dei prodotti ortofrutticoli locali, stagionali e biologici. Inoltre, grazie alla nostra riformulazione all'emendamento dell'onorevole Mongiello (Pd) i servizi di ristorazione scolastici dovranno prevedere un'adeguata quota di prodotti biologici.
In commissione Cultura, Scienza e Istruzione, ieri sera, nel corso della discussione sul Decreto Istruzione, è stato approvato un emendamento che prevede che nella realizzazione di programmi di educazione alimentare il Ministero dell'Agricoltura promuova il consumo consapevole di "prodotti locali, stagionali e biologici". Accolta anche la riformulazione relativa alla presenza nelle mense scolastiche di un'adeguata quota di prodotti agricoli che, oltre a provenire da sistemi di filiera corta, siano "biologici".
Il Ministero dell'Agricoltura avrà a disposizione un ulteriore strumento in grado di promuovere il sistema agricolo locale, biologico e stagionale. Questi due provvedimenti, che cadono in coincidenza con la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, oltre a rappresentare un ulteriore passo verso un'alimentazione sana e consapevole, consentono di tutelare la salute dei giovani, soprattutto in quei territori devastati dall'inquinamento. Infatti soprattutto in questi casi, non è sufficiente adottare il principio della filiera corta per garantire una sana alimentazione, ma servono anche altri elementi di tutela. In tal senso, i prodotti biologici possono rappresentare una garanzia di qualità in più.

QUI è possibile scaricare un FAC-SIMILE della richiesta da indirizzare al dirigente competente del vostro comune per vigilare e stimolare le amministrazioni comunali al rispetto della legge.
Ecco la legge (l’articolo 5-bis e l’aggiunta delle parole “e biologico” sono successi del M5S).

Questo è il vero spirito del MoVimento 5 Stelle, una partecipazione attiva dei cittadini sui territori, il Paese si cambia insieme!

parlamentari5stelle.it

Funerali di Lea Garofalo, "la 'ndrangheta è ovunque"


Nascere e crescere in una terra di ‘ndrangheta non è facile. Devi rassegnarti a sottostare alle loro regole oppure scappare. Sottostare, scappare o ribellarsi per poi morire. Com’è accaduto a Lea Garofalo, uccisa 4 anni fa per aver detto BASTA alla ‘ndrangheta, decidendo di parlare e fare i nomi. Rapita, torturata, uccisa e poi bruciata nelle campagne, per nascondere le prove della sua morte. Sono andati a prenderla a Milano, dov’era scappata per paura di essere perseguitata. Era andata lontana, ma non abbastanza, perché la ‘ndrangheta è ovunque.

È nel cemento che riempie i nostri palazzi; nell’asfalto delle nostre strade; nei favori del politico amico di turno; nel lavoro in nero che ci viene dato come promessa per una stabilità futura; nelle navi che affondano a largo dei nostri mari stracolme di merda radioattiva uccidendo il nostro futuro; nel caffè che beviamo nei nostri bar, a Catanzaro come a Mantova; nel negozietto gestito dai cinesi che hanno aperto sotto casa.
La ‘ndrangheta è ovunque e non le si può sfuggire se non smettendo di chinare il capo. Se non ci ribelliamo, tanto, ci uccide lo stesso impadronendosi delle nostre vite e delle prossime generazioni.

L’unica chance che abbiamo è ribellarci, tutti insieme! Dovremmo essere tutti pronti a morire per essere liberi dalle mafie perché la logica del loro successo sta nella paura del nostro silenzio.

Sabato verranno celebrati a Milano i funerali di Lea Garofalo. Noi dovremmo, un giorno, celebrare i funerali delle mafie.
Sarà un giorno di grande festa, ma solo un sogno se non inizieremo a svegliarci tutti. Non domani, subito...ORA!!

