11/01/17

L'inutile pozzo esplorativo dell' Appenine Energy ai laghi di Sibari


Con nota prot. 86/AE/2015/LM/fb del 14 maggio 2015, la società Appenine Energy S.p.A. ha presentato istanza di valutazione di impatto ambientale relativa alla perforazione del pozzo esplorativo “D.R. 74.AP/!-Liuba 1 Or”, da realizzarsi nell’ambito dell’area del permesso di ricerca “D.R.74.AP” - costa antistante il territorio della provincia di Cosenza nel Golfo di Taranto di kmq 63,13 - conferito con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 09/06/2014 che prevede “entro 3 anni dal conferimento del premesso, previa procedura di VIA, perforazione di un pozzo esplorativo, con postazione a partire dalla terraferma della profondità massima prevista di 1500 m fino ai livelli sabbiosi del Pleistocene e Miocene.

L’art. 1 comma 239 della Legge 208/2015 (Legge di stabilità 2016) ha modificato l’art. 6 comma 17 del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii prevedendo per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi: “il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. I titolo abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata utile del giacimento, le rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”.


Stante la normativa novellamente intervenuta, il Ministero dell’ambiente, con nota del 23/12/2015 ha inviato al Ministero dello sviluppo economico un elenco completo dei procedimenti di VIA in corso relativi a tale tipologia di attività, tra cui il progetto sopra menzionato. Il Ministero dello sviluppo economico, con nota prot. 26453 del 29/9/2016, ha rappresentato che, godendo il progetto in argomento di un titolo abilitativo già rilasciato con specifico decreto ministeriale all’atto dell’entrata in vigore della Legge n. 208/2015…”…non sussistono elementi giuridici sostanziali ostativi alla perforazione…”…, ma ha chiarito che alla luce dei limiti imposti dalla normativa non potrà susseguentemente essere conferita, in caso di esito positivo del sondaggio la concessione di coltivazione finalizzata allo sviluppo dell’eventuale giacimento scoperto, atteso che l’area del permesso ricade integralmente in aree vietate dalla Legge 208/2015. Di conseguenza, con nota R.U.U.0027289 del 10/11/2016, il Ministero dell’Ambiente ha comunicato alla Società e alle Amministrazioni interessate la procedibilità dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale.

Le aree in cui dovrebbero essere realizzate le attività di prospezione sono localizzate nei pressi di riserve naturali regionali e di siti di interesse comunitario, a ridosso del litorale che vanta specie di pregio naturalistico quali  la tartaruga caretta e il giglio di mare, a due passi dal complesso turistico dei Laghi di Sibari e del Parco Archeologico.

Inoltre l’art. 301, secondo comma, D.lgs 152/2006 disciplina l’applicazione del cosiddetto principio di precauzione o principio precauzionale, introdotto dall’art. 174, paragrafo 2, del trattato istitutivo dell’Unione Europea principio secondo il quale, al fine di garantire la protezione di beni fondamentali, come la salute e l’ambiente, è necessaria l’adozione o l’imposizione di determinate misure di cautela, anche in situazioni di incertezza scientifica nelle quali è ipotizzabile soltanto una situazione di rischio.

In pratica è ancora in vigore l’autorizzazione ad un pozzo esplorativo che non potrà successivamente dar vita ad una piattaforma di estrazione. L’ennesima contraddizione in termini dei governi a matrice Pd, che non sanno che pesci prendere sul tema delle trivellazioni. La risposta chiara, invece, il M5S ce l’ha ed è stata sottoposta a voto recentemente sulla piattaforma Rousseau: abbandono graduale delle fonti di energia fossile.

Il governo incespica nelle contraddizioni sulle trivellazioni in Calabria ed a farne le spese potrebbero essere l’ambiente, l'economia e la salute dei cittadini dell’alto ionio cosentino. Ho interrogato a riguardo i Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.
Nell'atto di sindacato ispettivo ho chiesto ai ministri interessati se non considerino inopportuno autorizzare la costruzione di un pozzo esplorativo lì dove non potrà, ai sensi della legge di stabilità, essere sfruttato l’eventuale giacimento scoperto anche in considerazione dei danni ai fondali e alla fauna marina, alle risorse paesaggistico-culturali e al turismo.

