22/02/17

Catanzaro schiava della politica di élite, ora può finalmente scegliere di cambiare!

Riporto qui di seguito l'intervista rilasciata alla giornalista Alessia Burdino della redazione di CatanzaroInforma:


Tra qualche mese la città sarà chiamata al voto. E la confusione regna, ancora, sovrana. Perché secondo Lei?

“La politica catanzarese dimostra, ancora una volta, l’assenza totale di una visione di prospettiva. I partiti a Catanzaro hanno fallito ed è ormai evidente da 20 anni. Mentre loro discutono nelle segrete stanze di nomi ed alleanze, facendo la conta dei pacchetti di voti a disposizione, i nostri attivisti di Catanzaro (sin dal 24 novembre) si sono seduti insieme ai cittadini per discutere di idee e programmi per la città. A breve toccherà ai catanzaresi dare risposte concrete: vogliamo affidarci ancora alla politica che litiga sulle poltrone oppure ai cittadini attivi che ci mettono la faccia in prima persona proponendosi di portare novità e freschezza a Palazzo De Nobili?”.

Si profila uno scenario con almeno 4 o 5 aspiranti sindaci. Non pensa sia un fallimento per i partiti? 

“Come ho già detto, i partiti hanno fallito su tutta la linea e non è una novità dell’ultima ora, ma una notizia risaputa da ormai 20 anni. Non è solo la bagarre sulle liste ed i candidati a sindaco a dimostrarlo, ma la totale assenza di un’adeguata programmazione da parte dei partiti. Quanto succede nel consiglio regionale ed in parlamento ne è la prova inconfutabile. È da troppo tempo che Catanzaro è schiava della politica di élite di una classe dirigente sorda e muta davanti alle vere esigenze dei cittadini, ma pronta a spartirsi la città come fosse una torta di compleanno”.

Quale sarà l'impegno dei 5Stelle. Si parla di una donna candidato a sindaco: Luana Tassone. E'  vero?

“Il candidato sindaco della lista che chiederà la certificazione al MoVimento 5 Stelle lo sceglieranno i catanzaresi. Abbiamo intrapreso un percorso durato mesi e culminato nella votazione di sabato 18 febbraio, che ha sancito che correranno ad una votazione aperta a tutta la città cinque aspiranti alla candidatura a sindaco: Ania Podedworna, Bianca Laura Granato, Giuseppe Longo, Luana Tassone ed Umberto Catanzariti. Nei prossimi giorni verrete a conoscenza delle modalità di voto che, ripeto, sarà aperto a tutti i catanzaresi. Il M5S sta muovendo un passo storico per la città, mi risulta, infatti, che prima d’ora nessun partito o movimento politico abbia adottato il sistema democratico per far scegliere ai cittadini il candidato a sindaco. Questo è solo l'inizio di una grande rivoluzione culturale che vogliamo portare nel capoluogo di Regione. Dove il cittadino potrà finalmente contare qualcosa”.

Pd, primarie e grande centro: qual è la sua idea?

“Il Pd è un partito che non esiste. Soprattutto a Catanzaro. Non è stato capace di sfruttare l’onda innovatrice di Salvatore Scalzo, né di costruire in ormai quasi 20 anni di opposizione un’alternativa credibile ad Abramo ed il centro destra. Trovo che l’alleanza al centro sia possibile solo per fini elettorali e l’esperienza al governo del Paese ne è la prova certa. Il problema è che non cercano alleanze su proposte e programmi per la città, ma semplicemente per sfruttare il cospicuo bacino di voti proveniente dal centro. Il bello è che mentre loro litigano su nomi, alleanze e liste civetta, noi diamo voce ai cittadini facendo scegliere loro nomi e programmi. Questa enorme  differenza spero verrà premiata dai catanzaresi”.

Come giudica l'operazione politica messa in campo da Nicola Fiorita? Rappresenta il seguito della rivoluzione a piedi nudi di Salvatore Scalzo?

“Nicola Fiorita è una brava persona ed appare preparato. Peccato che in tutti questi anni sia rimasto silente sui problemi della città. Noi, invece, abbiamo fatto denunce molto puntuali e importanti che colpiscono i poteri forti del territorio ed in molte occasioni siamo stati gli unici a farlo. I primi vagiti del suo movimento, però, non mi lasciano ben sperare come si evince dalla presenza di esponenti del Pd all’evento inaugurale di Cambiavento. Mi auguro che le sue liste possano essere pulite, in modo che si possa avere un sincero confronto con un “competitor” con cui si potrà ragionare una volta che siederemo in Aula Rossa”.

Come giudica l'operato di Abramo?

“Lo sfacelo di Abramo è sotto gli occhi di tutti. La Città non sembra avere prospettive future e la fotografia della situazione è nel centro storico come nelle periferie. Tutto in città sembra stia morendo ed avviene a causa del suo operato, visto che governa Catanzaro praticamente dal 1997.  In questi anni è prevalsa la politica delle toppe anche per fronteggiare le emergenze. Quella che assicura una certa visibilità in termini di propaganda. Mai è stata presa in considerazione una sana politica di programmazione e di prevenzione, forse perché è meno visibile in termini elettorali. Il capoluogo di Regione ha bisogno di un vero cambio di prospettiva, non di solite operette inutili per cercare consenso o favorire qualche amico di turno. Quel modo di fare politica è ormai obsoleto. Noi parliamo di smart city,  bilancio partecipato ed economia circolare. Tutta un'altra cosa”.

Che caratteristiche dovrà avere il nuovo sindaco. E quali dovranno essere le priorità da affrontare a suo giudizio. 

“Il nuovo sindaco dovrà essere una persona onesta, circondata da gente onesta. I catanzaresi devono riappropriarsi della propria città, che da troppo tempo è in mano ad un’oligarchia costituita da gente che sfrutta il proprio potere indebitamente. Le sfide che attenderanno il nuovo primo cittadino sono molteplici e devono necessariamente partire da una programmazione che freni la prima, vera, emorragia di questa città: l’emigrazione giovanile. I giovani catanzaresi devono vedere nel proprio territorio prospettive future diverse da quelle che ci sono oggi per poter scegliere di restare a Catanzaro. Bastano poche proposte, delle volte semplici e banali, per iniziare il percorso di risalita della città. Risollevarla è possibile, ma occorre l'impegno in prima persona di ogni catanzarese. È finita l'epoca della delega o della speranza nel politico di turno. Oggi occorre determinazione e coraggio in prima persona. Ognuno di noi deve dare il proprio contributo. Tante piccole gocce possono formare un fiume in piena. Solo così possiamo spezzare le catene al sistema clientelare e massonico che ha calpestato per troppo tempo Catanzaro”.