Finanziamento pubblico ai partiti: storia di una truffa

Dichiarazione di voto finale di Giuseppe D'Ambrosio



In verità, più che di una commedia, si tratterebbe di una farsa, in cui ognuno dei protagonisti è chiamato ad interpretare un ruolo. Si sa, qui in aula facciamo teatro e questo è l'ultimo atto.
Presidente mi consenta, non voglio parlare a voi ma ai cittadini quelli veri, quelli fuori dalle istituzioni che faticano a comprendere quello che oggi stiamo discutendo ed allora provo a spiegarglielo:
- La presente legge entra in vigore nel 2014, per tutto il 2014 i partiti continueranno a ricevere dallo Stato somme pari ad un importo massimo di 91 milioni di euro; per il 2015 essi potranno usufruire del 60% dei 91 milioni; per il 2016 del 50% e per il 2017 del 40%. Solo a partire dal 2018 i partiti che hanno partecipato alle scorse elezioni smetteranno di ricevere rimborsi per le spese elettorali.
- A questi soldi pubblici, si aggiungono quelli versati dai cittadini nelle casse dei partiti attraverso il 2 per mille dell’irpef a decorrere dal 2014. A questo scopo, inoltre, è prevista l’istituzione di un fondo che dovrebbe constare di massimo  55 milioni di euro annui che lo Stato si impegna a ripartire ancora tra i vari partiti.
- Questo ddl ha fissato il limite delle donazioni a 300.000 euro annui per le persone fisiche e a 200.000 euro annui per le persone giuridiche. Ma la cosa fantastica sono le RIDICOLE sanzioni applicate in caso di sforamento di questo tetto.
- Oggi possono essere rimborsati solo i partiti che abbiano partecipato alle ultime elezioni, con questa norma invece la platea dei beneficiari si allarga anche ai partiti nati dopo le elezioni, sia quelli che nascono completamente nuovi, sia quelle che si generano da scissioni o da transumanze parlamentari, e non so perchè Presidente ma mi vengono in mente falchi colombe e volatili amari direbbero i cittadini.
- Grazie a questa norma ognuno dei partiti politici che ha fatto parte di una lista elettorale, e che di conseguenza non ha corso con liste proprie alle elezioni, se iscritto nel registro dei partiti, può accedere ai benefici previsti. (per fare un esempio recente con questa norma Idv, Prc, Verdi ecc. avrebbero potuto accedere ai benefici previsti dalla legge anche se alle elezioni hanno corso uniti nella lista Rivoluzione Civile). E quindi la platea del magna magna si allarga…
- Nel ddl in esame mancano strumenti di controllo per la trasparenza dei bilanci dei partiti e mancano sanzioni in caso di irregolarità.
- Il m5s ritiene inoltre esagerate le detrazioni IRPEF concesse per le erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti, la possibilità, per i partiti, di ricevere lasciti mortis causa di valore illimitato.

La Corte dei Conti nel 2012 certifica che i partiti hanno realizzato negli anni dal 1994 al 2008 una plusvalenza di circa il 400% tra quanto speso e quanto incassato. Il 400% ma Vergognatevi!!! Nessun business garantisce profitti così alti a rischio zero.
Presidente mi si dirà: ma questa è demagogia, populismo.
A testimonianza di ciò, vi riporto una citazione che trovo TERRIBILE per la sua demagogia: ”Pensate ai rimborsi elettorali: tutte le leggi introdotte dal 1994 ad oggi sono state ipocrite e fallimentari. Non rimborsi ma finanziamento mascherato". Musica e parole del nostro Presidente del Consiglio, Enrico Letta nel suo discorso per ottenere la fiducia.
Lusi, Fiorito, Belsito e Penati, evidentemente, non vi hanno insegnato proprio nulla.
Spudoratamente, il primo articolo del ddl recita: “E’ abolito il finanziamento pubblico dei partiti”; la realtà, invece, è ben diversa: se ne riduce progressivamente l’entità e il risultato è che l’attuale sistema di rimborso e cofinanziamento dei partiti, viene mantenuto in vita fino al 2017.
In effetti, ripensandoci, forse il primo articolo non sbaglia totalmente a dire che si elimina il finanziamento pubblico. Ma manca la parte in cui dice che “si introduce il finanziamento mascherato da parte delle lobbies che vedranno tornare, parte della loro mancia ai partiti attraverso i soldi dei cittadini”. Questo è il vero testo dell'articolo 1.
Il ddl in esame contravviene a tutte le raccomandazioni rivolte al nostro Paese da parte dell’Europa (il “ce lo chiede l'Europa” in questa aula è sempre a senso unico, ovvero dalle tasche dei cittadini verso quelle dei partiti).
Per bilanciare le fantasiose tesi di quanti sostengono a spada tratta le porcherie contenute in questo ddl, noi riteniamo invece necessario imporre, a tutti i partiti politici che usufruiscono del finanziamento pubblico e di donazioni private i seguenti parametri:
1. dei tetti di spesa per le campagne elettorali;
2. l’obbligo di redigere bilanci e pubblicarli dopo averli fatti certificare da una apposita società di revisione;
3. quest’ultima deve rispondere a tutti i consumatori che intendano agire nei suoi confronti attraverso una class action;
4. introdurre norme che aggravino la responsabilità civile e penale delle società di revisione.

