25/04/13

Scopelliti 2.0? Ma anche no!


scopelliti-arenaNel pomeriggio del 24 aprile, il Governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha annunciato trionfante la nomina di tre nuovi assessori ed un sottosegratario, che andranno a completare l'organico della Giunta regionale ed a sostituire, tra gli altri, quelli che hanno dovuto rinunciare alla carica a causa del doppio incarico in Parlamento.
Tra i nomi dei nuovi assessori spicca quello di Demetrio Arena, ex sindaco di Reggio Calabria. Giusto sottolineare, per i più distratti, che Arena è ex sindaco della città che affaccia sullo stretto in quanto il consiglio comunale da lui presieduto è saltato agli onori della cronaca in quanto primo capoluogo di Provincia nella storia dello stivale ad essere sciolto per “contiguità con organizzazioni mafiose”.
Lungi da noi esprimere giudizi di carattere giuridico su una persona che ad oggi non risulta essere sotto indagine per la vicenda ma crediamo che, visto il caso del consiglio comunale sciolto, i cittadini calabresi avrebbero meritato di avere un assessore scevro dal benchè minimo dubbio riguardo il suo passato. La Calabria è vittima della 'ndrangheta da sempre ed è compito della Politica dimostrarsi in ogni scelta il più lontano possibile dalle sue logiche”.
Il MoVimento 5 Stelle, si sa, ha sempre fatto della proposta “parlamento pulito” e dello slogan “via i condannati dal Parlamento” i suoi cavalli di battaglia. Non è questo il caso, visto che su Demetrio Arena, da quanto ne sappiamo, non pendono condanne di alcun genere, ma crediamo sia opportuno regalare ai cittadini calabresi una figura che fughi ogni dubbio di vicinanza con la 'ndrangheta, la peggiore delle piaghe che colpisce la nostra terra. Questo è il motivo che spinge i deputati ed i senatori eletti nella lista a cinque stelle a vigilare attentamente sulla vicenda.
Il Senatore Nicola Morra, tiene a sottolineare:”Scopelliti avrebbe dovuto essere da esempio, come ha fatto il suo collega lucano, già qualche settimana fa, presentando le dimissioni a seguito dello scandalo relativo all'uso improprio dei fondi assegnati ai gruppi politici del consiglio regionale, per cui risultano indagati (da quanto ci risulta) ben dieci consiglieri regionali”. Il MoVimento 5 Stelle calabrese fa eco compatto alle parole di Morra e degli altri cittadini eletti in Parlamento, richiedendo a gran voce una risposta seria da parte della Giunta Regionale, soprattutto alla luce del fatto che, all'epoca dello scioglimento del Comune di Reggio Calabria, nella relazione dell'allora Ministro degli Interni Cancellieri, pesava come un macigno una frase che sottolineava come le contiguità con le organizzazioni mafiose fossero probabilmente in continuità con il consiglio comunale precedente, presieduto (come molti forse dimenticano) proprio dall'attuale governatore Scopelliti.