Non si può concedere ad una società privata di devastare il territorio, soprattutto per mero fine di ricerca. Il governo faccia chiarezza interna sulle politiche energetiche che vuole perseguire e la Regione Calabria, attraverso l'assessore Rizzo e il Governatore Oliverio si svegli dal lungo letargo sul tema e faccia seguire alle parole i fatti, nella speranza che gli interessi tutelati, per una volta, siano quelli dei cittadini calabresi e non quelle delle multinazionali del fossile.

30/12/16

Un piccolo regalo di fine anno


Ecco a voi un report dettagliato della mia attività da Portavoce M5S alla Camera dei Deputati aggiornato fino ad oggi.
Un grazie particolare ai miei collaboratori (Francesco e Andrea) a tutti gli attivisti e cittadini volontari che mi hanno aiutato finora. Auguro a tutti voi un buon 2017 con la speranza di vincere tante altre battaglie per il bene comune.

Scarica e diffondi il report ☞ https://goo.gl/ebzDSJ

21/12/16

Tirocinanti della giustizia: la politica per una volta non resti schiava della burocrazia

video

I tirocinanti della giustizia calabresi aspettano da mesi che il bando che da loro diritto di lavorare nei tribunali divenga operativo.
Manca solo il nullaosta da parte del Ministero della Giustizia, che giace da settimane sulla scrivania di un funzionario.
Oggi hanno protestato a Catanzaro presso la cittadella regionale. Annunciano nuove proteste se la loro situazione non dovesse sbloccarsi. Difficile dargli torto
Il governo si affretti a concedere il nullaosta per rendere operativo il bando dedicato ai mille tirocinanti della giustizia calabresi percettori di ammortizzatori sociali in deroga che sono in graduatoria ormai da mesi. Ho scritto, insieme alla collega Tiziana Ciprini, al Ministro Orlando per sollecitare una rapida conclusione di questa vicenda. Da ormai un mese i tirocinanti attendono un semplice passaggio burocratico che tarda a venire. Nel frattempo stanno continuando a protestare civilmente per poter godere di un diritto praticamente acquisito.
Il bando lanciato nel mese di marzo dalla Regione Calabria ha le coperture economiche della Comunità Europea e l’avallo degli uffici giudiziari calabresi, con cui sono state concluse delle intese anche al fine di concedere loro il personale di cui hanno bisogno. La Calabria ha un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa e questa misura potrebbe consentire respiro a mille famiglie calabresi. Insomma, non si tratta di bruscolini, ma di un passaggio necessario e doveroso.
Ci auguriamo che prima di Natale i tirocinanti della giustizia calabresi possano ottenere quanto gli spetta. Non si comprende la natura di tale ritardo nel concedere il nullaosta. La politica, per una volta, non resti schiava della burocrazia.

15/12/16

Fermare le trivelle per fermare la subsidenza


Il governo deve impegnarsi ad approfondire, con opportune indagini, gli anomali tassi di subsidenza (abbassamento della superficie terrestre) a Crotone ed a Capo Colonna, probabilmente dovuti anche alla presenza delle piattaforme estrattive. È quanto ho scritto nell'interrogazione parlamentare che ho presentato al nuovo Presidente del Consiglio Gentiloni ed al confermato Ministro dell’Ambiente Galletti. È insensato proseguire con le indagini geofisiche attraverso l’airgun nell’area di Crotone. Così facendo si mette a serio rischio la vita stessa di migliaia di cittadini e dell'ecosistema marino. È probabile che la presenza delle attività estrattive abbia accelerato il processo di subsidenza sulle coste del crotonese e sarebbe opportuno mettere la parola fine a queste attività. Anche la commissione per lo studio della subsidenza nella zona di Crotone, aveva suggerito più attente analisi sul fenomeno.
Il monitoraggio eseguito dalla stessa Eni ha evidenziato la necessità di approfondire scientificamente il tasso anomalo di abbassamento del fondo marino nella zona per una maggiore comprensione del fenomeno, che non è escluso possa essere dovuto proprio alle attività di estrazione del gas. Tra l’altro è comprovato, in alcuni casi, la correlazione tra estrazione di gas e presenza di sismi indotti. Vista l’alta sismicità della zona e gli anomali tassi di subsidenza, sarebbe necessario impedire che a largo di Crotone e Capo Colonna si possa estrarre ancora gas. Purtroppo pare che il governo non sia assolutamente intenzionato ad interrompere le attività estrattive in zona. Anzi, soltanto un mese fa si sono concluse le procedure VIA che permetteranno alle multinazionali Global Med e Sclhumberger di avviare le indagini geofisiche mediante l'airgun, mettendo a repentaglio la fauna ittica dei nostri mari.
Perciò rinnovo l'invito ad Oliverio ed all'assessore Rizzo di intraprendere al più presto, insieme ai comuni interessati, la via del ricorso al TAR per impugnare il provvedimento con cui il Ministero dell’Ambiente, con l'avallo Ministero dei Beni culturali, ha autorizzato le riferite indagini con l'airgun nello Ionio.
Noi non ci arrenderemo fin quando non avremo raggiunto l'obiettivo di fermare tutte le attività estrattive nel nostro paese, magari anche grazie al nostro programma energetico di governo, che proprio in questi giorni stiamo votando sulla nostra piattaforma Rousseau. L’obiettivo è abbandonare definitivamente, nel corso degli anni, l'utilizzo dell'energia fossile.