Ciò che colpisce è che mentre i rimborsi elettorali dell'attuale sistema di finanziamento pubblico continuano a permanere fino al 2017, i controlli e le sanzioni vengono aboliti da subito.

Il m5s ha anche proposto di introdurre i seguenti accorgimenti:
1. il rendiconto di esercizio che i partiti devono redigere deve essere onnicomprensivo, uscite ed entrate;
2. la Commissione deve essere dotata di poteri ispettivi sostanziali.
Il ddl del Governo, invece, lascia loro impregiudicata la possibilità di continuare a beneficiare delle donazioni agevolate e gli prescrive il buffetto della privazione di quota parte solo del 2 per 1000.
Di fronte all’ennesima dimostrazione di arroganza da parte del Governo delle larghe pretese oramai, pensiamo che Letta, anziché mantenere il finanziamento pubblico per qualche anno, promettendo una rimodulazione futura, dovrebbe azzerarlo subito ed eventualmente reintrodurlo se e quando i cittadini dimostreranno di volerlo, magari attraverso un nuovo referendum. Perché è vero che il finanziamento pubblico esiste in (quasi) tutta Europa, ma è anche vero che in nessun Paese europeo i partiti sono clientelari come i vostri.

Colleghi, ve lo diciamo una volta per tutte perchè rimanga agli atti: noi possiamo permettercelo di fare i moralizzatori, perchè NOI E SOLO NOI, ABBIAMO RINUNCIATO A 42 MILIONI DI EURO DI SOLDI DEI CITTADINI. E questo unico, semplice gesto ci ha dato tutta quella credibilità che voi avete sbriciolato in 20 anni di vane parole.
La causa del dilagante e preoccupante disprezzo per le istituzioni, in questo Paese, siete voi. Noi siamo qui per mandarvi a casa.

Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano ordendo piani per colpirci. Perché?
Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete posto censori e sistemi di sorveglianza, che ci costringono a piegarci a ciò.
Cari cittadini com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere prima o poi di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole.. non c'è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l'avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Instabilità, crisi, disoccupazione. C'è una quantità enorme di problemi, un'informazione prezzolata atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all'attuale Alto Cancelliere del Quirinale. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Noi abbiamo cercato di porre fine a questo silenzio. Noi abbiamo cercato di ricordare a questo paese quello che ha dimenticato.
La nostra speranza è quella di ricordare che l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole, sono prospettive. Quindi, se oggi non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato questo giorno.
Ma se vedete ciò che vediamo noi, se la pensate come noi,e se siete alla ricerca come lo siamo noi, vi chiedo di mettervi al nostro fianco e continuare la battaglia culturale, giorno dopo giorno, in rete, nelle piazze e nelle strade.
E molto ma molto presto daremo ai cittadini un governo che non sarà mai più dimenticato.

Buona sera, Londra!

BASTA SOLDI PUBBLICI AI PARTITI

Cari onorevoli, BASTA! E' inutile che vi arrampicate sugli specchi.. Noi siamo la prova che si può fare politica senza finanziamento pubblico, senza tessere, senza congressi ma con passione, volontà, senso civico e determinazione... Quando si portano avanti le buone idee, quelle vicine ai cittadini e non alle lobbies, sono i cittadini stessi a sostenerti in tutti i modi anche con le donazioni spontanee (che comunque dovrebbero avere un tetto)!! Voi partiti avete fallito in tutti questi anni, il vostro modello/sistema sta per morire come quello della stampa tradizionale che guarda caso campa ancora grazie ai finanziamenti pubblici.
Ora pretendente in nome della "democrazia" o meglio della partitocrazia, di tenervi stretti i soldi dei cittadini nonostante la crisi ed una povertà inaudita che attaglia questo paese e lo fate nonostante la volontà popolare si sia già espressa a riguardo con un referendum..