16/02/17

Violato il domicilio di un nemico giurato del sistema capitalistico

P.D.M. è un ex docente universitario di economia politica internazionale, particolarmente attivo nella critica al sistema capitalistico dominante, come dimostrano le sue pubblicazioni contenute sul sito http://www.la-commune-paraclet.com, che ha una sezione specificamente dedicata ai testi del citato professore, peraltro scaricabili gratuitamente.
In particolare, nel suo «Legge del valore, riproduzione e pianificazione socialista», D. M. fornisce con chiarezza gli elementi del suo pensiero economico e politico, scrivendo: «Quando i beni e i servizi sono prodotti socialmente da tutti per tutti, allora l'Uomo smette essere reificato come una semplice merce: sottomettendosi al lavoro collettivo, non perde per niente il controllo del sovrappiù che produce. Questa disciplina individuale e collettiva, con un tempo d lavoro secolarmente in decrescita per mezzo della produttività, si esercita nella Sfera della Necessità economica. Questa è la fondazione materiale dello sviluppo della Sfera della Libertà nel seno della quale il cittadino-lavoratore può fare sbocciare la sua personalità. In effetti, sopprimendo le limitazioni capitaliste, che costringono le forze produttive ed i rapporti di produzione per il profitto della sola accumulazione privata, la pianificazione socialista tende a ridurre in permanenza l'importanza della Sfera della Necessità a favore della Sfera della Libertà, particolarmente tramite la crescita della produttività e la spartizione dei suoi guadagni. Questo processo va di pari passo con l'allargamento secolare degli “spazi di libertà” individuali e collettivi, di gramsciana memoria. Al contrario delle pretese di certi marxisti, la Legge del Valore di Karl Marx è una legge universale perché fondata sul suo “concreto concettuale” perfettamente delucidato».
Per quanto mi risulta, in una mail al procuratore della Repubblica di Cosenza, datata 26 ottobre 2016, D. M. – originario di San Giovanni in Fiore, dove è tornato a vivere da qualche anno, ma di lingua madre francese per aver vissuto a lungo all'estero – ha riferito dell'avvenuta violazione del suo domicilio e perfino di tentativi di avvelenamento del suo cibo, anche nominando un vicino di casa propria, che a suo avviso sembrerebbe essere l'autore materiale di simili azioni.
Lo stesso D. M. ha, nel contesto precisato, poi usando toni comprensibilmente alterati e indignati, che la riferita violazione è l'ennesima di altre dello stesso genere, lasciando intendere che sue precedenti denunce in ordine a simili episodi sono cadute nel vuoto, senza alcun seguito.

Al Ministro dell'interno e al Ministro della Giustizia ho chiesto attraverso un' interrogazione parlamentare: "di quali elementi dispongano in ordine a quanto riassunto sopra, se siano state avviate indagini a seguito delle denunce di cui il professore ha riferito nella mail citata,  e quali urgenti iniziative di competenza intendano assumere a tutela dell'incolumità e della sicurezza del suddetto professore."A distanza di due mesi non ho ricevuto risposta e oggi in aula ho chiesto al Presidente della Camera di sollecitare una pronta risposta dai ministri competenti.
Non si può accettare che la vicenda finisca in scherno o che sia derubricata d'ufficio. Vogliamo sapere se l'ordine costituito abbia indagato, a quali conclusioni sia pervenuto e se esistono rischi concreti per questo intellettuale, evidentemente scomodo.



12/02/17

La guerra dell'acqua calabrese

Sul Corriere della Calabria ho letto una nota dell’ex presidente di Legautonomie Calabria che riporta alcuni dati sui consumi dell’acqua nella nostra Regione.
Nel 1999 (gestione Regione Calabria) la dispersione nelle reti idriche era del 34% (occorreva immettere 134 litri di acqua per erogarne 100), nel 2005 (gestione Sorical) si è passati al 52% (occorreva immettere 152 litri per erogarne 100).
Nel 2012 (gestione Sorical) il volume complessivo di acqua immessa nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile in Calabria è stata pari a 327,6 milioni di metri cubi, con una crescita del 9,9% rispetto al dato precedentemente censito nel 2008, a fronte di una valore medio in Italia del 2,6%.
La condizione delle reti di distribuzione comunali è tale che ci sia, come dicono i numeri, una grande dispersione di acqua e sarebbe quindi auspicabile un serio intervento di risanamento delle reti comunali e quindi un risparmio della risorsa ACQUA in diminuzione nella sua disponibilità.
Per chi da anni si batte per l’Acqua Pubblica un dato del genere non è assolutamente una sorpresa: i privati che gestiscono la grande adduzione hanno tutto l’interesse ad erogare quanta più acqua è possibile perché tanto la dispersione (che avviene a valle del serbatoio comunale e quindi dopo essere stata misurata e fatturata ai Comuni) sarà tutta a carico dei Comuni; anzi paradossalmente più dispersione c’è più i “venditori d’acqua” incassano!
Ed infatti, nello stesso articolo, si fa riferimento al fatto che nel servizio idrico non c’è solo l’osso (situazioni molto critiche delle reti comunali) ma anche la “polpa” che è tutta appannaggio di chi “vende l’acqua ai Comuni”. E cioè la Sorical S.p.a....
Quindi, non solo hanno tutto l'interesse a fornire più acqua possibile, ma ce la fanno anche pagare con tariffe illegittime come conferma una sentenza della corte costituzionale.
Luigi Incarnato oggi commissario liquidatore della Sorical Spa sui giornali dichiara che "la colpa è del 50% dei cittadini calabresi che non paga il servizio." Ma chi era assessore regionale ai lavori pubblici quando si pronunciò la corte costituzionale? Come mai nessuno fece nulla dopo quella sentenza?Ai posteri l'ardua sentenza...
 

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07/02/17

Il software regionale SISMI.CA è davvero efficiente?