#StopGlifosato in Calabria? La strada è ancora lunga!

Mario Oliverio dice di aver abolito il Glifosato in Calabria. La delibera regionale non prevede, però, l’eliminazione del Glifosato dall’agricoltura calabrese, poiché riguarda solamente i disciplinari di produzione integrata attraverso un’adesione volontaria delle aziende del settore che, per questo, percepiscono fondi europei.
Il 10 maggio scorso, scrissi una lettera formale al Governatore della Calabria in cui chiedevo vari interventi per eliminare l'utilizzo di tale sostanza dalla nostra agricoltura regionale, tra cui l'eliminazione da tutti i disciplinari di produzione.
Perciò Oliverio ha accolto solo in parte tale richiesta, che proveniva anche dal forum delle associazioni ambientaliste calabresi.
Si può parlare di un piccolo passo in avanti, ma non di totale abolizione del famoso pesticida. Occhio alla falsa propaganda!
In Calabria il Glifosato viene attualmente utilizzato anche nella pulizia delle strade e delle aree pubbliche. A subirne le conseguenze negative sono anche i conduttori di aziende agricole biologiche che sono costretti a distruggere parte del raccolto quando questo viene contaminato dall’uso di sostanze chimiche utilizzate per le operazioni di ripulitura dei cigli stradali.

Se Mario Oliverio volesse veramente tutelare la qualità dell'agricoltura "Made in Calabria", dovrebbe intervenire in modo concreto per rimuovere l’erbicida glifosate da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono ed escludendo da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso. Bisogna garantire che nei bandi di gara emanati dalla Regione per gli appalti pubblici riguardanti gli interventi di contenimento delle infestanti e nel settore della manutenzione delle strade, venga indicato come unica tipologia di intervento possibile quello di tipo meccanico.
Inoltre, occorre avviare una concreta campagna d'informazione attraverso incontri e comunicazioni scritte rivolte ai rivenditori sul territorio regionale ed a tutti i cittadini sui rischi per l’ambiente e per la salute umana nell’utilizzo e nella vendita di prodotti diserbanti. Ancora, bisogna attivare una volta per tutte un monitoraggio costante ed approfondito sulla contaminazione dei pesticidi nelle acque di superficie e profondità trasmettendo i risultati all'ISPRA.
Questo lavoro oggi sarebbe stato affidato addirittura ad un'azienda privata e non all'Arpacal, ma da diversi anni non si ha ancora alcuna notizia circa l'effettivo lavoro svolto.
Infine, Oliverio dovrebbe convincere i vertici del suo PD a condurre veramente una battaglia insieme a noi, a livello nazionale ed europeo, per bandire il glifosato su tutto il territorio nazionale. Cosa che purtroppo non è accaduta finora nonostante le nostre continue richieste.

La Calabria deve sfruttare al meglio la propria vocazione naturale verso la coltivazione di prodotti biologici di qualità rispettando la biodiversità. L’utilizzo della chimica in agricoltura non rappresenterà mai per la Calabria un vantaggio competitivo determinante. Solo il con vero rispetto della terra possiamo garantire qualità e benessere. La transizione verso l’agroecologia è la strada che devono intraprendere al più presto la Calabria ed il nostro Paese.

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12/12/16

Capitano De Grazia, da 21 anni una tragedia senza verità...