Certo che vi servono i soldi...altrimenti come fareste a comprare i grandi cartelloni elettorali con cui sporcate le città di tutto il paese pur di recuperare qualche misero voto? Come fareste a fare i vostri comizi o i vostri congressi nelle sale lussuose dove non puoi nemmeno entrare se non hai una tessera che a sua volta bisogna pagare?? Come fareste a mantenervi in vita senza soldi pubblici?? Capiamo il motivo per cui vi state scaldando tanto su questo provvedimento da MESI...Ma vi ringraziamo...non vi manderemo a quel paese e non vi chiameremo per l'ennesima volta LADRI!

Con questo provvedimento farete l’ennesimo torto ai cittadini italiani e ci darete la possibilità di essere ancora una volta totalmente diversi da voi e questo è veramente un piacere!!!

12/10/13

Una pallina di carta vota al posto dell'assente Aiello



Piero Aiello è stato eletto al Senato nelle elezioni politiche del febbraio scorso. In precedenza era stato assessore all'Urbanistica nella Giunta regionale di centrodestra. Aiello, di 57 anni, è di Catanzaro ed è un medico. Il senatore del Pdl è stato indagato nell'inchiesta della Dda di Catanzaro sulla cosca Giampà della 'ndrangheta. La Dda aveva chiesto l'arresto, ma la richiesta è stata rigettata dal gip.

Senato si è consumata l'ennesima VERGOGNA di chi prende la diaria nonostante l'assenza. Nelle fila del PDL si votava e un pallino risultava sempre bianco nel tabellone. Sempre uguale, sempre astenuto. Il nostro Enrico Cappelletti si è alzato facendo presente che un tasto veniva premuto nonostante il senatore di riferimento fosse assente. Roberto Cotti si è recato in quella postazione, e togliendo una pila di quotidiani che copriva il tutto, ha tirato fuori dalla buca del voto una pallina di carta che premeva e faceva risultare il voto! L'ha mostrata a tutti, ma nessuno é stato punito né sanzionato! La postazione era del senatore Piero Aiello del pdl. Alla sera è riaccaduta la stessa cosa, in un'altra postazione del pdl. Abbiamo urlato la nostra indignazione nell'indifferenza di chi dovrebbe far funzionare i lavori d'aula con alto senso dello stato: Gasparri, che in quel momento presiedeva l'Aula. E' inammissibile. Voi cittadini sappiate che stanno continuamente sottraendo soldi pubblici anche con questi vergognosi sistemi - See more at: http://catanzaro.weboggi.it/Politica/26194-Il-senatore-calabrese-Piero-Aiello%2C-assente-ma-votante%3A-L%27ira-del-M5S-%28VIDEO%29#sthash.xYnqIBew.dpuf
"Al Senato si è consumata l'ennesima VERGOGNA di chi prende la diaria nonostante l'assenza.
Nelle fila del PDL si votava e un pallino risultava sempre bianco nel tabellone. Sempre uguale, sempre astenuto. Il nostro Enrico Cappelletti si è alzato facendo presente che un tasto veniva premuto nonostante il senatore di riferimento fosse assente. Roberto Cotti si è recato in quella postazione, e togliendo una pila di quotidiani che copriva il tutto, ha tirato fuori dalla buca del voto una pallina di carta che premeva e faceva risultare il voto! L'ha mostrata a tutti, ma nessuno é stato punito né sanzionato! La postazione era del senatore Piero Aiello del PDL. Successivamente è riaccaduta la stessa cosa, in un'altra postazione del PDL. Abbiamo urlato la nostra indignazione nell'indifferenza di chi dovrebbe far funzionare i lavori d'aula con alto senso dello stato: Gasparri, che in quel momento presiedeva l'Aula. E' inammissibile.
Voi cittadini sappiate che stanno continuamente sottraendo soldi pubblici anche con questi vergognosi sistemi."