Gli Ordini degli architetti e degli ingegneri della Calabria e la Federazione regionale degli Ordini Agronomi e forestali in una nota congiunta indirizzata ai vertici della Regione hanno manifestato la loro insofferenza in relazione alle “criticità nella trasmissione dei progetti in attuazione del regolamento regionale sulle procedure per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica, di cui alla legge regionale n. 37 del 28 dicembre 2015”. Sotto accusa è la “procedura informatizzata per le autorizzazioni sismiche, ovvero la piattaforma informatica regionale denominata Si-smi.Ca”.
I presidenti degli Ordini affermano che “il nuovo sistema Sismi.Ca doveva anche risolvere le criticità del sistema Sierc. Oggi - obiettano - oltre a prendere atto che il sistema conserva in sé alcune di quelle criticità, si deve riscontrare l’inaccessibilità e la problematicità strutturale della piattaforma introdotta dal primo gennaio 2017”. E ancora: “Ad oggi i professionisti non hanno avuto la possibilità di accesso al sistema. Inoltre la mancata adozione del periodo transitorio per la verifica richiesto dagli Ordini prima dell’entrata in vigore della norma, come auspicato quando sembrava che la struttura volesse recepire le osservazioni dei tecnici, ha comportato la paralisi degli uffici che si protrae da due settimane con l’interruzione del servizio per la trasmissione dei progetti agli uffici regionali”.
Il rischio reale è che una procedura di difficile applicazione, quale è quella proposta, non solo non aiuti la prevenzione, ma addirittura ne sia di ostacolo, provocando invece l’esasperazione dei professionisti.
La nuova procedura Sismi.CA, corrette solo alcune funzionalità (come ad esempio la firma digitale) che dovevano essere già presenti nel SIERC, va ad aggravare in modo ingiustificato tutto l’iter (si richiede un surplus di dati tecnici) per la trasmissione dei progetti (edilizia privata e pubblica) alla Regione con aggravio di costi per cittadini e tecnici: si pensi che per una pratica medio piccola quali una sopraelevazione di un abitazione di 100 si parla di un 50/60% in più per le competenze tecniche richieste del calcolo strutturale.
Per tale motivo ho scritto  all'assessore regionale all'infrastrutture Roberto Musmanno chiedendo spiegazioni e chiarimenti in merito.

Di seguito riporto il testo della risposta dell'assessore che ho ricevuto:

"Onorevole Paolo Parentela,

l’introduzione della nuova procedura per la gestione delle domande di autorizzazione sismica e del relativo software SISMI.CA ha l’obiettivo ultimo di migliorare la sicurezza dei cittadini calabresi, contribuendo a ridurre l’esposizione al rischio di crolli in caso di terremoto.
In questo senso il nuovo software è solo uno dei numerosi interventi promossi da questa Giunta e finalizzati a mettere in sicurezza il territorio. Fra questi, la mobilitazione di importanti risorse per l’adeguamento sismico di scuole ed edifici strategici e l’azione di stimolo alla realizzazione di piani di protezione civile comunali aggiornati.
La preoccupazione dei professionisti di fronte a una novità che impatta sul loro lavoro quotidiano è comprensibile. Sono, però, indubbi i vantaggi che il nuovo sistema produce per la comunità e per i professionisti stessi.
Il nuovo sistema presenta degli aspetti fortemente innovativi che rendono la Calabria una tra le regioni più avanzate in Italia nella digitalizzazione in questo settore. Il sistema consente la protocollazione automatica delle istanze e la trasmissione degli elaborati esclusivamente in formato digitale, eliminando completamente le tre copie cartacee che finora dovevano essere allegate alla istanza di autorizzazione sismica. Si tratta evidentemente di un risparmio di tempo e di denaro notevole per i professionisti incaricati della redazione di progetti. Sul fronte dell’istruttoria regionale il nuovo sistema elimina completamente le fasi di protocollazione manuale, smistamento dei progetti cartacei, timbratura manuale e firma delle tre copie di tutti gli elaborati progettuali, stampa, firma, protocollazione in uscita e trasmissione della autorizzazione sismica (completa dei voluminosi allegati progettuali timbrati), catalogazione ed archiviazione dei progetti cartacei. Si tratta di fasi meramente burocratiche che comportavano un allungamento considerevole dei tempi per l’approvazione dei progetti senza valore aggiunto per i cittadini o per l’amministrazione. Lo snellimento procedurale consentirà al personale regionale di concentrarsi sulla istruttoria tecnica dei progetti. L’istruttoria tecnica regionale, è bene ribadirlo, non è finalizzata a verificare che il calcolo sia corretto.
La Regione non intende controllare o sindacare le sulle scelte progettuali del professionista. Ciò che la Regione deve verificare è che il calcolo sia stato effettuato nel rispetto della normativa.
L’obbligatorietà di questo controllo è stabilita da una norma statale (l’art. 94 del DPR 380/01) e laddove le regioni abbiano tentato di ridurre o attenuare il controllo è intervenuta la Corte Costituzionale dichiarando l’incostituzionalità di queste leggi.
A tal fine il software SISMI.CA richiede di introdurre alcuni dati non sempre presenti e non sempre facilmente desumibili dalle relazioni di calcolo. È vero, quindi, che c’è una necessità di lavoro aggiuntivo per i professionisti incaricati (come del resto avveniva con il precedente sistema SIERC), ma l’alternativa, cioè che il tecnico regionale desuma dalle centinaia di pagine di cui si compone la relazione di calcolo i dati non riportati esplicitamente, richiederebbe tempi ingestibili.
Del resto la Regione Calabria non è l’unica in Italia ad avere introdotto un sistema obbligatorio di trasmissione telematica dei progetti. Lo hanno fatto diverse altre Regioni come Toscana, Emilia, Lazio o Basilicata.
Il sistema è regolarmente in esercizio e sta funzionando. Risulta dai dati del Dipartimento competente che nella prima settimana di operatività oltre 2000 professionisti si siano regolarmente registrati e stiano lavorando senza blocchi o malfunzionamenti di alcun tipo. Oltre 20 istanze di completamento di pratiche precedentemente avviate sono state già trasmesse con il nuovo sistema. Per l’unica difficoltà tecnica riscontrata, relativa alla migrazione dei dati dell’inizio lavori già precedentemente inseriti nel SIERC, è già stata individuata una soluzione che sarà implementata in pochi giorni.
La Regione, dandone comunicazione agli Ordini, ha reso disponibile l’uso del software per tutti i professionisti fin dal mese di giugno 2016, in modo da consentire a questi ultimi di effettuare prove e verifiche per segnalare eventuali anomalie. Tutte le segnalazioni pervenute (non più di qualche decina) sono state valutate, e laddove abbiano evidenziato difetti nel sistema, sono state apportate le dovute correzioni.
Per eventuali dubbi o segnalazioni di malfunzionamenti è attiva un’apposita casella di posta elettronica sismica@regione.calabria.it. Nella prima settimana di operatività del sistema oltre 200 richieste sono pervenute alla casella mail e a ciascuna è stata data regolarmente risposta.
Per potenziare gli uffici tecnici la Regione ha già attivato una selezione, che sarà completata nei prossimi giorni, di 6 tecnici esperti che supporteranno gli uffici nell’istruttoria dei progetti.
Nei prossimi giorni sarà pubblicato un videocorso sull’utilizzo del sistema realizzato dall’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria e la Regione ne realizzerà un secondo, modulare, che sarà diffuso anche tramite la piattaforma informatica messa a disposizione dall’ordine degli ingegneri di Cosenza.
L’impegno della Regione per ridurre i disagi della transizione e massimizzare, invece, i benefici che il sistema produrrà a regime è massimo. Auspichiamo con tutti gli attori coinvolti, e in primo luogo con gli ordini professionali, una collaborazione costruttiva nel superiore interesse della salvaguardia dell’incolumità dei cittadini."