Oggi ricorre il 21° avversario della morte del capitano Natale De Grazia, un santo laico calabrese, scomparso mentre indagava sul traffico illecito di rifiuti radioattivi ed il fenomeno delle navi a perdere.
Le indagini del pool investigativo coordinato dal procuratore Francesco Neri, subirono un duro colpo con la morte di De Grazia e rappresentano, ancora oggi, uno dei più fitti misteri della storia d'Italia. Bisogna chiarire ancora tutte le circostanze della morte e i mandanti della morte.
Non vogliamo che il sacrificio di De Grazia rimanga vano, pretendiamo che la politica, ad oltre 20 anni di distanza, si impegni veramente per risolvere questo mistero e restituire giustizia ai cittadini italiani che vogliono la verità.
La politica deve impegnarsi per indagare a fondo sulle navi dei veleni, perchè la tecnologia moderna consente di scoprire la verità sul contenuto di quelle navi e sul traffico internazionale di rifiuti. La memoria di De Grazia va rispettata anche attraverso la desecretazione dei documenti che ancora giacciono negli uffici del Parlamento.
Non si può continuare a nascondere ancora la verità, lo si deve alla memoria di De Grazia e a tutti quei cittadini che continuano a morire in silenzio, magari per colpa di quelle navi affondate a largo di quelle spiagge in cui pescano o fanno il bagno. Noi non ci arrenderemo mai  lo facciamo anche per rendere il giusto omaggio al suo sacrificio ed al suo coraggio.

09/12/16

Mobilità in deroga, inadeguate le iniziative adottate da Oliverio

Sull'emergenza dei lavoratori in mobilità in deroga, la Regione Calabria deve essere conseguente coi fatti specifici e con le proprie responsabilità. Le iniziative adottate da ultimo sono l'ennesima perdita di tempo, oltre che inadeguate, e non collimano con la possibilità di superare la mancanza di continuità mediante l’utilizzo delle risorse del 50%, già assegnate alla Regione.
I diritti dei lavoratori sono dunque calpestati con il tentativo di utilizzare politiche attive del lavoro, che non hanno alcuna attinenza con la specifica tutela di legge della mobilità in deroga. Questo caso sta diventando sempre più grave, per cui interrogherò il ministro del Lavoro per sapere dei fondi erogati, in modo da seguirne il percorso che hanno avuto nel tempo. Il MoVimento 5 stelle ha inoltre una proposta seria, cioè il reddito di cittadinanza a carattere universalistico, che ha registrato il favore di altre espressioni politiche e di parti sindacali. Purtroppo la Regione di Oliverio è sorda, tanto sul fronte della risoluzione effettiva del problema delle spettanze dei lavoratori in mobilità, quanto sull'avvio di una ricognizione tecnica e politica finalizzata a sostenere un reddito di cittadinanza utile ai senza lavoro. Il MoVimento 5 stelle proseguirà la battaglia a favore dei lavoratori in mobilità in deroga e per quanti siano esclusi dall'assistenza sociale a causa delle politiche delle oligarchie finanziarie, sospinte da economisti di regime come Jean Tirole e da burocrati alla Yoram Gutgeld.

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05/12/16

Ha vinto la democrazia e ora riprendiamoci il paese!

Sono stati sei mesi intensi e interminabili, abbiamo girato ogni angolo del paese con ogni mezzo e tantissima passione per salvare la sovranità popolare. Abbiamo detto NO ad una riforma costituzionale che puzzava di banche d'affari, massoneria, casta e lobby del fossile; che voleva allontanare ancora di più i cittadini dallo Stato, negandoci altri diritti. Siamo riusciti a rispedire al mittente un disegno perverso in cui Renzi, Boschi, Verdini e Napolitano erano solo dei mandatari. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno dedicato del tempo per questa battaglia campale. I comitati, le associazioni, i nostri attivisti e tutti coloro che si sono esposti in prima persona mettendoci la faccia. Abbiamo scritto una pagina importante della storia della nostra democrazia. Ed è stato bellissimo! Come da vecchia tradizione politica, qualcuno in queste ore tenta di prendersi meriti che non ha sulla vittoria del no. Mi fanno un po’ pena, ma lasciamoli vivere in questo mondo ormai fuori dalla realtà. Anche il loro tempo è scaduto e ancora oggi non se ne rendono conto.