Fonte: beppegrillo.it


Ma facciamo un pò di satira per sdrammatizzare..
Ecco il nuovo SMS che sta girando a Catanzaro:
"Gentile collega, mi candido alle elezioni politiche. Penso che per la categoria delle palline di carta catanzaresi potrebbe essere un'opportunità irripetibile!"

10/10/13

Salviamo i castagneti, salvaguardiamo la biodiversità!


Arriva l’autunno ed è tempo di castagne. Prodotto tipico dello stivale e delle regioni centro-meridionali in particolare. La Calabria, infatti, con i oltre 10.000 ettari dedicati alla castanicoltura, rappresenta uno dei maggiori produttori del tipico frutto autunnale. Nonostante l’Italia continui ad essere uno dei principali paesi esportatori di castagne il settore versa in un grave periodo di crisi che sta conoscendo una drastica diminuzione della produzione (oltre il 30% nel 2012 rispetto al 2010) e, di conseguenza, dell’esportazione. Le aziende castanicole sono diminuite del 72% negli ultimi 30 anni, mentre la superficie dedicata è scesa del 62%. Le cause della crisi che investe il settore castanicolo sono da ricercare nell’apertura al mercato “globale”, ma soprattutto nella massiccia infestazione delle superfici investite da parte del Cinipide Yatsumatsu (Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu), un imenottero particolarmente dannoso per il castagno, la cui presenza in Italia è stata riscontrata nel cuneese nel 2002 e che sta infestando le coltivazioni di tutto lo stivale, in particolare in Calabria. Il cinipide attacca sia il castagno europeo (Castanea sativa Mill.), selvatico o innestato, sia gli ibridi euro-giapponesi. La popolazione è costituita di sole femmine in grado di deporre fino a 100-150 uova senza accoppiarsi. “La presenza della cinipide sta mettendo a dura prova un settore d’eccellenza per l’agricoltura calabrese. Nell’ottica della conservazione della cultura della castagna in Italia ed in Calabria, nonchè del necessario rispetto della biodiversità dei paesaggi si muove la proposta del Movimento Cinque Stelle che stiamo discutendo in Commissione Agricoltura.”. La proposta del MoVimento Cinque Stelle offre, infatti, la possibilità alle aziende agricole che operano nella produzione di castagne di combattere biologicamente la piaga del cinipide, offrendo i necessari aiuti di carattere economico a copertura delle perdite avute negli ultimi anni a chi decide di curare i propri castagneti attraverso l'introduzione dell'insetto antagonista Torymus sinensis. Questo metodo è avvalorato anche dal fatto che nel Piano Castanicolo Nazionale, approvato dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta del 18 novembre 2010, in uno specifico documento tecnico si riportano i “Riferimenti tecnici di attuazione della Lotta biologica al cinipide orientale del castagno con Torymus sinensis”. “L’utilizzo dei fitofarmaci per combattere la cinipide mette a serio rischio l’agroecosistema circostante i castanicoli interessati. Inoltre è da evitarsi l’abbinamento delle due tecniche di combattimento, in quanto l’utilizzo dei fitofarmaci a distanze inferiori al chilometro dai siti di lancio dell’antagonista mettono a serio rischio la sopravvivenza dello stesso, il quale ha bisogno che la zona conosca un “fermo” da ogni trattamento chimico per almeno cinque anni”. La crisi del settore, però, non ha nella cinipide la sua unica causa. Le coltivazioni castanicole, infatti, sono spesso realizzate nelle zone interne, in territori quasi inaccessibili e, pur conferendo a queste zone particolare pregio paesaggistico, presentano delle problematiche dovute all’obiettiva asperità dei luoghi, difficilmente accessibili con mezzi meccanici. “La nostra proposta ha il fine di tutelare l’ambiente, di difendere il territorio ed il suolo e di conservare i paesaggi tradizionali. In modo da favorire interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti nei territori collinari e montani di particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale, a rischio idrogeologico o abbandonati”. La proposta del MoVimento Cinque Stelle è partorita al fine di concedere i necessari contributi diretti ai conduttori per la copertura delle spese sostenute per il recupero, la manutenzione e la salvaguardia dei castagneti, nonchè per il ripristino di quelli abbandonati. “La nostra proposta non si ferma al necessario aiuto dovuto agli imprenditori agricoli del settore, ma si pone anche l’obiettivo di finanziare il consiglio per la sperimentazione e la ricerca in agricoltura al fine di migliorare, attraverso la ricerca, la produttività dei nostri castagneti in un’ottica di migliore competitività strategica con i concorrenti stranieri”.