Oggi ho risposto all'assessore Musmanno con un'altra lettera che riporto di seguito:

Egr. Prof. Musmanno,
pur ringraziandola per la sua mail di risposta del 19 gennaio, in merito a quanto in oggetto, non posso esimermi da farle presente che, anche agli occhi di chi, come me, tecnico non è, si riscontrano in alcuni passaggi dubbi interpretativi che meritano qualche approfondimento.
La nuova procedura Sismi.CA ha corretto, come giustamente afferma, una criticità del sistema Sie-rc consentendo l’invio della documentazione con firma digitale non solo del progetto ma anche delle istanze successive. Mi domando, tuttavia, come mai un sistema adottato solo 4 anni fa (circa) non prevedesse, già, tale operazioni e come mai la Regione Calabria abbia voluto cambiare totalmente sistema piuttosto che migliorare quello già in uso, per giunta con un risparmio di tempo e soldi pubblici.
Lei sostiene, nel primo capoverso: “sismi.ca ha l’obbiettivo di migliorare la sicurezza dei cittadini calabresi, contribuendo a ridurre l’esposizione al rischio di crolli in caso di terremoto”; quanto affermato, in prima analisi, induce a pensare che, fino ad oggi, il sistema sie-rc, adottato in precedenza e con il quale la Regione Calabria ha autorizzato centinaia di progetti, non fosse perfettamente in regola e, tantomeno, collaudato allo scopo dettato dalla norma emanata nel 2009, al punto da mettere a rischio la vita dei cittadini calabresi in caso di crolli dovuti ad eventi sismici.
Altro aspetto che, da profano, desta non poche perplessità è il fatto che: “L’istruttoria tecnica regionale, è bene ribadirlo, non è finalizzata a verificare che il calcolo sia corretto.
La Regione non intende controllare o sindacare le sulle scelte progettuali del professionista. Ciò che la Regione deve verificare è che il calcolo sia stato effettuato nel rispetto della normativa”; dalla lettura di quanto sopra si induce a desumere che un calcolo corretto possa non essere a norma - e viceversa - lì dove la Regione ne verifica il mero rispetto della normativa che, di per sé, non credo sia sufficiente ad evitare i crolli di cui sopra. Un calcolo corretto penso debba risponde alla normativa ad esso afferente, e se la normativa è efficace difficilmente si andranno a verificare situazioni estreme come i crolli.
Lei afferma giustamente che: “Del resto la Regione Calabria non è l’unica in Italia ad avere introdotto un sistema obbligatorio di trasmissione telematica dei progetti. Lo hanno fatto diverse altre Regioni come Toscana, Emilia, Lazio o Basilicata”. Da quanto mi risulta, però, nelle altre Regioni viene richiesta la compilazione di un format che tende a “uniformare i dati” senza, tuttavia, verificare i dati immessi in modo automatico. Questo, a mio modesto parere, penalizza i tecnici calabresi e tutti i tecnici operanti nella Regione Calabria che devono sottoporsi ad inutili procedure di verifica senza sgravi di responsabilità che, di fatto, come si evince dalla lettura del capitolo 10 delle NTC08, resta in capo a loro.
Ad oggi, ma le chiedo conferma, mi risulta che la Regione non abbia ancora organizzato un adeguato seminario tecnico di approfondimento scientifico a titolo esplicativo e formativo per i tecnici e se, quanto penso fosse confermato, la prego di attivarsi quanto prima in tal senso.
Certo di una sua cortese risposta e nella speranza di ricevere con essa anche gli atti di collaudo della procedura adottata dalla Regione di rispondenza alla norme tecniche in materia di procedure automatiche, colgo l’occasione per porgerle i miei più cordiali saluti.

Al San Giovanni vogliamo portare il museo sulla storia di Catanzaro


Sui corsi dei master di specializzazione dell’Università Magna Grecia di Catanzaro nel complesso monumentale del San Giovanni, restano diversi lati oscuri e lavoreremo per ancora per fare chiarezza. Il Ministro Franceschini ha dato una risposta fumosa alla nostra interrogazione, senza chiarire nel dettaglio gli interrogativi che avevamo posto. E ad oggi a nulla sono valse le richieste di accesso agli atti ad Asp, Soprintendenza dei Beni Culturali ed Università Magna Grecia, che non hanno fornito la documentazione richiesta.
Nel frattempo gli specializzandi hanno iniziato i loro corsi al Campus di Località Germaneto, dove vorrebbero continuare a frequentare. Nonostante l’amministrazione Abramo abbia annunciato trionfante la vicina conclusione dei lavori che consentirà agli studenti di essere trasferiti nel complesso monumentale. Questa storia somiglia sempre più a quelle classiche che la politica calabrese ci ha insegnato in questi anni, in cui i progetti contestati vengono portati avanti anche nascondendo le carte.
Il MoVimento 5 Stelle continuerà a portare avanti la necessaria richiesta di trasparenza sulla vicenda. Non ci rassegniamo al fatto che il complesso del San Giovanni debba essere letteralmente strumentalizzato per fini elettorali senza una dovuta pianificazione di sviluppo del centro storico, anche altri immobili potevano essere utilizzati ad ospitare gli studenti. Per noi il San Giovanni rappresenta il fulcro della storia del Capoluogo di regione, per questo andremo avanti fin quando la chiarezza delle carte non ci darà la matematica certezza che sarà garantita la sicurezza degli studenti e la vocazione naturale della struttura. Quelle che per Abramo saranno aule, per noi dovrebbero ospitare un Museo sulla storia della città, visto che numerosi reperti storici restano chiusi nei cassetti della soprintendenza.