Questo NO alla riforma costituzionale è stato innovativo, rivolto al futuro che vogliamo vedere nel nostro paese, dove i cittadini hanno più potere e più strumenti per decidere il proprio destino. E' stato anche un no che mette un freno a questa economia, basata sul mero profitto a discapito dei beni comuni. I cittadini hanno dimostrato che non vogliono delegare la propria vita alla partitocrazia ed ai nominati di turno. Vogliono poter contare qualcosa soprattutto sulle sorti del territorio in cui vivono, vogliono partecipare! E il futuro è la democrazia diretta e partecipata. Altro che clausola di supremazia, ci vorrebbe una clausola di cittadinanza per liberare i territori dai tanti “prenditori” senza scrupoli. È stato un grande no alla vecchia politica, basata su grandi opere inutili, sulla corruzione, sul cemento e l'energia fossile. Ora spetta a noi portare avanti questa battaglia di civiltà.

Gli italiani ora devono essere chiamati al voto al più presto, ma i partiti faranno di tutto per tirarla per le lunghe per arrivare a prendere la pensione d'oro. Non glielo permetteremo e chiediamo agli italiani, anche a coloro che hanno votato Si, di stare al nostro fianco in questa battaglia. Sentitevi partecipi di questo cambiamento epocale insieme a noi. Nei prossimi giorni inizieremo a votare online il programma e la squadra di governo. Auguriamo buon lavoro al Presidente Mattarella in questo momento cruciale. Come prima forza politica del Paese siamo disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche.

E ORA RIPRENDIAMOCI IL PAESE!

02/12/16

In Calabria la strategia clientelare del PD è scaduta!

La presenza di Renzi in Calabria conferma la strategia clientelare del governo rispetto al referendum di domenica, con le promesse, la proiezione di finanziamenti milionari e il solito teatro della rinascita della regione, che puntualmente non arriva.
L'utilizzo del teatro reggino Cilea per lo show di Renzi conferma lo squilibrio della gestione della struttura nei confronti del primo ministro, il quale perderà il referendum nonostante il dispiegamento del potere a tutti i livelli istituzionali e gastronomici, date le fritture di pesce promesse da De Luca. Nei giorni scorsi i renziani Magorno e Bruno Bossio sono stati fischiati a Praia a Mare (Cs) da una comunità consapevole, informata e reattiva. Crediamo che i calabresi non accetteranno le bugie del premier, che in Calabria non ha risolto nulla e che ha contribuito allo sfascio della sanità grazie alla protezione politica garantita ai commissari Scura e Urbani.
Per PALLA PALLA i guai inizieranno il 5 dicembre, quando con la sua sconfitta si renderà conto dell'infausta scelta compiuta, contraddittoria e del tutto opposta al bene dei calabresi.