09/10/13

Caridi FUORI dalla commissione ANTIMAFIA!


Caridi 3
Ieri sera alla Camera Dalila Nesci ha detto dell’assoluta inopportunità che il senatore Antonio Caridi – indicato da Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato – entri nella commissione parlamentare Antimafia. Ha ricordato che un’indagine in Liguria sul boss di ‘ndrangheta Carmelo Gullace ha consentito alla Dia di Genova di documentare il sostegno elettorale di esponenti della cosca – anche con palesi intimidazioni – a favore di Caridi, eletto in Calabria in Consiglio regionale e poi diventato assessore alle Attività produttive.
Ciò indica l’assoluta inopportunità che il senatore Caridi entri in commissione Antimafia. Non è da escludere che l’indagine sia ancora in corso, sicché sarebbe assurdo permettere che entri in Antimafia un politico in rapporti già documentati con la ‘ndrangheta, su cui potrebbero esserci più ampi accertamenti.
Ha lanciato l’appello al presidente della Camera Laura Boldrini, al presidente del Senato Piero Grasso e al ministro dell’Interno Angelino Alfano, già ministro della Giustizia, perché si alzi la coscienza del parlamento e delle istituzioni.
Inoltre, per riunire la politica sul caso, si è rivolta anche alla deputata del Pdl Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino, ucciso dalla ‘ndrangheta in un contesto di vicinanza tra potere statale e mafioso.

Questa è una battaglia che portiamo avanti con i colleghi calabresi insieme agli altri deputati M5S indicati in commissione Antimafia. Occorre eliminare ogni sospetto di contatto tra Stato e antistato. Al di là delle condanne penali, come ricordava Paolo Borsellino.


dalilanesci.it

AGGIORNAMENTO!!
Abbiamo vinto
. Grazie al nostro impegno, il senatore del Pdl Antonio Caridi ha rinunciato al posto nella commissione parlamentare antimafia. In una relazione, la Dda di Genova aveva riassunto un'indagine della Dia circa il sostegno elettorale fornito al politico da una cosca di 'ndrangheta, alle regionali in Calabria del 2010. Caridi era diventato consigliere regionale, poi nominato dal governatore Giuseppe Scopelliti (Pdl) assessore alle Attività produttive.
Eletto in seguito al Senato, stava per entrare in commissione antimafia, indicato dal capogruppo del Pdl Renato Schifani. Ci sarebbe riuscito, se non avessimo denunciato il caso alla Camera, partendo dai fatti.
Fu proprio la Dda genovese a scrivere a Giuseppe Pisanu, presidente della commissione antimafia nella scorsa legislatura. La Distrettuale antimafia segnalava che un'indagine in Liguria sul boss di 'ndrangheta Carmelo Gullace documentava il sostegno elettorale di "esponenti della cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore di Caridi".
Naturalmente, abbiamo posto la questione morale: come sarebbe finita, se in antimafia fosse andato un parlamentare in rapporti con la mafia? Paolo Borsellino diceva che non servono le condanne penali, per pronunciarsi sulle vicende pubbliche. Noi lo abbiamo seguito: abbiamo difeso le istituzioni. Caridi non ha avuto scelta e si è dimesso.