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24/01/17

C'è ancora tempo per fermare le autorizzazioni contro l'air gun

I Sindaci di Catanzaro e Crotone ed i rispettivi Presidenti delle Province, ma anche i comuni bagnati dal Mar Ionio che vanno da Crucoli e Soverato, si affrettino a costituirsi in giudizio innanzi al Tar contro le autorizzazioni denominate rispettivamente «F.R 41.GM» ed «F.R 42.GM» concesse dal Ministero dello Sviluppo Economico alla Global Med Llc per nuove ricerche di petrolio o gas in mare.
Indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni, c’è il bisogno che la politica calabrese si unisca in difesa del proprio territorio. Non possiamo concedere di mettere a rischio la salute dei nostri mari per gli interessi privatistici dell’azienda americana. Le ricadute sui nostri territori non saranno in alcun modo in termini di benessere, ma in termini di inquinamento e perdita di beni comuni, quali il mare.
I Sindaci Abramo e Pugliese si affrettino anche a farsi seguire dai Comuni limitrofi che affacciano sul Mar Ionio. Questa è una battaglia di civiltà in cui la Calabria deve essere protagonista per impedire che la nostra terra divenga, ancora una volta, una tavola apparecchiata per la multinazionale di turno.
Per presentare ricorso c’è tempo fino a fine febbraio. Successivamente ogni lotta per impedire la ricerca di idrocarburi a largo dei nostri mari sarà vana. Mi appello, per una volta, al buon senso dei politici sperando che, almeno in questo, sia possibile unire i diversi colori per un obiettivo comune: la difesa del territorio.

14/01/17

Acqua sporca nel vibonese: nuova interrogazione parlamentare del M5S

Da alcuni anni nel territorio del Comune di Ricadi e in gran parte dei comuni della fascia costiera della provincia di Vibo Valentia si registrano gravi criticità in ordine alla qualità delle acque erogate da alcuni acquedotti comunali. In particolare l’acqua si presentava torbida, a volte completamente di colore marrone e alcuni dei valori presi in esame risultavano fortemente alterati tanto da indurre alcuni comuni, tra i quali ricadono ordinanze di divieto di utilizzo per il consumo umano.

E' stato segnalato da un gruppo di cittadini facenti parte del “Comitato Acqua Sporca Santa Domenica” che, da tempo, ha avviato una serie di proteste e attività finalizzate alla tutela della salute e dei diritti della cittadinanza, come l'acqua pubblica erogata dall'acquedotto comunale risulti «sporca e spesso accompagnata da un odore acre, condizioni queste che la rendono inutilizzabile».

A seguito delle lamentele dei cittadini, la Sorical, ente fornitore delle acque, ha provveduto all’istallazione di filtri che, di fatto, hanno, temporaneamente e in parte, ristabilito una colorazione più idonea all’acqua. Il comitato, tuttavia, segnala che in prossimità delle date di prelievo e analisi delle acque le stesse risultavano caratterizzate da un odore acre dovuto all’uso eccessivo di biossido di cloro usato per mantenere entro i limiti la qualità batteriologica fino alle nostre abitazioni. Il biossido di cloro è, però, un ossidante ed in quanto tale “ossida” il ferro ed il manganese presenti nell’acqua formando idrossido di ferro e biossido di manganese che, essendo poco solubili, precipitano creando fanghiglie colorate dal giallo-ruggine al nero. L’unica soluzione alla problematica relativa alla presenza di ferro e manganese nell’acqua, e quindi alla loro rimozione, è quella dell’ossidazione, filtrazione a sabbia con la realizzazione di un impianto specifico.

Il comune di Ricadi appena ottenute le prime analisi “negative”, ha deciso di revocare l’ordinanza di divieto all’utilizzo dell’acqua per fini potabili. Una revoca “parziale” in quanto è rimasta in vigore l’ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua dall’unica fontana pubblica esistente a Santa Domenica nella centralissima piazza Roma. La stessa fontana, precedentemente sigillata per motivi precauzionali, continua a rimanere chiusa e i prelievi dell’acqua per le analisi di routine, che abitualmente venivano effettuati da questa fontana, anche in considerazione che la stessa è collegata alla rete idrica e attigua alle abitazioni, oggi vengono effettuati all’uscita del serbatoio comunale mascherando eventuali problemi sulle condutture.

Il comune di Tropea che pure, giorni addietro, aveva revocato l’ordinanza di consumo dell’acqua potabile, con grande senso di responsabilità, è tornato sui propri passi e ha reintrodotto il divieto sull’intero territorio comunale. Il Comune di Joppolo, nonostante le rassicurazioni di SoRiCal, ha deciso di mantenere in vigore l’ordinanza emanata a giugno -:

Sui problemi di salubrità dell'acqua nei comuni di Ricadi, Joppolo, Tropea e nel resto del territorio vibonese, io e Dalila Nesci abbiamo presentato una nuova interrogazione, rivolta ai ministri della Salute, dell'Ambiente e dell'Interno. E' necessario un intervento d'imperio del governo, perché Sorical e Regione Calabria non hanno ancora fornito risposte efficaci. Ai ministri, abbiamo chiesto «se non ritengano di dover attivare con urgenza tutte le procedure necessarie a tutela della salute pubblica rimuovendo definitivamente le cause che hanno determinato» la situazione esposta, «al fine di ristabilire una condizione stabile di salubrità delle acque».
Abbiamo chiesto inoltre «se sia stata avviata una campagna straordinaria di analisi delle acque e di monitoraggio della rete idrica a partire dalla fonte di adduzione ai serbatoi nel Comune di Ricadi e negli altri comuni oggetto di lamentele e quali risultati abbia prodotto».
Infine «se non ritengano che si debba provvedere alla compilazione di una relazione sulla qualità e salubrità delle acque alla fonte di captazione per ogni singolo pozzo utilizzato e prima che le stesse siano oggetto d'intervento dei filtri di recente installazione».

Durante le recenti festività avevamo detto che saremmo intervenuti e lo abbiamo fatto. Purtroppo la Regione Calabria è latitante sul punto specifico, a partire dai vertici politici. Troppe incrostazioni, troppe contraddizioni, troppi interessi in materia di acqua, insieme a larga o finta indifferenza istituzionale. I cittadini hanno però compreso. Ora il governo centrale non potrà tirarsi indietro.