28/11/16

Discarica di Casignana: la regione parla di bonifica ma progetta l'ampliamento

Ampliamento? Regione Calabria? Ma non era il governatore Oliverio colui che, pochi minuti dopo il servizio mandato in onda da Le Iene il 17 febbraio, scriveva su facebook: “Abbiamo stabilito la definitiva chiusura della discarica di Casignana alcuni mesi fa senza attendere il clamore mediatico.
Ne abbiamo anche disposto la bonifica, consapevoli che si trattasse di una vera "bomba ecologica".
La cura del territorio, il rispetto dell'ambiente, sono la nostra priorità”.
Su "la cura del territorio", "il rispetto dell'ambiente" e "le priorità" facciamo un po' di chiarezza...
13 ottobre 2015
La discarica dà evidenti segni di instabilità, tanto da farne scaturite il sequestro preventivo.
21 ottobre 2015
La Regione Calabria approva le Linee guida per la rimodulazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Calabria (otto giorni dopo il sequestro preventivo) con delibera di giunta regionale numero 407, con cui si stima a Casignana una capacità residuale di 200mila metri cubi di rifiuti.
1 novembre 2015
Una vasca della discarica, sotto le incessanti piogge dell'alluvione, cede riversando tutto il suo carico di percolato a valle. L’evento viene inizialmente taciuto, per poi scoppiare in un caso nazionale.
9 novembre 2015
Il Tar ordina la messa in sicurezza della discarica con somma urgenza.
16 novembre 2015
Il governatore Oliverio, durante una conferenza stampa a Locri per far la conta dei danni provocati dall’alluvione, si esprime così riguardo la discarica: «A Casignana non arriverà più neanche un chilo di immondizia», ma i lavori di messa in sicurezza portano ancora il nome “Ampliamento della discarica pubblica per rifiuti non pericolosi in località Petrosi del comune di Casignana”. La carte, come si evince, dicono il contrario del Governatore.
17 novembre 2015
Al Consiglio regionale della Calabria si riunisce per la terza volta (in meno di un mese) la Quarta commissione ambiente, e le famose Linee guida per la rimodulazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Calabria (sfornate dalla Giunta regionale con delibera numero 407 il 22 ottobre 2015) passano indisturbate con parere favorevole. E con queste, i famosi 200mila metri cubi di rifiuti continuano ad essere designati come capacità residuale della discarica di Casignana; perché né la Giunta, né la Quarta commissione hanno provveduto a cancellarle. Un errore?
25 novembre 2015
La delibera passa dalla Quarta commissione con “parere favorevole”. Ancora?
3 dicembre 2015
Il Tar richiama l'Arpacal, grazie alle istanze presentate dall’avvocato del Comune di Bianco, Ferdinando Parisi, con un’ordinanza in cui c'è scritto: “L’Arpacal a fronte dell’ordinanza cautelare n. 266/2015 con cui veniva nominato commissario ad acta un proprio funzionario, ne dichiarava l’incompatibilità rispetto il predetto incarico; a fronte del decreto cautelare n. 292/2015 con cui veniva alla stessa ordinata la messa in sicurezza del sito, rimaneva sostanzialmente inadempiente”; così “ravvisata la perdurante necessità di mettere in sicurezza il sito di cui in causa, divenuta ancor più impellente in conseguenza agli eventi alluvionali del mese scorso” il Tar nomina commissario ad acta della discarica il Prefetto di Reggio Calabria.
E gli atti del processo vengono impacchettati e spediti alla procura di Locri al fine di valutare la sussistenza di eventuali reati dell’Arpacal che rischia la condanna per omessa bonifica.
5 ottobre 2016
Giunge a conclusione il procedimento pendente dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria - Sez. staccata di Reggio Calabria avente ad oggetto la messa in sicurezza e la bonifica della discarica di Casignana.
Il Tar si è espresso sul ricorso proposto nel 2015 dall’avvocato Ferdinando Parisi nell’interesse del Comune di Bianco contro la Regione Calabria ed il Comune di Casignana, ed avente ad oggetto la discarica di contrada Petrosi che da anni contamina i territori a valle ed il mare Ionio con lo sversamento di percolato nel torrente Rambotta.
La sentenza condanna il Comune di Casignana e la Regione Calabria ad effettuare la messa in sicurezza nonché la bonifica definitiva del sito, secondo le modalità e le tempistiche procedimentali descritte in atti.
25 novembre 2016
Una nuova alluvione colpisce la Locride, la discarica di Casignana tracima acqua frammista a percolato dalle due vasche site ai suoi piedi, esattamente come l’anno precedente. Un anno di tempo non è stato sufficiente alla Regione Calabria per provvedere alla copertura delle due vasche, che costano alla Regione (come dichiarato dal dirigente della protezione civile Carlo Tansi durante una conferenza stampa tenutasi a Bianco il 26 novembre 2016) più di un milione di euro in smaltimento del percolato.
28 novembre 2016
Ed oggi l’incredibile scoperta. Basta andare a sfogliare il Burc sul sito della Regione per verificarlo. Nonostante gli annunci e le passerelle, le perdite di percolato ad ogni pioggia, gli altissimi costi di gestione dovuti alla mancata manutenzione; nonostante i giornali, le televisioni, Le Iene, il Tar, la salute e la volontà dei cittadini, la Regione continua a programmare l'ampliamento. Ma nessuno dei suoi rappresentanti, tra politici e tecnici, ha il coraggio di dichiararlo apertamente.
Proprio aspettandosi un tale comportamento da parte della Regione Calabria, nonostante il Tar auspicasse una rinuncia agli atti, l’avvocato Parisi ha insistito nelle proprie richieste: «Secondo la sentenza n. 999/2016 la Regione Calabria ed il Comune di Casignana devono provvedere alla "messa in sicurezza nonché la bonifica definitiva del sito di cui è causa, secondo le modalità e le tempistiche procedimentali descritte in atti". Tra tali atti vi è il DDG 2445 del 19 marzo 2016, con cui è stato approvato il progetto preliminare di “messa in sicurezza e sistemazione definitiva delle discariche comunali site in località Petrosi nel Comune di Casignana” e che si sta provvedendo all’affidamento delle indagini geognostiche integrative propedeutiche all’assegnazione della progettazione che prevede la definitiva sistemazione dell’area, senza alcun recupero volumetrico». A tal punto si auspica che il Comune di Bianco voglia agire al più presto dinanzi al Giudice Amministrativo, anche in sede di ottemperanza, perché la Regione Calabria ponga in essere quanto alla stessa ordinato con la sentenza n. 999.
Ma il sindaco di Casignana... lo sa?