parlamentari5stelle.it

08/10/13

I calabresi pagano gli "omaggi luttosi" di Scopelliti



La notizia è di due giorni fa ed io l’ho appresa soltanto oggi. "L'amatissimo" Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, non si accontenta di aver bocciato (insieme a tutto il resto del Consiglio Regionale) la proposta referendaria avanzata dai meetup calabresi in merito all’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali.
Forse fregiandosi di governare la regione più povera d’Italia, ha pensato bene di infierire sulle casse dei miei poveri conterranei. Certamente dal punto di vista economico il valore del gesto di Scopelliti (poco meno di 200 euro) non ha alcun significato, ma dal punto di vista morale?!
Vi spiego quanto accaduto: dalle mie parti è usanza il così detto “cunsulatu”, che consiste nell’offrire la colazione ai familiari di un defunto in occasione dei funerali. Bene, questo è quanto ho letto in un articolo di un giornale web calabrese:” Il Governatore Scopelliti ha fatto pervenire ai familiari 15 cornetti e altrettanti caffè, 10 latte di mandorla, 2 chilogrammi di paste secche, 10 succhi di frutta e 2 chilogrammi di gelati per un importo complessivo di 174 euro. Un gesto generoso. Ma dove si insinua l'inghippo??
L'inghippo consiste nel fatto che la fattura di 174 euro datata 18 giugno 2012 e poi pagata dopo qualche mese è stata liquidata dall'Ufficio di gabinetto della giunta regionale in favore di un bar di Sant’Eufemia d’Aspromonte, alla voce “omaggio in occasione di evento luttuoso”.
In sintesi Scopelliti, che è tra i governatori regionali con lo stipendio più alto, ha pensato bene di non far gravare sulle proprie tasche la spesa “consolatoria” per la scomparsa di un familiare di un assessore, ma di farla gravare sul bilancio della regione.
Non voglio aggiungere altro…non lo ritengo opportuno.
Lascio a voi le considerazioni a riguardo....

03/10/13

Agricolutra 2.0

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Non sono pochi i giovani che puntano oggi al ritorno alla terra, quelli che la stampa dipinge bucolicamente come "Agricoltori 2.0" ma che non sempre trovano appoggio e sostegno dalla politica. È per questo che abbiamo apprezzato la volontà di accogliere il nostro emendamento all'articolo 13 del cosiddetto "Decreto del Fare" sulla governance dell'azienda digitale con cui abbiamo chiesto di favorire l'accesso alle reti internet anche nelle zone rurali.
Inoltre, tramite un ulteriore emendamento, siamo riusciti ad inserire le imprese agricole e del settore della pesca tra i beneficiari dei finanziamenti agevolati per l'acquisto di macchinari ed attrezzature a scopo produttivo. Piccoli passi per non lasciare indietro i nostri agricoltori e per non dimenticarci di un settore che tuttora è un vanto, un orgoglio dell'intera nazione e che non può contare su una strategia demandata, invece, ai decreti (come quello idealizzato con le parole "del fare") da trasformare in tutta fretta ed in maniera concitata senza pianificazione, condivisione, confronto, dialogo e visione. Per dare futuro al settore primario, per portare il settore primario nel futuro, abbiamo ancora molto da lavorare perché un coltivatore che nella terra trae la sua ricchezza, e il suo sostentamento, con quello di tutta la sua comunità, non può essere abbandonato e  lasciato morire nella terra.

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/agricoltura/

02/10/13

Interrogazione sulla "Strada che non c'è"