11/04/13

Interrogazione parlamentare del M5S sull'Alaco


alacoInterrogazione parlamentare dei deputati calabresi Cinque Stelle sull’invaso dell’Alaco (Vibo Valentia), per verificare se va chiuso. Depositato stamani, l’atto, d’iniziativa di Dalila Nesci, è firmato anche da me, Federica Dieni e Sebastiano Barbanti.
Grazie a un impegno collettivo insieme alle associazioni e ai comitati del territorio, nel testo è ricostruita la storia dell’opera, che rifornisce 88 comuni del Catanzarese e Vibonese, in tutto circa 400 mila persone. Il lago fu sequestrato dalla Procura di Vibo Valentia, col sospetto di avvelenamento, tornato nei mesi scorsi con il caso del benzene nei prelievi dell’Arpacal, che poi fornì la sua giustificazione.
“L’odierno atto ispettivo serve per avere certezze visto che finora sono stati dati elementi inesatti e contraddittori, con un pessimo esempio di prontezza e coordinamento istituzionale”.
Nell’interrogazione, noi deputati del MoVimento chiediamo al presidente del Consiglio e ai ministri della Sanità, della Giustizia e dell’Ambiente “se non ritengano necessari interventi per la chiusura dell’invaso, in attesa delle verifiche circa i sedimenti e previa predisposizione, secondo competenze, di un piano per un diverso approvvigionamento idrico dei comuni finora serviti”.
Noi del Cinque Stelle sappiamo, come le associazioni, che una chiusura immediata dell’invaso sarebbe problematica. Per questo, apprezzando il lavoro del prefetto di Vibo Valentia Michele Di Bari – “subito operativo nel fronteggiare lo scollamento istituzionale degli anni passati e nel pretendere le analisi dei sedimenti”,  – chiediamo che, nell’attuale incertezza sulla potabilità dell’acqua, si verifichi a tutti i livelli un’ipotesi di chiusura, predisponendo all’occorrenza l’alternativa.
Nell’interrogazione, iabbiamo ripercorso i passaggi amministrativi dell’invaso dell’Alaco, per Barbanti “il simbolo dell’intreccio politico-mafioso che ama brutalizzare la Calabria e i suoi cittadini”. Inoltre, nell’atto compare una memoria sulle mancate risposte alle precedenti interrogazioni e in sintesi figurano le inchieste della magistratura legate agli organismi di gestione, da cui, “stando alle ipotesi di reato, emerge un quadro sconfortante riguardo ai rapporti fra politica e pubblica amministrazione, al solito a danno dei cittadini”.
“Il tema dell’acqua è centrale nell’attività politica del Movimento. Stiano attenti gli speculatori, perché da qui in avanti controlleremo e pubblicheremo tutto, vigilando su ogni intervento istituzionale, pretendendo risposte definitive e imponendo un altro sistema sulla gestione dell’acqua, bene comune”.

Scandalo alla Regione Calabria: fuori i nomi!


Gratta e vinci, vini pregiati, lap dance, viaggi di piacere. Non badavano a spese i 10 consiglieri regionali indagati per peculato per aver distratto soldi pubblici per finalità non istituzionali. Tutte fatture finite nei rimborsi spese dei propri gruppi consiliari.
Mentre la Regione più povera d'Italia vive la crisi più grave dal 1929 ad oggi, loro pensavano bene di far gravare sulle tasche dei contribuenti spese per lussi che non tutti possono permettersi. Uno schiaffo alla povertà, ma non solo. Uno schiaffo all'elettorato che ha puntato su di loro per cercare di far risorgere una terra troppo spesso sofferente perchè sfruttata. “La Calabria è vittima del più alto tasso d'emigrazione giovanile in Italia, del più alto tasso di disoccupazione, della 'ndrangheta, del voto di scambio, dell'annosa emergenza rifiuti che sta uccidendo giorno dopo giorno il nostro territorio e la nostra salute, dell'emergenza sanità e da politici senza alcun tipo di rimorso”.
L'ennesima prova che i mali che affliggono la nostra amata terra, spesso, sono causati da una pessima gestione della politica. Non è bastata la notizia del Presidente di Regione che fa ristrutturare i suoi uffici per costi complessivi pari a 90mila euro, pensando bene di spendere i soldi pubblici per avere una palestra privata nel proprio studio.
Preso atto delle ultime vicende dei Consiglieri Regionali calabresi non possiamo far altro che invitare tutti i Partiti , tutta la parte sana degli amministratori Regionali, a prendere esempio dal nostro Movimento che sul trattamento economico e sugli emolumenti dei propri eletti ha da sempre fatto una battaglia e sopratutto un esempio da dare ai cittadini calabresi ed italiani.
Pretendiamo dal Governatore Scopelliti una immediata e dura moral suasion verso i Consiglieri Regionali che per l'ennesima volta hanno deluso e disprezzato i cittadini Calabresi, mettendoli così davanti alle loro responsabilità; nello stesso tempo pretendiamo che sia il Governatore a dare il primo esempio facendosi portatore di esempi realmente virtuosi e non stridenti con i più basilari principi dell'etica , com'è stato finora”.
Non ci rimane che confidare nella Magistratura affinché tratti con estremo rigore questi comportamenti deprecabili ed immorali.
I cittadini calabresi devono sopportare anche i propri consiglieri che approfittano dei rimborsi (che dovrebbero essere garantiti per l'esclusivo utilizzo ai fini del proprio mandato) per potersi far pagare addirittura qualche caffè da 70 centesimi. Il tutto mentre le famiglie faticano ad arrivare a fine mese, i ragazzi prendono la classica valigia di cartone e partono alla ricerca di un lavoro lontani dal proprio mare o, magari, si trovano costretti ad accettare un contratto a 5 euro all'ora in un call center nonostante la laurea in tasca, pur di rimanere accanto alle proprie famiglie per lottare in una terra disgraziata.
È per questo che il MoVimento Cinque Stelle pretende che venga fatta chiarezza sia da parte della magistratura (che deve rendere pubblici i loro nomi), sia da parte del Consiglio Regionale stesso, che deve pretendere le dimissioni dei consiglieri coinvolti. Dimissioni o spiegazioni che diano giustizia a tutti i cittadini calabresi e al nostro amato territorio.

