29/06/13

La nostra voce al consiglio straordinario sulla Sanità catanzarese



Presidente del Consiglio Comuale,
Sindaco Abramo,
Assessori e Consiglieri tutti,
Magnifico Rettore,
Presidente Scopelliti,
Cittadini di Catanzaro


E’ un sentimento contrastante ad animare, oggi, il mio intervento davanti alla città di Catanzaro: da un lato l’orgoglio di esprimere, per la prima volta in quest’aula, le istanze del Movimento 5 Stelle di cui mi faccio portavoce (e ringrazio coloro i quali ne hanno concesso l’opportunità), dall’altro lo sconforto di doverlo fare in occasione dell’ennesima emergenza cittadina e regionale. Quello della sanità costituisce, infatti, un tassello fondamentale dell’imponente quadro emergenziale che rappresenta da decenni l’intera Regione Calabria e con essa il suo capoluogo.
Un’ordinarietà dell’emergenza fortemente voluta dalle classi dirigenti sinora alternatesi nei diversi enti locali, che la utilizzano come guinzaglio per tenere stretto ad essi il loro sfuggente elettorato. Fino a quando, infatti, un malato bisognoso di cure urgenti non troverà risposta nei presidi medici, si rivolgerà sempre al politico di turno per percorrere una scorciatoia. Così come fino a quando il personale medico e paramedico sarà sottoposto a contratti periodici e a scadenza, difficilmente troverà la forza di alzare la testa contro il suo indiretto “datore di lavoro”, dovendo ingurgitare continuamente i bocconi amari dei disservizi, degli sprechi e della precarietà che ogni giorno si pongono davanti ai suoi occhi tra le corsie dei reparti.

23/06/13

Coltiviamo la speranza

Ieri ho trascorso una giornata intensa con gli agricoltori di Rosarno e di Melito di Porto Salvo.
La Calabria ha voglia di riscatto e con l'agricoltura sostenibile dimostreremo che il vero sviluppo non ha nulla a che fare con le scelte fatte finora da questa vecchia classe politica che pensa solo ai soliti sporchi affari personali!
Le nostre arance, le clementine, i bergamotti (considerati come l'oro verde del mondo) valgono più di tutte le centrali a carbone, biomasse, rigassificatori e centri commerciali messi assieme!
La grande distribuzione e il libero mercato non possono calpestare la vera vocazione di questa terra e la dignità delle persone che hanno sempre creduto nelle vere risorse naturali della nostra regione.
Non possiamo continuare con questo lento ed inesorabile suicidio nell'indifferenza collettiva..abbiamo barattato da tempo la libertà con la sottomissione in cambio dello stretto necessario per tirare a campare!
Abbiamo tutto quello che è necessario per far rinascere la Calabria..la forza, il coraggio, la determinazione e la cooperazione dovranno essere gli ingredienti necessari per un reale cambiamento. Non ABBIAMO PIU' NULLA DA PERDERE!!!

I politici che ci hanno guidato fino al disastro, invece, devono fare solo 2 cose molto semplici:
1. Non mettere più piede all'interno di un'istituzione pubblica per il resto della loro vita.
2. Ripagare la società per i danni causati al nostro territorio effettuando un "lavoro terapeutico" (ci sono tantissime spiagge, fiumi, strade, laghi da ripulire e bonificare)..Non chiediamo molto, solo GIUSTIZIA CIVILE!!

COLTIVIAMO LA SPERANZA!

20/06/13

Bonifica dell’ex area industriale e dell'area archeologica di Crotone


In data odierna ho depositato agli uffici di Montecitorio un’interrogazione scritta (QUI il testo) rivolta al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio relativa alla bonifica dell’ex area industriale e dell'area archeologica di Crotone. L’interrogazione è stata cofirmata da tutti i Deputati calabresi e da quelli appartenenti alla Commissione Ambiente eletti nelle liste del M5S.

Nel 2001 circa 80 ettari di terreno che rappresentano le aeree delle ex fabbriche Pertusola, Agricoltura, Fosfotec e Sasol, oltre a due discariche messe in “sicurezza permanente”, sono state inserite dal ministero tra i Siti di Interesse Nazionale (SIN). Nel 2008 è stato affidato alla Syndial Spa, società del gruppo ENI che si occupa di bonifiche e di siti dismessi, il Progetto Operativo di Bonifica (POB), che riguarda i siti. Sui terreni interessati, giacciono almeno 528.000 tonnellate di rifiuti pericolosi e 410.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi che, in base al progetto di bonifica approvato, rimarranno intatte su quello stesso suolo, in quanto lo stesso POB come obiettivo principale non ha il recupero dell'area ma una messa in sicurezza permanente di gran parte dei suoli, ad eccezione di una decina di ettari, sui quali sono previste procedure come la “fitorimediazione” e la “rimediazione elettrocinetica”. Le tecniche non possono essere applicate con successo perché sono state proposte su terreni in cui la concentrazione di metalli pesanti ed arsenico è troppo elevata e rischiano di compromettere irrimediabilmente lo sviluppo di un'area confinante con la città, oltre a fare ipotizzare potenziali gravi ripercussioni di carattere sanitario, epidemiologico ed ambientale. Anche l’Area Archeologica di Crotone, ricadente in area SIN, è destinataria di un finanziamento di circa 100 milioni di Euro, ed è attualmente interessata da un parziale progetto di bonifica finanziato dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Calabria.