In data odierna, ho presentato un'interrogazione a rispostain Commissione, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti relativa alla strada del Medio Savuto, soprannominata “la strada che non c'è”.
L'arteria in questione, progettata quasi 30 anni fa e che non ha ancora visto la luce, dovrebbe collegare i comuni del Reventino e quelli del Medio Savuto alle principali arterie regionali, ovvero la A3 e la S.S. 280 “dei due mari”. I 30 comuni interessati dalla costruzione dell'importante infrastruttura, vivono il disagio di dover attraversare ogni giorno strade costruite in epoca borbonica, che si inerpicano sulle montagne della pre-Sila e raggiungono, non senza difficoltà, i pur vicini centri di Catanzaro e Cosenza. Negli ultimi anni, anche grazie all'interessamento del comitato “la strada che non c'è” ed al Piano Nazionale per il Sud, sono stati sbloccati diversi finanziamenti per consentire la costruzione di alcuni lotti della strada in progetto ma, mentre qualcosa sembra muoversi per la conclusione dei lavori verso la A3, poco è stato fatto per reperire i 320 milioni necessari a consentire il collegamento della Medio Savuto con la S.S. 280. “I cittadini del Reventino, qualora dovessero concludersi i lavori per il completamento della strada che li porterà verso Cosenza, impiegheranno pochi minuti per giungere al capoluogo bruzio, mentre dovranno viaggiare per quasi un'ora per raggiungere Catanzaro, la quale dovrebbe rappresentare il loro punto di riferimento visto che è il capoluogo della loro stessa Provincia. Non è una questione di mero campanilismo, ma anche di semplice opportunità. Molti tra studenti e lavoratori si spostano ogni giorno tra il Reventino e Catanzaro e trovo che sia un loro sacrosanto diritto avere un'infrastruttura che gli consenta di raggiungere con facilità il Capoluogo”. “Per non parlare dei risvolti di carattere economico. Costruire un'infrastruttura di questo genere, infatti, consentirebbe di porre un freno allo svuotamento dei piccoli comuni montani, sempre più abbandonati a se stessi e renderebbe più semplici gli scambi commerciali tra le zone interessate ed il resto della Regione riuscendo, magari, a rilanciare diversi settori come quello agricolo, dell’artigianato e del turismo in una zona importante come quella dell'entroterra calabrese”.Nell'interrogazione presentata, ho chiesto al Ministro Lupi di far luce su cosa il Governo ha intenzione di fare riguardo i finanziamenti necessari al completamento della “Strada che non c'è” ed un aggiornamento sulla prosecuzione dei lavori attualmente in essere, visto che la consegna del lotto tra Decollatura e San Pietro Apostolo era stato garantito entro questo autunno, ma nulla sembra far presagire che accadrà in tempi brevi.
La speranza è che l'interrogazione possa porre l'attenzione su una vicenda che riguarda migliaia di cittadini. “Troppe volte i cittadini calabresi soffrono la mancata conclusione di importanti opere infrastrutturali, che segnano, spesso, la principale ragione della distanza tra la nostra Regione ed il resto del Paese. Spesso costruzioni come la strada del medio savuto, come altre enormi incompiute, sono oggetto di speculazioni elettorali dei partiti, che ricordano la necessità di infrastrutture della nostra terra soltanto durante la campagna elettorale, per poi dimenticarsene una volta accomodati sulla poltrona”.

Intervento alla Camera per la situazione della Fondazione Campanella

E' passato soltanto qualche mese da quando presentai un’interrogazione affinché si facesse chiarezza sulla situazione vergognosa in cui versa la sanità calabrese.
Oggi raccogliamo i frutti dell'indifferenza con la chiusura, della Fondazione Campanella molti malati terminali verranno abbandonati per mancanza di fondi e di farmaci
Così come, per non poter far fronte al pagamento degli stipendi, verranno lasciati a spasso i suoi dipendenti.
Eppure, per ben due interventi, il Tavolo Massicci ha messo con le spalle al muro Giuseppe Scopelliti, commissario ad acta per la sanità calabrese, chiedendo di far chiarezza sulla posizione della Fondazione, intimando una soluzione immediata.
Di contro, Scopelliti ha condotto una ridicola quanto dispendiosa e disperata campagna pubblicitaria definendo eccellenti le condizioni della sanità regionale, celando gli illeciti che, nel frattempo, venivano perpetrati a danno della cittadinanza tutta, a partire dalle assunzioni illegittime, per il blocco del turn over;
Riservandomi di presentare un’ulteriore interrogazione in merito, chiedo che, nel frattempo, si prenda atto dell’assoluta incapacità di far fronte ad una questione tanto delicata qual è la sanità calabrese, da parte di Scopelliti e, di conseguenza, si adottino tutte le misure necessarie affinché venga rimosso dal suo incarico.
Quello che auspico con tutto il mio cuore è che non sia troppo tardi per ripristinare la già citata Fondazione Campanella, risucchiata nel buco nero della confusione istituzionale della politica targata Scopelliti che, prima di oggi, era un eccellente polo oncologico, fiore all’occhiello non solo di Catanzaro ma di tutta la Calabria.