04/04/13

No al Rigassificatore, l' interrogazione parlamentare del M5S


Noi deputati del MoVimento, calabresi e non solo, abbiamo presentato un'interrogazione ai ministri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente, che mira alla sospensione della procedura amministrativa, in attesa del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, per il rigassificatore di Gioia Tauro.
Lo pretendiamo a tutti i costi, stavolta per le vie parlamentari. Noi parlamentari avevamo partecipato nelle scorse settimane a un incontro al ministero dello Sviluppo economico, sottolineando l'esigenza di sicurezza e salubrita' dei territori. In quella sede abbiamo insistito sul fatto che 'il Consiglio superiore dei lavori pubblici deve avere, in quanto organo terzo, l'ultima parola', nonostante che il parere in questione sia stato reso eventuale con il Decreto Sviluppo 2012. Secondo noi cittadini, che stiamo lavorando uniti con i comitati della Piana di Gioia Tauro e con le tante associazioni in campo, il progetto del rigassificatore non fornisce garanzie di sicurezza.
Grazie all'approfondimento dei comitati civici sono emersi una serie di punti molto critici, a partire dalla mancanza della valutazione ambientale strategica e di una polizza fideiussoria che garantisca l'impegno della societa' Lng. "Per quanto abbiamo ricostruito, si tratta di un'opera inutile che procurerebbe danni all'ecosistema e non darebbe quell'occupazione e quello sbocco industriale promessi sulle carte". Sottolineamo, poi, che "la richiesta di referendum presentata dal Comitato di San Ferdinando fu rigettata sulla base di un presupposto sbagliato, sicche' la popolazione non fu effettivamente sentita.
Nell'interrogazione, oltre alla sospensione della procedura amministrativa fino al pronunciamento del Consiglio superiore dei lavori pubblici, chiediamo ai ministri dello Sviluppo e dell'Ambiente se non ritengano "necessaria una consultazione delle popolazioni interessate, finora esclusa per il Comune di San Ferdinando" e chiediamo loro di rispondere sulla mancanza di "garanzie fideiussorie previste dall'art. 18 punto 6 della Legge 84/94", di riferire sull'assenza, all'atto della concessione demaniale, "di certificazione antimafia", questo proprio "in un territorio a forte condizionamento come la Calabria". "Continueremo con gli interventi parlamentari, al di la' delle sigle politiche, e lavoreremo per mantenere l'unita', necessaria, del fronte del no".