Nell'interrogazione si evidenzia come la caratterizzazione del sito “Area Archeologica” è stata effettuata antecedentemente all'entrata in vigore della Legge Quadro D.Lgs. 152/2006 in base alla quale, per i siti potenzialmente contaminati, non era prevista la così detta “analisi di rischio” che avrebbe consentito di comprendere che soltanto 23 su un totale di 80 ettari dell’area dovrebbero essere sottoposti a bonifica.

Attraverso l'interrogazione, chiedo di verificare le procedure che hanno consentito l'approvazione del progetto di bonifica del sito ex industriale, in considerazione del fatto che le tecniche utilizzate richiederebbero tempi effettivi per il recupero dell'area ben superiori a quelli contenuti nel progetto. Infatti la tecnica della “Fitorimediazione”, i cui tempi effettivi sarebbero pari all'incirca a 4.000 anni, mentre i tempi che nel progetto in corso sono indicati in soli 10 anni, mentre l’altra tecnica applicata (denominata “rimediazione elettrocinetica”) non ha alcun effetto di bonifica sull'Arsenico, semimetallo presente sul sito in concentrazioni elevatissime.

"Il MoVimento 5 Stelle ritiene opportuna la realizzazione di un quadro programmatico che individui i capisaldi per le attività di bonifica delle aree ricadenti nel Comune di Crotone per le quali al momento sono state contrattualizzate azioni prive di ogni efficacia, visto che non sono state realizzate secondo le previste procedure di bonifica ambientale previste dalla legge e, quindi, senza l’applicazione delle opportune analisi di rischio. Anche al fine di evitare lo sperpero di denaro pubblico, come potrebbe avvenire nell'area archeologica dove si procederà alla bonifica anche per fette di terreno che non avrebbero bisogno.
Crediamo sia opportuno intervenire con azioni permanenti di monitoraggio e controllo sullo stato delle operazioni di bonifica, in modo che venga svolto un lavoro veramente efficace.
Crotone ha necessità che il proprio rilancio avvenga anche attraverso la restituzione alla Città di queste importanti aree che, proprio come nel caso dell'area archeologica (il più grande sito archeologico ad oggi conosciuto), potrebbero rappresentare un volano di crescita economica, soprattutto nel settore del turismo.”

06/06/13

Interrogazione parlamentare su Cardiochirurgia e Sanità in Calabria

Ho depositato stamane, insieme agli altri deputati Cinque Stelle calabresi, un’interrogazione sulla Cardiochirurgia pubblica di Catanzaro. L’atto, rivolto al presidente del Consiglio dei ministri, al ministro della Salute e al ministro dell'Università, è firmato anche da altri deputati del Movimento, membri della commissione Affari sociali, in seno alla Camera.
Dopo una lunga premessa sulla situazione drammatica della sanità in Calabria, noi interroganti abbiamo chiesto ai ministri interessati una verifica dell’operato del governatore regionale Giuseppe Scopellitti, per l’eventuale revoca dell’incarico di commissario.
Abbiamo sottolineato l’importante ruolo della Cardiochirurgia pubblica di Catanzaro, «che svolge eccellenti prestazioni ed è fondamentale per la sua collocazione geografica, sia a livello regionale che fuori».«Scopelliti ha ostacolato con proluvie di notizie false, decreti e interventi ambigui la conoscenza del reale stato della Cardiochirurgia catanzarese e impedito la creazione del reparto a Cosenza.
Nell’atto di sindacato ispettivo, abbiamo poi inserito la strana sospensione di Attilio Renzulli dalla carica di direttore della Cardiochirurgia pubblica di Catanzaro, dopo la richiesta del medico all’azienda ospedaliera e alla Regione Calabria, in seguito a gravi infezioni di pazienti, dell’uso esclusivo della terapia intensiva. «Chi agisce correttamente viene messo ai margini, e questo non può più essere tollerabile», ifatti abbiamo chiesto «che vengano rendicontate, in maniera chiara e documentata, le spese sostenute per creare il reparto di Cardiochirurgia di Reggio Calabria, ad oggi ancora inattivo».
Per ultimo, abbiamo chiesto: quali atti e iniziative intendano adottare i ministri interrogati per mantenere e potenziare l'efficienza del reparto di Cardiochirurgia di Catanzaro, al fine di ridurre l'emigrazione sanitaria.