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11/01/17

L'inutile pozzo esplorativo dell' Appenine Energy ai laghi di Sibari


Con nota prot. 86/AE/2015/LM/fb del 14 maggio 2015, la società Appenine Energy S.p.A. ha presentato istanza di valutazione di impatto ambientale relativa alla perforazione del pozzo esplorativo “D.R. 74.AP/!-Liuba 1 Or”, da realizzarsi nell’ambito dell’area del permesso di ricerca “D.R.74.AP” - costa antistante il territorio della provincia di Cosenza nel Golfo di Taranto di kmq 63,13 - conferito con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 09/06/2014 che prevede “entro 3 anni dal conferimento del premesso, previa procedura di VIA, perforazione di un pozzo esplorativo, con postazione a partire dalla terraferma della profondità massima prevista di 1500 m fino ai livelli sabbiosi del Pleistocene e Miocene.

Nel frattempo arriva la legge di stabilità 2016 con l’art. 1 comma 239 della Legge 208/2015 che ha modificato l’art. 6 comma 17 del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii prevedendo per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi: “il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. I titolo abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata utile del giacimento, le rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”.


Stante la normativa novellamente intervenuta, il Ministero dell’ambiente, con nota del 23/12/2015 ha inviato al Ministero dello sviluppo economico un elenco completo dei procedimenti di VIA in corso relativi a tale tipologia di attività, tra cui il progetto sopra menzionato. Il Ministero dello sviluppo economico, con nota prot. 26453 del 29/9/2016, ha rappresentato che, godendo il progetto in argomento di un titolo abilitativo già rilasciato con specifico decreto ministeriale all’atto dell’entrata in vigore della Legge n. 208/2015…”…non sussistono elementi giuridici sostanziali ostativi alla perforazione…”…, ma ha chiarito che alla luce dei limiti imposti dalla normativa non potrà susseguentemente essere conferita, in caso di esito positivo del sondaggio la concessione di coltivazione finalizzata allo sviluppo dell’eventuale giacimento scoperto, atteso che l’area del permesso ricade integralmente in aree vietate dalla Legge 208/2015. Di conseguenza, con nota R.U.U.0027289 del 10/11/2016, il Ministero dell’Ambiente ha comunicato alla Società e alle Amministrazioni interessate la procedibilità dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale.

Una vera follia che rischia di passare in silenzio. E come se non bastasse le aree in cui dovrebbero essere realizzate le attività di prospezione sono localizzate nei pressi di riserve naturali regionali e di siti di interesse comunitario, a ridosso del litorale che vanta specie di pregio naturalistico come la tartaruga caretta caretta e il giglio di mare, a due passi dal complesso turistico dei Laghi di Sibari e del Parco Archeologico. Sarebbe l'ennesimo colpo basso ai nostri fondali e alla fauna marina, alla pesca, alla nostra salute, alle risorse paesaggistico-culturali e al turismo.


E il principio di precauzione è stato preso in considerazione?

Conosciuto da tutti ma non tanto dai presenti e passati governi "fossili", è stato introdotto nel trattato istitutivo dell’Unione Europea principio secondo il quale, al fine di garantire la protezione di beni fondamentali, come la salute e l’ambiente, è necessaria l’adozione o l’imposizione di determinate misure di cautela, anche in situazioni di incertezza scientifica nelle quali è ipotizzabile soltanto una situazione di rischio. La risposta è che oggi abbiamo in vigore l’autorizzazione ad un inutile pozzo esplorativo in un'area che dovrebbe essere tutelata non calpestata. L’ennesima contraddizione in termini dei governi a matrice Pd, che non sanno che pesci prendere sul tema delle trivellazioni.

La risposta chiara, invece, il MoVimento 5 Stelle ce l’ha ed è stata sottoposta a voto recentemente sulla piattaforma Rousseau: abbandono graduale delle fonti di energia fossile. Un piano energetico che non prevede più di avallare nuove trivelle per creare combustibili fossili ma che scommette veramente sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico.
Il governo invece incespica nelle contraddizioni sulle trivellazioni in Calabria ed a farne le spese potrebbero essere l’ambiente, l'economia e la salute dei cittadini dell’alto ionio cosentino.

Ho interrogato a riguardo i Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.
Nell'atto di sindacato ispettivo ho chiesto ai ministri interessati "se non considerino inopportuno autorizzare la costruzione di un pozzo esplorativo lì dove non potrà, ai sensi della legge di stabilità, essere sfruttato l’eventuale giacimento scoperto anche in considerazione dei danni ai fondali e alla fauna marina, alle risorse paesaggistico-culturali e al turismo."

Non si può concedere ad una società privata di devastare il territorio, soprattutto per mero fine di ricerca. Il governo faccia chiarezza interna sulle politiche energetiche che vuole perseguire e la Regione Calabria, attraverso l'assessore Rizzo e il Governatore Oliverio si svegli dal lungo letargo sul tema e faccia seguire alle parole i fatti, nella speranza che gli interessi tutelati, per una volta, siano quelli dei cittadini calabresi e non quelle delle multinazionali del fossile.


*In questo video dopo un mese dall'interrogazione presentata ho sollecitato una risposta del Governo. 


30/12/16

Un piccolo regalo di fine anno


Ecco a voi un report dettagliato della mia attività da Portavoce M5S alla Camera dei Deputati aggiornato fino ad oggi.
Un grazie particolare ai miei collaboratori (Francesco e Andrea) a tutti gli attivisti e cittadini volontari che mi hanno aiutato finora. Auguro a tutti voi un buon 2017 con la speranza di vincere tante altre battaglie per il bene comune.