Antonella Italiano - corrierelocride.it

Con il Sì avremo le olimpiadi di Ping Pong in Parlamento

Alla mancata abolizione del Senato si aggiunge la confusione provocata dai procedimenti legislativi che passano a dieci (attualmente sono due, quello costituzionale e quello ordinario). Inoltre, l’iter per approvare una legge, invece di essere più breve, diventerà più lungo: sono previste circa 16 materie che dovranno passare obbligatoriamente all’esame delle due Camere e c’è il rischio - che è quasi una certezza - che si inneschino dei conflitti di attribuzione e competenza, cioè che il presidente della Camera e quello del Senato debbano decidere quale iter legislativo adottare: monocamerale, bicamerale, monocamerale rinforzato, ecc. Dal momento che una legge raramente riguarda un solo tema, una sola materia, sarà difficile stabilirlo… figuriamoci se i presidenti saranno di due partiti diversi! In caso di conflitto, chi ha scritto la riforma non ha previsto nessun meccanismo di risoluzione, motivo per cui dovrà intervenire la Corte Costituzionale, con conseguente paralisi dell’attività del Parlamento; la risoluzione dei conflitti attraverso la Corte può durare mesi.
RISPEDIAMO AL MITTENTE QUESTA SCHIFORMA!

27/11/16

Nonostante la censura domani spiegheremo le ragioni del NO a Catanzaro

Prendiamo atto della parzialità dell'Università Magna Graecia di Catanzaro, che aveva autorizzato l'utilizzo di una sala universitaria per un incontro sulle ragioni del “no” al referendum, salvo poi arretrare all'ultimo, con giustificazione pessima.
Nell'Università di Catanzaro e negli altri atenei si sono svolti convegni sul referendum con la presenza di politici. Questa è l'ennesima censura. In più occasioni ci hanno negato l'utilizzo di sale comunali e piazze pubbliche. Ma se qualcuno pensa di fermarci, si sbaglia di grosso. Il previsto evento “Verso il referendum costituzionale: un No costruttivo”, si svolgerà comunque alle ore 17 di lunedì 28 novembre, presso la sala convegni dell'Hotel Paradiso, vicino il quartiere catanzarese “Lido”. Relazioneranno anche il senatore Nicola Morra, il docente Unical Alessandro Mazzitelli, l'avvocato Natalina Raffaelli e l'accademico Giuseppe D'Ippolito.
Auspichiamo la massima partecipazione dei catanzaresi per fermare la deriva autoritaria da parte di Renzi, Boschi, Verdini e Napolitano. Ogni cittadino difenda la sovranità popolare che la riforma vuole cancellare. #IoDicoNo

#IoDicoNo perché siamo cittadini con diritti, non sudditi del potere!

Il No al referendum è anche e soprattutto il No alla devastazione dei nostri territori. No alle trivelle. No a inceneritori, Tav, rigassificatori, grandi biomasse, elettrodotti e a tutte le opere inutili. Con la riforma del titolo V infatti il governo avoca a sé le competenze in materia energetica e ambientale. Non possiamo permetterglielo!
La riforma Renzi-Boschi-Verdini interviene sul tolo V introducendo una clausola di supremazia, che sarebbe più corretto chiamare “clausola di sottomissione”. Con questa, lo Stato ha potere assoluto in materia di trasporti e distribuzione e trasporto dell’energia. In pratica, può decidere di imporre a un territorio un gasdotto, come quello che passerà sotto Amatrice, in piena zona colpita dal sisma, oppure il TAP, per il quale bisognerà abbattere centinaia di ulivi secolari pugliesi. Contro queste decisioni, ai cittadini non resterà nessun mezzo per opporsi, dato che regioni e Comuni non avranno più voce in capitolo. Lo stesso discorso si applica a opere quali il TAV Torino-Lione, ma anche discariche ed inceneritori, che potranno essere dichiarati dallo Stato di “interesse nazionale”. Se Renzi parla di “Senato delle autonomie”, forse parla di un altro Senato, non certo di quello previsto dalla sua riforma.
Cari cittadini che combattete nelle vostre terre, non siete soli. Non siete isole di lotta. Ma siamo tutti in Rete a formare un grande arcipelago collegato.