Scarica e diffondi il report ☞ https://goo.gl/ebzDSJ

21/12/16

Tirocinanti della giustizia: la politica per una volta non resti schiava della burocrazia

video

I tirocinanti della giustizia calabresi aspettano da mesi che il bando che da loro diritto di lavorare nei tribunali divenga operativo.
Manca solo il nullaosta da parte del Ministero della Giustizia, che giace da settimane sulla scrivania di un funzionario.
Oggi hanno protestato a Catanzaro presso la cittadella regionale. Annunciano nuove proteste se la loro situazione non dovesse sbloccarsi. Difficile dargli torto
Il governo si affretti a concedere il nullaosta per rendere operativo il bando dedicato ai mille tirocinanti della giustizia calabresi percettori di ammortizzatori sociali in deroga che sono in graduatoria ormai da mesi. Ho scritto, insieme alla collega Tiziana Ciprini, al Ministro Orlando per sollecitare una rapida conclusione di questa vicenda. Da ormai un mese i tirocinanti attendono un semplice passaggio burocratico che tarda a venire. Nel frattempo stanno continuando a protestare civilmente per poter godere di un diritto praticamente acquisito.
Il bando lanciato nel mese di marzo dalla Regione Calabria ha le coperture economiche della Comunità Europea e l’avallo degli uffici giudiziari calabresi, con cui sono state concluse delle intese anche al fine di concedere loro il personale di cui hanno bisogno. La Calabria ha un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa e questa misura potrebbe consentire respiro a mille famiglie calabresi. Insomma, non si tratta di bruscolini, ma di un passaggio necessario e doveroso.
Ci auguriamo che prima di Natale i tirocinanti della giustizia calabresi possano ottenere quanto gli spetta. Non si comprende la natura di tale ritardo nel concedere il nullaosta. La politica, per una volta, non resti schiava della burocrazia.

15/12/16

Fermare le trivelle per fermare la subsidenza


Il governo deve impegnarsi ad approfondire, con opportune indagini, gli anomali tassi di subsidenza (abbassamento della superficie terrestre) a Crotone ed a Capo Colonna, probabilmente dovuti anche alla presenza delle piattaforme estrattive. È quanto ho scritto nell'interrogazione parlamentare che ho presentato al nuovo Presidente del Consiglio Gentiloni ed al confermato Ministro dell’Ambiente Galletti. È insensato proseguire con le indagini geofisiche attraverso l’airgun nell’area di Crotone. Così facendo si mette a serio rischio la vita stessa di migliaia di cittadini e dell'ecosistema marino. È probabile che la presenza delle attività estrattive abbia accelerato il processo di subsidenza sulle coste del crotonese e sarebbe opportuno mettere la parola fine a queste attività. Anche la commissione per lo studio della subsidenza nella zona di Crotone, aveva suggerito più attente analisi sul fenomeno.
Il monitoraggio eseguito dalla stessa Eni ha evidenziato la necessità di approfondire scientificamente il tasso anomalo di abbassamento del fondo marino nella zona per una maggiore comprensione del fenomeno, che non è escluso possa essere dovuto proprio alle attività di estrazione del gas. Tra l’altro è comprovato, in alcuni casi, la correlazione tra estrazione di gas e presenza di sismi indotti. Vista l’alta sismicità della zona e gli anomali tassi di subsidenza, sarebbe necessario impedire che a largo di Crotone e Capo Colonna si possa estrarre ancora gas. Purtroppo pare che il governo non sia assolutamente intenzionato ad interrompere le attività estrattive in zona. Anzi, soltanto un mese fa si sono concluse le procedure VIA che permetteranno alle multinazionali Global Med e Sclhumberger di avviare le indagini geofisiche mediante l'airgun, mettendo a repentaglio la fauna ittica dei nostri mari.
Perciò rinnovo l'invito ad Oliverio ed all'assessore Rizzo di intraprendere al più presto, insieme ai comuni interessati, la via del ricorso al TAR per impugnare il provvedimento con cui il Ministero dell’Ambiente, con l'avallo Ministero dei Beni culturali, ha autorizzato le riferite indagini con l'airgun nello Ionio.
Noi non ci arrenderemo fin quando non avremo raggiunto l'obiettivo di fermare tutte le attività estrattive nel nostro paese, magari anche grazie al nostro programma energetico di governo, che proprio in questi giorni stiamo votando sulla nostra piattaforma Rousseau. L’obiettivo è abbandonare definitivamente, nel corso degli anni, l'utilizzo dell'energia fossile.

#StopGlifosato in Calabria? La strada è ancora lunga!

Mario Oliverio dice di aver abolito il Glifosato in Calabria. La delibera regionale non prevede, però, l’eliminazione del Glifosato dall’agricoltura calabrese, poiché riguarda solamente i disciplinari di produzione integrata attraverso un’adesione volontaria delle aziende del settore che, per questo, percepiscono fondi europei.
Il 10 maggio scorso, scrissi una lettera formale al Governatore della Calabria in cui chiedevo vari interventi per eliminare l'utilizzo di tale sostanza dalla nostra agricoltura regionale, tra cui l'eliminazione da tutti i disciplinari di produzione.
Perciò Oliverio ha accolto solo in parte tale richiesta, che proveniva anche dal forum delle associazioni ambientaliste calabresi.
Si può parlare di un piccolo passo in avanti, ma non di totale abolizione del famoso pesticida. Occhio alla falsa propaganda!
In Calabria il Glifosato viene attualmente utilizzato anche nella pulizia delle strade e delle aree pubbliche. A subirne le conseguenze negative sono anche i conduttori di aziende agricole biologiche che sono costretti a distruggere parte del raccolto quando questo viene contaminato dall’uso di sostanze chimiche utilizzate per le operazioni di ripulitura dei cigli stradali.

Se Mario Oliverio volesse veramente tutelare la qualità dell'agricoltura "Made in Calabria", dovrebbe intervenire in modo concreto per rimuovere l’erbicida glifosate da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono ed escludendo da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso. Bisogna garantire che nei bandi di gara emanati dalla Regione per gli appalti pubblici riguardanti gli interventi di contenimento delle infestanti e nel settore della manutenzione delle strade, venga indicato come unica tipologia di intervento possibile quello di tipo meccanico.
Inoltre, occorre avviare una concreta campagna d'informazione attraverso incontri e comunicazioni scritte rivolte ai rivenditori sul territorio regionale ed a tutti i cittadini sui rischi per l’ambiente e per la salute umana nell’utilizzo e nella vendita di prodotti diserbanti. Ancora, bisogna attivare una volta per tutte un monitoraggio costante ed approfondito sulla contaminazione dei pesticidi nelle acque di superficie e profondità trasmettendo i risultati all'ISPRA.
Questo lavoro oggi sarebbe stato affidato addirittura ad un'azienda privata e non all'Arpacal, ma da diversi anni non si ha ancora alcuna notizia circa l'effettivo lavoro svolto.
Infine, Oliverio dovrebbe convincere i vertici del suo PD a condurre veramente una battaglia insieme a noi, a livello nazionale ed europeo, per bandire il glifosato su tutto il territorio nazionale. Cosa che purtroppo non è accaduta finora nonostante le nostre continue richieste.

La Calabria deve sfruttare al meglio la propria vocazione naturale verso la coltivazione di prodotti biologici di qualità rispettando la biodiversità. L’utilizzo della chimica in agricoltura non rappresenterà mai per la Calabria un vantaggio competitivo determinante. Solo il con vero rispetto della terra possiamo garantire qualità e benessere. La transizione verso l’agroecologia è la strada che devono intraprendere al più presto la Calabria ed il nostro Paese.

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12/12/16

Capitano De Grazia, da 21 anni una tragedia senza verità...

Oggi ricorre il 21° avversario della morte del capitano Natale De Grazia, un santo laico calabrese, scomparso mentre indagava sul traffico illecito di rifiuti radioattivi ed il fenomeno delle navi a perdere.
Le indagini del pool investigativo coordinato dal procuratore Francesco Neri, subirono un duro colpo con la morte di De Grazia e rappresentano, ancora oggi, uno dei più fitti misteri della storia d'Italia. Bisogna chiarire ancora tutte le circostanze della morte e i mandanti della morte.
Non vogliamo che il sacrificio di De Grazia rimanga vano, pretendiamo che la politica, ad oltre 20 anni di distanza, si impegni veramente per risolvere questo mistero e restituire giustizia ai cittadini italiani che vogliono la verità.
La politica deve impegnarsi per indagare a fondo sulle navi dei veleni, perchè la tecnologia moderna consente di scoprire la verità sul contenuto di quelle navi e sul traffico internazionale di rifiuti. La memoria di De Grazia va rispettata anche attraverso la desecretazione dei documenti che ancora giacciono negli uffici del Parlamento.
Non si può continuare a nascondere ancora la verità, lo si deve alla memoria di De Grazia e a tutti quei cittadini che continuano a morire in silenzio, magari per colpa di quelle navi affondate a largo di quelle spiagge in cui pescano o fanno il bagno. Noi non ci arrenderemo mai  lo facciamo anche per rendere il giusto omaggio al suo sacrificio ed al suo coraggio.

09/12/16

Mobilità in deroga, inadeguate le iniziative adottate da Oliverio

Sull'emergenza dei lavoratori in mobilità in deroga, la Regione Calabria deve essere conseguente coi fatti specifici e con le proprie responsabilità. Le iniziative adottate da ultimo sono l'ennesima perdita di tempo, oltre che inadeguate, e non collimano con la possibilità di superare la mancanza di continuità mediante l’utilizzo delle risorse del 50%, già assegnate alla Regione.
I diritti dei lavoratori sono dunque calpestati con il tentativo di utilizzare politiche attive del lavoro, che non hanno alcuna attinenza con la specifica tutela di legge della mobilità in deroga. Questo caso sta diventando sempre più grave, per cui interrogherò il ministro del Lavoro per sapere dei fondi erogati, in modo da seguirne il percorso che hanno avuto nel tempo. Il MoVimento 5 stelle ha inoltre una proposta seria, cioè il reddito di cittadinanza a carattere universalistico, che ha registrato il favore di altre espressioni politiche e di parti sindacali. Purtroppo la Regione di Oliverio è sorda, tanto sul fronte della risoluzione effettiva del problema delle spettanze dei lavoratori in mobilità, quanto sull'avvio di una ricognizione tecnica e politica finalizzata a sostenere un reddito di cittadinanza utile ai senza lavoro. Il MoVimento 5 stelle proseguirà la battaglia a favore dei lavoratori in mobilità in deroga e per quanti siano esclusi dall'assistenza sociale a causa delle politiche delle oligarchie finanziarie, sospinte da economisti di regime come Jean Tirole e da burocrati alla Yoram Gutgeld.

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05/12/16

Ha vinto la democrazia e ora riprendiamoci il paese!

Sono stati sei mesi intensi e interminabili, abbiamo girato ogni angolo del paese con ogni mezzo e tantissima passione per salvare la sovranità popolare. Abbiamo detto NO ad una riforma costituzionale che puzzava di banche d'affari, massoneria, casta e lobby del fossile; che voleva allontanare ancora di più i cittadini dallo Stato, negandoci altri diritti. Siamo riusciti a rispedire al mittente un disegno perverso in cui Renzi, Boschi, Verdini e Napolitano erano solo dei mandatari. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno dedicato del tempo per questa battaglia campale. I comitati, le associazioni, i nostri attivisti e tutti coloro che si sono esposti in prima persona mettendoci la faccia. Abbiamo scritto una pagina importante della storia della nostra democrazia. Ed è stato bellissimo! Come da vecchia tradizione politica, qualcuno in queste ore tenta di prendersi meriti che non ha sulla vittoria del no. Mi fanno un po’ pena, ma lasciamoli vivere in questo mondo ormai fuori dalla realtà. Anche il loro tempo è scaduto e ancora oggi non se ne rendono conto.

Questo NO alla riforma costituzionale è stato innovativo, rivolto al futuro che vogliamo vedere nel nostro paese, dove i cittadini hanno più potere e più strumenti per decidere il proprio destino. E' stato anche un no che mette un freno a questa economia, basata sul mero profitto a discapito dei beni comuni. I cittadini hanno dimostrato che non vogliono delegare la propria vita alla partitocrazia ed ai nominati di turno. Vogliono poter contare qualcosa soprattutto sulle sorti del territorio in cui vivono, vogliono partecipare! E il futuro è la democrazia diretta e partecipata. Altro che clausola di supremazia, ci vorrebbe una clausola di cittadinanza per liberare i territori dai tanti “prenditori” senza scrupoli. È stato un grande no alla vecchia politica, basata su grandi opere inutili, sulla corruzione, sul cemento e l'energia fossile. Ora spetta a noi portare avanti questa battaglia di civiltà.

Gli italiani ora devono essere chiamati al voto al più presto, ma i partiti faranno di tutto per tirarla per le lunghe per arrivare a prendere la pensione d'oro. Non glielo permetteremo e chiediamo agli italiani, anche a coloro che hanno votato Si, di stare al nostro fianco in questa battaglia. Sentitevi partecipi di questo cambiamento epocale insieme a noi. Nei prossimi giorni inizieremo a votare online il programma e la squadra di governo. Auguriamo buon lavoro al Presidente Mattarella in questo momento cruciale. Come prima forza politica del Paese siamo disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche.

E ORA RIPRENDIAMOCI IL PAESE!