Ecco la mappa della RESISTENZA: https://goo.gl/pvf51M

25/11/16

Rilanciare la coltivazione della canapa industriale


Finalmente la proposta del MoVimento 5 Stelle sullo sviluppo della filiera della canapa industriale è diventata legge. E' stata approvata in Senato all'unanimità in commissione Agricoltura, riunita in sede deliberante, anche questa una nostra vittoria e una dimostrazione che il Senato può essere fondamentale nell'iter legislativo. Il percorso che ha portato all'approvazione è stato lungo ed accidentato, ma siamo soddisfatti: la nostra legge permetterà agli agricoltori e ai produttori di lavorare con una legislazione più puntuale.
Corde, tessuti, olii, materiali per l'edilizia sostenibile sono solo alcune dei prodotti che possono nascere dalla canapa industriale. Obiettivo della legge, rilanciare dopo 60 anni la filiera della canapa industriale in Italia garantendo maggiore tutela e più strumenti per l'agricoltore. L'Italia negli anni '40, con 90mila ettari coltivati sul territorio nazionale, era il secondo paese al mondo del settore, e produceva più canapa di quanta se ne produce oggi in tutto il mondo, con 85mila ettari al 2011 a livello globale.
In particolare le novità introdotte riguardano le varietà che contengono fino allo 0,2% di Thc per le quali non è necessaria l'autorizzazione, mentre i controlli vengono effettuati da un unico soggetto e riguardano la percentuale di Thc che potrà oscillare fino allo 0,6%. Inoltre il ministero dell'Agricoltura potrà destinare fino a 700 mila euro l'anno per favorire le condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa industriale.

23/11/16

Basta nascondere la polvere sotto il tappeto! Rendiamo omaggio a Natale De Grazia


A seguito del servizio giornalistico de ‘Le Iene’, ho presentato l’ennesima interrogazione parlamentare per spingere il governo ad adottare la massima trasparenza sui risultati delle analisi che i carabinieri del Noe, NBCR e Arpacal svolgeranno sui campioni delle spiagge di Calalunga di Montauro.
Le vicende legate allo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi in Calabria è da sempre un mio pallino. Da quando sono in parlamento ho presentato decine di interrogazioni parlamentari, denunciando puntualmente lo stato di cose in Calabria. Ad oggi sono stato più volte additato come pericoloso allarmista, ma non ho mai ricevuto risposte concrete nel merito. Tra le altre cose, ho chiesto di rifinanziare il progetto MIAPI che permette l'individuazione dei siti contaminati e di estenderlo in tutto il paese in un ordine del giorno accolto dalla Camera, ma ad oggi il Governo latita.
I documenti delle varie commissioni d’inchiesta parlamentare e soprattutto i documenti desecretati da pochi anni parlano chiaro. Fino ad oggi, però, la politica ha sempre nascosto la polvere sotto al tappeto, facendo orecchie da mercante davanti alle numerose morti per neoplasie tumorali nel nostro territorio che non sono quantificabili anche a causa dell’assenza di un registro tumori. Sono anni che spingo per utilizzare le nuove tecnologie a disposizione per scandagliare i fondali dei nostri mari alla ricerca delle celeberrime navi dei veleni, ma nessuna risposta ho ottenuto in merito. Evidentemente il Governo è più interessato a spianare la strada alle multinazionali per autorizzare l'airgun e a trivellare i nostri mari.
La politica continua a negare, ma la negazione della triste realtà non porterà ad un miglioramento delle cose. È necessario agire subito, non soltanto perché un servizio giornalistico ha acceso i fari su queste storie. Bisogna rendere omaggio al nostro eroe calabrese: Natale De Grazia.

Per chi volesse approfondire uno dei misteri più inquietanti del nostro paese potete trovare una serie di documenti importanti: QUI

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